mercoledì 30 ottobre 2013

parole #5

Poco meno di novecento battute per raccontare un attimo di NY, da un angolo che amo molto.



Lei è seduta su una panchina, e aspetta.
Una grossa sciarpa le avvolge il collo, coprendole anche il naso e le orecchie. Ogni tanto solleva la testa per far uscire la bocca. Soffia fuori aria che diventa prima una piccola nuvola e poi vapore che si confonde con la nebbia di novembre. È mattina presto, prestissimo. Due ragazze giapponesi si avvicinano alla scritta Imagine, proprio di fronte a lei. Posano una rosa, si fanno una foto, a turno.
Yellow cabs sfrecciano lungo Central Park West. Odore di hot dogs proveniente dal venditore ambulante proprio là, all’angolo, che ha già la fila.
Un uomo affacciato a una finestra del palazzo di fronte guarda il parco mentre beve da una tazza del caffè, probabilmente.
Lei è seduta su una panchina, e aspetta. In una mano ha il cellulare. Nell’altra un post it, con un numero di telefono.
“Se quella donna si fermerà per prendersi un hot dog, lo chiamo”.

2 commenti:

  1. Conosco quel gioco del se... Lo faccio. Cmq sei cosi brava a descrivere che sembra di vedere la scena...

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  2. Grazie Kike, sono felice ti sia piaciuto :-)

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