giovedì 12 giugno 2014

invincibili

Vedi l'ostacolo, da lontano.
Conti i tempi di galoppo, sarà almeno la millesima volta che lo fai, ormai hai occhio.
Sono cinque.
Ti avvicini e pensi oddio quando ho fatto la ricognizione del campo non era così alto, eppure, eccolo qui.
Tu e lui, il tuo cavallo, siete una squadra. 
I tempi di galoppo sono cinque, dunque, e inizi a contare,
quattro,
tre,
due,
stringi forte le gambe, lui corre convinto, ma ha bisogno di sapere che ci sei.
Potrebbe rifiutarsi, o inchiodare,
o tu potresti aver sbagliato a contare, come quella volta in cui sei rimasta indietro per poi volare in avanti oltre lui,
lui che salta senza di te e poi inchioda così forte da cadere ma era troppa la sua paura di schiacciarti, e te li ricordi i suoi zoccoli a venti centimetri dalla tua schiena, il tuo braccio rotto,
e per un attimo questi pensieri ti passano per la testa, e sono pensieri che portano la paura.
Ma tu la mandi via perché sei più forte, certo che lo sei e allora guardi oltre, oltre l'ostacolo, perché è così che l'istruttore ti ha sempre insegnato, a lezione.
Se guardi oltre il cavallo lo sentirà, siete una cosa sola voi due, e lui ha bisogno anche del tuo coraggio.
Non puoi indugiare, o lui si sentirà abbandonato.
Uno,
manca un solo tempo e
dovete volare, insieme.
Stringi le gambe con tutta la forza che hai, ti metti sull'inforcatura, allenti le redini, sei vicina al suo collo, così vicina che praticamente lo abbracci e senti il suo odore, 
l'odore delle lezioni sotto il sole d'agosto e nella nebbia di novembre,
delle carote sgranocchiate insieme nel suo box, 
delle sue musate contro la tua schiena per farti capire che ti vuole bene, 
del prato d'inverno, una giacca verde imbottita per te e una coperta blu per lui, una passeggiata in silenzio e quanto amavi quei silenzi,
della pomata per quella sua fastidiosa flebite, ora solo un brutto ricordo, 
della sua presenza dietro di te, ti segue lungo il corridoio della scuderia come un cane fedele. 
Senti l'odore della fatica e poi del riposo,
di un vivere quasi in simbiosi,
e,
ora, volate.
E lassù, sospesi nell'aria,
invincibili,
proprio invincibili,
siete bellissimi.



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