domenica 2 novembre 2014

ora, dormi

La Bambina ha fatto la valigia, di fretta.
Una fretta che non aveva ma che s'è inventata, come sempre accade quando deve fare cose che non ama.
Ha preso i maglioni, lasciando i costumi.
Gli stivali, lasciando le infradito.
Le borse, lasciando quelle da mare.
I cappotti, lasciando le canottiere.
Ha caricato la macchina, in silenzio.
C'era una luce, una luce autunnale sbiadita e pigra che tagliava a metà i tronchi degli alberi, gli alberi del bosco.
Ha preso le bottiglie di salsa di pomodoro, quella fatta d'estate e che durerà per tutto l'inverno ricordandole il sole caldo che entra dalla finestra della cucina. 
Ha chiuso, ha chiuso proprio la finestra della cucina, e si è vista come sempre accade ai piedi dei due cipressi, assieme al suo Lupo.
Disfatto i letti e lavato le lenzuola, facendo lavorare per un'ultima volta quest'anno la lavatrice vecchia e rumorosa, che borbotta ad ogni centrifuga ma che se ne sta ancora lì, impavida.
Lasciato i copriletti a fiori, che fanno tanto anni ottanta e tempo fermo.
Qualche scatoletta di tonno, nella dispensa.
Un pacco di spaghetti.
Chiuso la piccola casetta nel bosco, quella che sembra finta ma finta non è e pare quella dei tre Porcellini, un'unica stanza con una piccola cucina giocattolo un piccolo tavolo in ferro battuto tre piccole seggiole una piccola credenza bianca, in legno. Ha pensato che anche quest'anno non ci ha mai trovato dentro un animale ferito da soccorrere, ma non importa, lei ci spera sempre.
Ha salutato il Nonno, che aveva fatto la sua di valigia e si preparava a partire.
Il Nonno, il Nonno le ha accarezzato la testa e le ha dato un bacio sulla guancia.
Le ha solo detto grazie, perché ogni mattina prima di ogni altra cosa mi hai rifatto il letto, e riordinato la stanza come se davvero ci fosse bisogno, di ringraziarla. Ma lui ha un'anima bella che gioisce per i dettagli, la Bambina lo sa, e ha solo sorriso.
Si sono salutati come se non dovessero vedersi per molti mesi e in effetti sarà proprio così, quel Nonno e quella Bambina appartengono solo a quel luogo.
Lei ha lasciato che lui partisse, poi ha chiuso le ultime persiane.
Quelle del bagno su, che sono rimaste aperte sempre in questi mesi perché sono i suoi occhi, gli occhi della casa che anche quest'anno li ha accolti senza risparmiarsi, donandosi, e resistendo all'assalto di, a conti fatti, quasi sessanta bambini. Li ha resi felici come solo in un parco divertimenti potrebbero essere e 
quando possiamo venire nella casa a giocare?  ha chiesto una bambina vestita da strega, la sera di Halloween. 
La Bambina ha guardato per un'ultima volta gli alberi spogli e il manto di foglie colorate che scricchiolano sotto ai piedi.
Le ha chiuso gli occhi, dunque, 
e ora, dormi,
le ha detto.
Lei, dorme.
E aspetta il sole di maggio, per vedere tornare la Bambina.
La casa rimane nei cuori dei piccoli, e di chi non si è mai dimenticato di esserlo stato.



2 commenti:

  1. io ti adoro, adoro la poesia che metti in ogni post. Hai un modo di scrivere e di raccontare il tuo mondo, che a tratti sento quasi mio, maledettamente magico e meraviglioso. Hai una sensibilità unica, tu, e questo post ne è l'ennesima conferma.
    Minerva

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    1. Tu sei sempre così cara e io non so cosa dire se non grazie, grazie per le tue parole che fanno bene al cuore :-)

      un abbraccio

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