sabato 14 febbraio 2015

ancora una pagina

La mia maestra delle elementari ogni giorno, e non ne saltava uno di giorni, quando mancavano venti minuti al suono della campanella cascasse il mondo smetteva di spiegare e ci diceva
adesso mettete via tutto, che vi leggo un libro
tutti i libri di Roald Dahl, ci ha letto.
Stava in piedi davanti a noi, col sedere appoggiato alla cattedra, e raccontava la storia del GGG o di Matilda e noi ce ne stavamo in silenzio, con la cartella, la vera cartella degli anni ottanta che ora non va più di moda fra i bambini che hanno tutti uno zaino enorme, addirittura alcuni se li tirano dietro tipo trolley, una cosa agghiacciante,
ce ne stavamo con la cartella, appunto, buttata sul banco e la faccia che ci sprofondava dentro, le braccia che l'abbracciavano, ad ascoltarla.
La sua voce era la nostra guida che ci portava a conoscere mondi nuovi e fantastici popolati da creature meravigliose e noi eravamo lì con loro, in un attimo eravamo nella storia e camminavamo accanto al protagonista, ridevamo e correvamo e ci spaventavamo assieme a lui.
Era perfetta, la mia maestra, io me la ricordo come se fosse ora, 
era perfetta perché noi non volevamo che la campanella suonasse, cosa curiosa per dei bambini che hanno passato tutta la mattina a scrivere e imparare, e quando sentivamo il trillo le dicevamo
no maestra, no, ancora una pagina per piacere
e lei ci rispondeva
bene, facciamo che arrivo alla fine di questa e poi ci metto il segno e continuiamo domani.
Poi, succedeva che quei libri ti piacevano così tanto che te li facevi comperare dalla mamma e li rileggevi a casa.
Ecco, questa cosa della maestra me l'ha fatta ritornare alla mente la mia amica Valentina, alcuni giorni fa.
Mi ha detto 
ti ricordi quando la maestra ci leggeva i libri?
E io me lo ricordavo sì, era un ricordo bello che non se ne era mai andato ma aveva solo bisogno che qualcuno ci togliesse la polvere, come succede coi tesori che trovi nella cantina dei nonni.
Ho pensato che le maestre oggi dovrebbero fare così, ad un certo punto fregarsene del programma, obbligare i bambini a chiudere tutto, e portarli per mano via dal mondo reale.
Io la mia maestra non la dimenticherò mai, perché è stata la prima, la prima in assoluto ad avermi insegnato che con un libro in mano tu hai le ali, e puoi volare.