lunedì 6 ottobre 2014

con i suoi occhi

Il padre porta fuori la figlia per una passeggiata, nelle giornate di sole e di pioggia.
La figlia è seduta, seduta su una sedia a rotelle, per via di una disabilità molto grave.
La figlia, cammina con i suoi occhi che sono neri, come i suoi capelli. Capelli corti, da sempre.
Da che ho memoria, ricordo questo padre sempre assieme alla figlia.
La madre, la madre non so.
Non l'ho mai vista.
Loro due sono una cosa sola, per le vie della città. Sono così belli insieme che si completano, e non riusciresti mai a immaginare l'uno senza l'altra.
In bicicletta, sì proprio in bicicletta, lui pedala leggero sulla ciclabile, con una bici a tre ruote, la figlia seduta su di un seggiolino, ben legata. 
Il seggiolino lo ha fatto montare davanti, così che lei possa esser la prima a prendere il vento in faccia, e i raggi del sole.
Le nuvole bianche come la panna, le foglie verdi degli alberi, i cani che trotterellano al fianco dei loro padroni.
Così che lei possa esser la prima a vedere la vita.
Il padre è diventato vecchio in questi anni, i capelli si sono fatti bianchi, la pancia un poco più pronunciata.
La figlia, la figlia avrà la mia età ormai ma il tempo sembra essersi fermato per lei.
Si è fatta forse più piccola, ma il viso è lo stesso.
Oggi li ho visti davanti alla scuola di danza.
C'era la porta laterale aperta per far entrare quest'aria di un autunno che è primavera.
Dentro, alcune ragazze con il body bianco e rosa ballavano sulle note di una musica classica.
Ho visto il padre fermarsi davanti alla porta, inginocchiarsi accanto alla figlia, e guardare dentro, assieme a lei.
Ho visto la figlia saltare tutti i salti che non ha mai saltato,
dare tutti gli abbracci che non ha mai dato
ridere di quelle risate piene, piene di parole che non ha mai pronunciato,
ho visto lei, seduta su quella sedia a rotelle assieme al suo papà che è le sue gambe e la sua voce e tutto ciò che non ha mai potuto essere,
e mi sono sentita piccola,
perché ho visto lei,
che con i suoi occhi grandi e neri come i suoi capelli,
lei,
ballava.



6 commenti:

  1. Lei ballava. Tu hai contribuito al suo ballo con queste tue parole...

    RispondiElimina
  2. Sei riuscita ad esprimere con le parole le sensazioni che ho provato quest'estate, quando ad uno spettacolo in piazza dove si esibivano dei ballerini di street dance ho visto un ragazzo disabile che letteralmente ballava con gli occhi, proprio come hai detto tu. Grazie mi hai emozionato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'è sempre una luce diversa, in loro. Più forte.
      Grazie a te! :-)

      Elimina
  3. Bellissime parole, dalla grande sensibilità. Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te, per esser passata di qua :-)

      Elimina