venerdì 11 settembre 2015

persa

Sono in questura che aspetto il mio turno.
Non so come possa essere successo, fatto sta che non ho più la targa della macchina. Nella sala d’attesa dell’ufficio denunce c’è una vecchia, e io lo so come va a finire, quando sono con le vecchie. Va a finire che mi attaccano bottone e sono un fiume di parole e non smettono più di parlare. Di solito accade al supermercato, quando non arrivano a prendere i grissini torinesi e mi fermano e le aiuto e poi da cosa nasce cosa e mi raccontano tutta la loro vita in mezzo alla corsia e in mezzo alla gente.
Comunque.
Questa vecchia ha dei sandali piuttosto bruttini, di quelli che trovi nelle sanitarie e lo smalto rosso sbeccato, un marsupio che tiene sulla spalla destra a mo’ di borsetta e i capelli permanentati, permanente che si è fatta dopo il rientro dal mare, di sicuro.
Mi guarda e io faccio finta di niente anche se lo so, che non ho scampo. E infatti inizia col monologo.
Eh non trovo più la carta Postepay, io lo so che è in casa perché sai con la confusione del trasloco chissà dove è andata a finire ma io per sicurezza
ché al mondo non si può mai sapere e anche se la postina mi ha detto ma si figuri non ce ne è bisogno prima o poi salta fuori
ecco io per sicurezza voglio fare denuncia
che poi ho perso tutta la mattina, mica ne avevo bisogno con quel che ho da fare a casa col trasloco, appunto, ho pure le palpitazioni per l’agitazione perché certo questa benedetta carta è in casa ma dove, dove mi dico io. È il dove che non mi dà pace. Almeno non mi hanno scippata come quella volta all’ipermercato, fra l’altro era appena morto mio marito io ero un bel po’ esaurita non avevo manco voglia di parlare poi mi son ripresa bene eh
comunque avevo già quel dispiacere lì’ e zac, mentre guardavo delle canottiere nel reparto dell’intimo mi han portato via la borsetta con dentro 200 euro anzi 100 perché gli altri 100 li avevo spesi all’Oviesse e meno male che il sacchetto dell’Oviesse non me lo hanno preso. Allora sono andata dalla guardia pure un po’ arrabbiata e gli ho detto ma voi cosa ci state a fare io non lo so ah ma ora non mi fregate più perché non esco più con la borsetta ma col marsupio, così anche per strada sono più tranquilla.
(marsupio che lei porta come se fosse una borsetta, quindi siamo punto e a capo ma mi son ben guardata dal dirglielo)
Eh speriamo siano veloci perché oggi devo fare la nonna, sai ho ben quattro nipoti, mia figlia fa l’infermiera a volte vado da lei alle 6.30 del mattino per prepararli per l’asilo e la scuola ma io lo faccio volentieri eh, tanto devo solo salire una rampa di scale e...
E poi se dio vuole arriva un poliziotto che mi dice prego signora è il suo turno e io penso grazie dio ti sei ricordato di me. Il poliziotto pare appena uscito da una discoteca di Ibiza coi capelli che non sono capelli bensì tanti coni ingellati, e mi dice
Prima porta a destra ora arriva il collega per i dettagli.
Il collega scrive al pc solo con gli indici con una tale velocità e potenza che mi chiedo come possa non aver ancora bucato la tastiera. Fa proprio come nei film, e come nei film c’è una luce al neon che sfarfalla sulla mia testa.
Mi chiede tutto serio
Quando l’ha vista l’ultima volta?
A che ora esattamente? Se non esattamente, circa. Fascia oraria.
E dove l’ha vista l’ultima volta? Zona?
A un certo punto mi chiedo se ha capito si tratti di una targa e non di una persona.
Magari qualcuno la avvista e ce lo segnala, aspetti ad andare alla motorizzazione.
Quando dice la parola motorizzazione tiro un sospiro di sollievo. Ha capito che ho perso la targa e non la nonna.
Poi mi fa fare un sacco di firme e io leggo bene tutto prima di firmare, come mi ha insegnato il mio papà ché al mondo non ci si può mai fidare di nessuno manco se sei  davanti a un poliziotto.
Il poliziotto mi dà la mano e mi dice speriamo qualcuno la trovi. Se ci chiamano le faccio sapere.
E io penso di nuovo a una fantomatica e misteriosa sparizione di chissà chi. Non della mia targa che a questo punto mi manca parecchio.
E niente, poi alla fine la targa l’ho ritrovata nel parcheggio del supermercato.

Bella come il sole, senza manco un graffio, mi aspettava buona e paziente seduta su un marciapiede.

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