venerdì 21 marzo 2014

in quel bar

Ogni lunedì entro in quel bar alle sette meno un quarto, prima di riprendere a lavorare.
Chiedo un caffè d'orzo e di solito devo aspettare un paio di minuti perché a quell'ora la macchina è già spenta e devono riaccenderla per far scaldare l'acqua. 
In effetti non credo ci siano molte persone che all'ora dell'aperitivo decidano di ordinare una cosa del genere.
In quel bar, trovo sempre lei.
In quel bar, in piedi davanti al bancone, ci siamo sempre e solo io e lei. 
Ha i capelli bianchi e corti, con la permanente. Gli occhi chiari. Non porta gioielli. 
Le scarpe da ginnastica e una tuta, scura.
Un cappotto blu, sempre aperto. Anche quando faceva freddo.
Due cani, uno Yorkshire e un barboncino bianco. 
Entrambi portano un cappottino color argento con la scritta The Prince.
Il cappottino sempre ben allacciato e sistemato in modo da coprire tutta la schiena, anche ora che non fa freddo.
Lei beve un succo di frutta. Si fa tagliare cinque fette di salame, cinque, non una di più né una di meno. Il barista gliele avvolge nella stagnola e le mette in un sacchetto, assieme a un pezzo di gnocco al forno.
Poi, ad un certo punto lei dice per domani a mezzogiorno mi metti da parte due pezzi di pizza, quelli con più mozzarella, per piacere.
Io accanto a lei bevo il mio orzo, accarezzo i suoi cani che mi salutano sempre felici e lasciate stare la signorina dice lei e non si preoccupi mi fa piacere, mi piacciono i cani, rispondo io.
Ogni lunedì, da mesi ormai, accade.
Accade che qualcuno chissà dove decida di mettere su questo disco.
Questo disco del caffè d'orzo, delle cinque fette di salame e del gnocco al forno e della pizza per il giorno dopo e del succo di frutta e di quell'unico scambio di battute fra me e lei.
Ad un certo punto paga, ed esce.
Arrivederci.
Lei non lo sa, che io aspetto qualche secondo in più, prima di andarmene.
Facciamo lo stesso tratto di strada 
e lei non lo sa,
che io aspetto
per poterla vedere mentre s'incammina lungo questo viale scuro e alberato, dai bei palazzi antichi, coi suoi due cani, in silenzio
che questa figura che s'allontana lentamente mi dà pace
che ogni lunedì me la immagino seduta al tavolo di una piccola cucina mentre mangia da sola pane e salame, regalando qualche briciola ai suoi cani
che per poterla osservare io una volta tanto,
per quei tre o quattro minuti di strada,
rallento,
e respiro.

8 commenti:

  1. Dovresti un giorno fare quel tratto di strada insieme a lei...se ti va!

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    1. Non so. Mi piace, così :-)

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  2. Ma che splendido post che hai scritto mi hai fatto venire i brividi!

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  3. Che bellooo! Perché non hai mai pensato di conoscerla?
    No... forse meglio di no, rovineresti la magia di quei momenti e di quegli incontri... forse meglio così.

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