giovedì 8 gennaio 2015

due

Sono diventata di nuovo mamma, di due gemelline.
La più grande si chiama Andrea, la più piccola Martina.
Hanno poco più di due mesi, occhi vispi e verdi ma di un verde delicato, quasi annacquato. 
Il pelo bianco e rosso.
Sono due gatte.
Andrea è riflessiva, cauta e moderatamente posata. Introversa. Non ama siano gli altri a cercarla per le coccole: preferisce avvicinarsi lei, quando ne ha voglia.
Martina è esuberante, estroversa, impicciona, con manie di protagonismo. Vorrebbe essere la prima a fare tutto: a mangiare, a salire sul divano, a ricevere carezze. Ama farsi notare ed esibirsi. La sorella, preferisce guardarla. Spesso con aria di sufficienza, acciambellata sul bracciolo della poltrona.
È facile trovare Andrea dietro ai miei libri, solo il muso che spunta fuori, curioso. Ha una macchia rossa sotto all'occhio sinistro, e alcune sparse sulle zampe. È molto buffa, paiono il vezzo di un pittore pazzo. Andrea, è di una bellezza imperfetta.
Martina invece è bravissima a palleggiare con la sua pallina verde. Fila via veloce facendola rimbalzare fra una zampa e l'altra come il migliore dei calciatori. Ha i lineamenti delicati e precisi, come se fossero stati disegnati con l'attenzione di un allievo che vuole meritare il voto più alto.
Andrea si sdraia accanto al pc, quando lavoro. Martina fa molto baccano. Calpesta la tastiera aprendo e chiudendo documenti, digitando file infinite di lettere messe giù a caso. Ogni tanto devi dirle basta, provare a metterla sulla retta via perlopiù senza successo. 
Il mio gatto, il mio gatto che dopo 23 anni insieme se ne è andato due anni fa, credo sia molto orgoglioso di me.
Prendersi cura degli altri è il modo migliore per curare noi stessi.




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