lunedì 18 agosto 2014

la scelta del Lupo

Come ogni mattina la Bambina si alza, indossa frettolosamente i pantaloncini e una maglietta.
Corre giù per le scale e chiama il Lupo.
Due fischi, uno lungo e uno breve, sono il segnale.
Il Lupo è molto, molto obbediente, con la Bambina.
Premuroso e protettivo. Mai la lascerebbe avventurarsi da sola nel bosco e per questo, di solito, basta il primo fischio, quello lungo, per farlo accorrere con le orecchie diritte e lo sguardo attento.
Ma il Lupo, quella mattina, non arriva.
La Bambina esce di casa e si ferma al limitare della radura.
Fischia, fischia di nuovo e inizia a chiamarlo, con tutto il fiato che ha in corpo.
Invano. 
La Bambina trattiene le lacrime, mentre corre da un angolo all'altro del bosco, senza una meta precisa.
Lo cerca, ovunque.
Lo cerca e urla il suo nome. Mai, mai in tutti quegli anni era successa una cosa del genere.
Mai, mai in tutti quegli anni il Lupo se ne era andato senza di lei.
La Bambina, si sente abbandonata.
Ad un certo punto il vecchio Maresciallo, che vive in una casetta vicina a quella della Bambina e ha visto nascere e crescere lei e il Lupo, arrivati in questo mondo a soli tre mesi di distanza, fa capolino da una siepe e le dice vieni, Bambina, vieni oltre il bosco. Io lo so, dove è il Lupo.
Così, la Bambina prende il coraggio a quattro mani e si avventura per la prima volta in vita sua fra gli alberi, da sola, seguendo il vecchio Maresciallo.
Scavalca una alta siepe sotto alla quale nota un buco profondo. La via di fuga del Lupo.
Supera un altro bosco, percorre metri che le sembrano chilometri, passano minuti che sembrano ore o forse anni.
Ha paura, la Bambina, ma non vuole pensarci.
Poi, d'improvviso, il fitto verde lascia spazio ad un campo e in questo campo in lontananza lei vede il suo Lupo, assieme ad altri lupi.
La Bambina non dice niente, rimane immobile ed in silenzio, ad osservarlo.
Per la seconda volta quel giorno, si sente abbandonata.
Ad un certo punto il Lupo si volta, e la vede.
Il Lupo e la Bambina si guardano, in silenzio.
Il Lupo dice qualcosa ai lupi, in una lingua incomprensibile alla Bambina, agli umani.
Poi, si volta.
E corre verso di lei.
Insieme, si incamminano verso casa.
E il bosco, agli occhi della Bambina che ora ha accanto il suo Lupo, si fa di nuovo buono.
Sei un Lupo cattivo, cattivo, cattivo e ancora cattivo.
Gli dice la Bambina arrabbiata, arrabbiata per davvero.
Il Lupo, tace. Non cerca le carezze, ma il suo corpo nero e grande si fa più vicino a quello della Bambina, più del solito.
Nessuno, nessun umano vicino al Lupo e alla Bambina parlò mai più dell'accaduto.
Il buco sotto alla siepe venne chiuso. Il buco nel cuore della Bambina si fece sempre più piccolo, col passare dei giorni.
Non fu necessario punire il Lupo in alcun modo, e mai più accadde una cosa del genere.
Il Lupo rimase al fianco della sua Bambina per molti, molti altri anni perché il Lupo,
quella mattina in cui si ritrovò in un campo accanto ai suoi simili, con la Bambina che lo osservava da lontano, in silenzio, nel suo cuore aveva scelto.
Il Lupo, aveva scelto la Bambina.

Nessun commento:

Posta un commento