mercoledì 7 maggio 2014

un quadro di parole timide

S'è fatta grande.
Tutto ad un tratto, ti accorgi che s'è fatta grande.
Quando si allaccia le scarpe.
Le ho chiesto chi te lo ha insegnato, lei mi ha risposto non c'è bisogno di farsi insegnare le cose facili. Mi ha detto proprio così e io sono rimasta senza parole per un poco, e mi sono sentita ingenua.
A me, ad allacciarmi le scarpe, lo aveva insegnato il nonno, un pomeriggio.
Io credo lei mi abbia osservata, di nascosto. 
Perché le allaccia nel modo buffo e semplice che usano i bimbi, e che ancora uso anche io ché d'allacciarle nel modo tradizionale a me non è mai riuscito bene.
S'è fatta grande,
quando la sera si leggono libri veri come la favola di Sepùlveda, quella del gatto cieco e del suo amico topo, che gli presta gli occhi.
S'è fatta grande,
quando leggo e lei accanto a me dice non ti guardo, ma ti ascolto.
E alla fine la sua idea è che il gatto Mix ha la nebbia negli occhi, ma Mex il suo amico topo gliela fa andare via, quella nebbia.
S'è fatta grande,
quando a volte rimane per alcune ore in studio con suo padre.
In silenzio, seduta alla scrivania, disegna.
Consegna fogli presi dalla stampante.
Immagina storie di dame e cavalieri e grandi passioni,
o di orsi grandi e piccoli che vivono fra le montagne, forse.
S'è fatta grande,
quando si raccoglie i capelli ormai lunghi in una coda davanti allo specchio, nella sua cameretta.
S'è fatta grande,
quando si sente osservata e allora abbassa lo sguardo, con la mano sistema una ciocca di capelli dietro all'orecchio.
Non risponde, alle domande del panettiere che quasi sembrano un'interrogazione come ti chiami quanti anni hai dove vai a scuola.
Ma, ora, se riceve un regalo sussurra un grazie. Lo sguardo altrove.
Ama studiare.
Le persone, le situazioni.
Le parole, i gesti.
S'è fatta grande, 
e il viaggio da sempre le infonde sicurezza,
non importa dove si va, importa solo avere nello zaino il suo coniglio bianco che di nome fa proprio Coniglio,
Coniglio che dorme alla sinistra del suo cuscino e poi viene abbracciato,
la notte.
Parlare di amori così grandi come questo è cosa difficile anzi forse impossibile ma,
un giorno una mia amica che di lavoro fa la psicologa e io penso gli psicologi abbiano un cuore diverso credo più grande e anche occhi, più grandi, per vedere quello che di solito ai più sfugge,
alla mia affermazione sai che spesso fa un poco la musona, secondo me. Forse risulta perfino antipatica, a chi non la conosce bene,
lei ha detto che mia figlia è una principessa,
e come tutte le principesse è bella, lieve e silenziosa.
E allora queste sono righe confuse come solo i pensieri degli innamorati potrebbero essere,
sono righe di un piccolo quadro, che vuole esserci ma senza dare troppo nell'occhio e lo troverete all'angolo della sala,
è un quadro di parole timide e color pastello,
parole incomplete, frasi incompiute perché non tutto si può dire,
però lo voglio lasciare qui,
perché ci si possa sedere, davanti a questo quadro,
perché lo si possa guardare mantenendo una certa distanza,
come si fa con le opere di grande valore,
che si rovinano anche solo con uno sbalzo di temperatura,
perché lo si possa guardare dunque,
provando a immaginare ciò che manca,
mettendoci con la fantasia ciò che si vuole, se si vuole.
Una palla,
uno scivolo,
una bambola,
un gatto,
un libro,
una risata di pancia,
una corsa su un prato di margherite,
ciò che si vuole, sì,
purché sia amore,
per piacere,
perché questo è il piccolo quadro
della mia principessa bella, lieve e silenziosa,
che s'è fatta grande.





8 commenti:

  1. bellissime parole, traboccanti d'amore

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  2. Poesia, i figli sono poesia.

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  3. Oh mamma se è bello questo post...
    Raffaella

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  4. che meraviglia, tu, lei e questo post.
    (anche il nostro coniglio si chiama Coniglio! :D)

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  5. Grazie a tutte, di cuore :-)

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  6. Bella la bimba principessa. E la sua mamma regina...
    :)

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