martedì 18 novembre 2014

la creatura silenziosa

Quando vivevo a Milano, nella casa di ringhiera dalle persiane verdi, avevo una giovane vicina di casa che faceva la editor per una importante casa editrice. La mia porta di ingresso dava sul ballatoio, e per entrare dovevo per forza passare davanti alla finestra del suo salotto.
Nei mesi caldi, quando teneva i vetri aperti, ci salutavamo sempre con un sorriso, un rapido cenno della mano. I muri colorati, il gatto acciambellato sul tavolo accanto al pc, e questa piccola figura di donna dai capelli neri e mossi. Non ho mai prestato molta attenzione ai dettagli perché era lei, che catturava la mia attenzione. Amava particolarmente stare seduta sul divano, con il pigiama e le gambe incrociate ed era soprattutto nei mesi freddi quando spesso non si accorgeva del mio passaggio, che più mi piaceva osservarla. Cercavo d’immaginare cosa avrebbe pensato questa creatura silenziosa nell’ascoltare le risate e le chiacchiere con le mie due coinquiline mentre preparavamo ciò che più potesse essere simile a una cena nella nostra cucina che confinava proprio col suo divano.
Chissà se a volte ha riso con noi delle nostre stupide cose, chissà se invece la infastidivamo, e per non ascoltarci si è messa la musica forte nelle orecchie.
So solo che nelle sere d’inverno quando rincasavo la sua finestra illuminata era un quadro, e dentro a questo quadro c’era lei, lei che non era mai sola con tutte le sue parole i suoi personaggi le sue storie d’amore e i suoi conflitti. I suoi mondi. Una tazza di tè appoggiata sul tavolo, il caos ordinato di chi abita da solo e tiene dietro alla casa quando può. Lei che non era mai di spalle intenta a prepararsi da mangiare nel cucinotto in fondo alla stanza, né impegnata a riassettare la casa. Era sempre ferma, con gli occhi bassi, tutt’uno con una storia.
Lei che bastava a se stessa e non cercava il contatto con il mondo reale, lo capivi dal modo educato ma distante con cui ti rivolgeva la parola le rare volte in cui salivamo i quattro piani dell’ascensore assieme. Dentro alla sua casa l’aspettava una vita meravigliosa e lo capivi, che non vedeva l’ora di chiudersi la porta alle spalle.

Io non lo so se lei vive ancora là o se altre persone hanno preso il suo posto, so solo che ogni vita dietro a una finestra è un quadro, e quel quadro, silenzioso, magico e pieno di parole, era l’immagine di una vita vissuta con passione che ancora oggi a distanza di anni non ho dimenticato.
Lei, era una piccola creatura silenziosa che faceva nascere le storie degli altri.


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