martedì 25 febbraio 2014

con me

Sono venuta al bar vicino a casa tua, per fare colazione. 
Faccio colazione con la brioche, quella buonissima, che non mangio mai.
È successo di mattina, più o meno a quest'ora.
Allora io ho deciso che questo era un modo carino per farti compagnia, anche perché in realtà non ne ho molti altri.
Sono qui seduta ad uno dei tavolini marroni che lasciano sempre fuori, anche quando è inverno e fa freddo.
Sono qui seduta e sembra io sia da sola, ma non è mica vero.
La cucina di casa tua, dove nulla è mai stato fuori posto. Con le merendine appoggiate sul tavolo, fra i compiti.
Le aprivamo sempre schiacciandole, e la confezione faceva bum.
Il succo di frutta. Pesca, pera, albicocca, arancia. Non mancava mai niente.
I guanti da piatti arancioni di tua madre, appoggiati sul lavandino.
La finestra grande, dalla quale si vedeva tutta la città lassù, dal sesto piano.
I compiti, i compiti dovevamo farli in fretta, sennò arrivavamo tardi in palestra.
I compiti, i compiti non sono mai stati noiosi, con te, e da quella finestra io vedevo entrare il sole, anche quando il sole non c'era.
Ho deciso che il sole deve esserci anche oggi, sempre e per tutto il giorno. Anche quando tramonterà, perché te lo meriti.
Sono passati due anni, e io invece ero convinta fossero tre.
Pensa, che stupida.
Ma, vedi, la mancanza non è un tempo che puoi contare.
La mancanza è un tempo infinito.
Adesso, adesso mi alzo. 
Adesso, adesso mi alzo e vado a pagare.
E va tutto bene, perché il mio ricordo sa davvero nuotare molto bene, ed è ancora qui che galleggia fra le ore, e lo farà sempre.
E va tutto bene, perché
mi alzo
vado a pagare
scappo via
e tu sei con me.

4 commenti:

  1. e in quel nuotare dei ricordi...annegano anche le mie lacrime...

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  2. Anonimo1:45 PM

    Toccante, da far paura! Un abbraccio dalla Besuz

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    1. Un abbraccio a te, amica :-)

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