mercoledì 4 marzo 2015

sono qui

Di solito la sua lezione è il sabato pomeriggio ma questa settimana siamo andate di martedì, dopo la scuola.
L'equitazione è una dipendenza, mi ha detto una signora un giorno.
Lo so, le ho risposto.
Siamo andate di martedì, dunque: lei ha fatto la sua lezione e poi dal campo mi ha detto
mamma, vado a fare una passeggiata a cavallo fuori, con l'insegnante. Vieni anche tu?
Ho camminato accanto al cavallo, e mi sono sentita zoppa, perché il mio posto è sempre stato in sella.
Il sole era una palla enorme arancione sfregiata dai rami spogli degli alberi, l'aria, l'aria era la stessa identica di venticinque anni fa dove tutto proprio lì era iniziato per me. La vita è una ruota che gira, a volte basta sedersi e aspettare che tutto ritorni.
Il rumore degli zoccoli del cavallo ci facevano compagnia, le parole non servivano.
Le parole, coi cavalli, sono un di più. Ci si dice tutto con gli sguardi, le carezze, i piedi a riposo fuori dalle staffe, le redini lunghe. Il corpo appoggiato al loro collo, le braccia che lo stringono forte, la criniera che ti solletica il naso. Un uomo e un cavallo che diventano un tutt'uno, due cuori e due cervelli che viaggiano sullo stesso binario.
Poi, lei ha dissellato il cavallo, lo ha pulito e rimesso nel box. Una carota come premio.
Gesti che ho fatto milioni di volte e che ora vedo fare a lei, come se avessi uno specchio davanti a me fermo sul passato.
Andiamo su in tribuna a vedere l'altra lezione? Saltano, mamma. Voglio vederli.
Ci siamo sedute, proprio lì su quel divanetto dove io ho passato non so quanti pomeriggi. Il cap appoggiato a terra con i guanti dentro. Le ghette accanto. Addosso gli stivaletti impolverati con i calzettoni al ginocchio che coprono i pantaloni.
Siamo arrivate tardi a casa, non abbiamo fatto la spesa, non abbiamo cenato in orario, io non ho fatto tante cose.
Ma.
Abbiamo lasciato passare i minuti con leggerezza, seguito con interesse una lezione, parlato di ostacoli, di concorsi che andremo a vedere.
Mamma poi me lo fai vedere quel video dove ci sei tu che fai il concorso?
Sì, che te lo faccio vedere.
Me lo prometti, questa volta?
Te lo prometto.
Ci sono cose troppo belle che fa ancora male rivedere, ma bisogna andare oltre e io ho imparato una cosa.
I luoghi che ti regalano la pace vera, non si dimenticheranno mai di te.
Ti si tatuano sulla pelle, per sempre, per ricordarti chi eri. Sono sempre lì, un po' ammaccati e impolverati, invecchiati, forse, ma in gran forma. Può capitare di perderne alcuni nel corso degli anni, per motivi indipendenti dalla nostra volontà e quando penserai a loro, il tuo respiro sarà sempre strozzato.
C'è una cosa che prima o poi si deve fare.
Alzarsi, andarli a cercare seguendo le vie del destino che sono tortuose e insidiose e infinite, ma raramente sbagliano. Scegliere il percorso che un giorno sarà quello giusto e ti porterà al tuo luogo, quello che ti fa fare respiri lunghi e distendere i nervi.
Presentarsi alla sua porta e dirgli 
Hey, sono qui. 
Non ho mai smesso di aspettarti, ti risponderà.




5 commenti:

  1. Come mi piace leggerti... È sempre stato così! Un abbraccio

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    1. Ciao!
      La cosa è reciproca, lo sai. Io però non faccio le foto belle che fai tu :-)

      Un abbraccio!

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  2. Anonimo8:11 PM

    beh la prossima volta prova a salire,non e' difficile...fatti aiutare

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    1. Hahahaha ma io ne sono capacissima, penso si sia capito molto bene dal post che sono andata a cavallo per molti anni. Forse hai saltato qualche riga ;-)

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  3. Quanta verità. Anche io ho avuto uno di quei luoghi. La colonia delle vacanze estive, dai 9 agli 11 anni. Ci son tornata 14 anni dopo essendo in vacanza nelle vicinanze. Non sapevo bene dove fosse e ho guidato su strade sconosciute, da sola perchè il marito e la bimba li avevo lasciati al villaggio. Mi sentivo un po' mata, Pensavo di riuscire solo a vederla dal cancello, la colonia. Invece mi han fatto entrare, mi son seduta sulle panchine, ho respirato la stessa aria di allora, ho raccolto un pinolo. Mi sono scoppiate migliaia di emozioni. Si, quel posto mi aveva aspettato. Poi, me ne son tornata in pace :)

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