sabato 11 aprile 2015

sorellanza

Le sei di una calda mattina di luglio degli anni ottanta.
Vengo svegliata dal telefono di casa, prima, e da mia zia che risponde, poi. Dice è nata, evviva, è andato tutto bene? Quanto pesa? Ok, sì, ciao, a dopo.
Sono gli anni ottanta, appunto, quando ancora per comunicare una notizia si deve telefonare a casa, non importa se è l'alba.
In quel momento, in quel preciso momento in cui ho sentito le parole è nata ho aperto gli occhi, fissato il muro, pensato che da quel momento non sarei più stata sola, che sarebbe andato tutto bene.
Bene, sì, anche se non era un maschio e non sarebbe stato Alessandro, questo avevo per la testa quando mia madre alcuni mesi prima mi aveva detto è una femmina e io avevo dovuto cancellare dalla mente una versione in carne e ossa del mio bambolotto.
Ci sono fratelli che sono figli unici, e se lo fossero davvero sarebbe forse meglio. Ci sono fratelli che non si capiscono o non vogliono capirsi, fratelli che si tradiscono. Fratelli che si ignorano.
Tante persone fanno un secondo figlio perché così fa compagnia al primo, dando per scontato tante, troppe cose che forse arriveranno, forse no.
Poi, poi ci sono la fratellanza, e la sorellanza, che sono una cosa diversa, diversa dall'avere un fratello o una sorella.
Ci vogliono fortuna e un giusto incastro del destino, ma soprattutto un volersi che nessun genitore, per quanto bravo, potrà mai insegnare ai figli.
Cosa vuole dire avere davvero una sorella, mi ha chiesto un giorno una amica figlia unica.
Non ho nemmeno avuto bisogno di pensarci, nonostante non me lo avesse mai chiesto nessuno prima, nonostante tutti forse diano per scontato il vero significato di un rapporto così.
La sorella è come un figlio, è amore viscerale, è senso di appartenenza, è consapevolezza di avere lo stesso sangue nelle vene, di avere abitato la stessa pancia per nove mesi. Una sorella vera è per sempre, è il tuo cuore che batte col suo, è capirsi con uno sguardo. Pensarsi.
Una sorella vera non può essere come l'amica del cuore, come la cuginetta con la quale sei cresciuto fin dalla nascita,
perché ce l'hai dentro, perché c'è sempre stata anche quando era solo un desiderio, o forse nemmeno ci pensavi,
come un figlio, appunto.
La sorellanza è un campo di margherite con i primi raggi di un sole di primavera che illuminano i prati,
solo che non lo vedi solo quando arriva il caldo,
lo vedi ogni giorno della tua vita,
le margherite della sorellanza puoi raccoglierle, farne una coroncina per i capelli o un mazzolino da tenere in mano, perché le margherite della sorellanza ritornano, non temono il freddo né la tempesta, vanno oltre la mortalità delle cose,
col loro gambo sottile e i petali che ti solleticano le dita,
un m'ama non m'ama che è sempre un m'ama.
un giorno d'inverno mia sorella è rimasta sulla seggiovia, una di quelle in cui si sta in piedi, aveva tre anni, l'operatore ha tardato un secondo nel prenderla, una cosa da poco, ma io l'ho vista andare via e ho urlato
mia sorella
come se mi stessero strappando via un pezzo di me stessa,
non l'ho mai dimenticato quel momento,
e quello successivo in cui con un balzo è stata presa, riportata vicino a me,
va tutto bene,
adesso va tutto bene.
Ho di nuovo lei.
Il mio campo di margherite.

Probabilmente siano tutti guardiani di nostro fratello, come dice la Bibbia, dotati di uno dei più antichi e forse più inutili ma certamente più ossessivi istinti del mondo. Che non ci abbandona mai.
(In mezzo scorre il fiume, Norman Maclean)






10 commenti:

  1. Bellissimissimo fra, e sei fortunata a provare la 'sorellanza', io non la sento più di tanto né, soprattutto, credo di averla mai sentita. E hai ragione che è questione di incastri, di fortuna, e che nessun genitore potrà fsre mai niente per crearla. Un abbraccio!

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    1. Grazie, Fra!
      Un abbraccio a te :-)

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  2. Che meraviglia, che poesia. Ho due fratelli ma non posso dire di aver provato quello di cui parli. Lo.spero ogni giorno per mio figlio ma lo so beneche è come tu dici, nessuno può sceglierlo.

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    1. Ci si deve "trovare" e "scegliere", anche tra fratelli :-)

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  3. Io figlia unica, mamma di due sorelle, spero che un giorno le mie bimbe provino questi sentimenti l'una per l'altra, sarebbe il dono più bello che potrebbero farmi.
    Mi fai sempre commuovere :)

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    1. Vero, credo sia un regalo bellissimo per una mamma. Il più bello, forse :-)

      Un abbraccio

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  4. io ho un fratello.
    abbiamo tredici mesi di differenza, ossia il minimo indispensabile per essere figli della stessa mamma senza essere gemelli

    e noi come gemelli siamo cresciuti, parlando un linguaggio comprensibile solo a noi, facendoci domande e dandoci risposte solo con uno sguardo.
    da sempre.
    anche adesso
    ci guardiamo e parliamo senza parole
    e gli altri si domandano come facciamo...
    da piccoli non ci facevano mai stare nella stessa squadra quando c'era da indovinare le cose...era doping,n perchè noi ci leggevamno nel pensiero.

    non riesco a immaginare la mia vita senza mio fratello.

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  5. Mi hai commossa fino alle lacrime...

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