lunedì 14 ottobre 2013

parole #3

Il mio terzo compitino per Worlds di CamillaHey ma voi partecipate? Bastano dieci minuti a settimana (giuro!) per realizzare un piccolo componimento lasciandovi guidare dai suoi indizi.


Aveva dimenticato il lucchetto a casa, ma non importava. Pedalava veloce lungo la ciclabile che costeggiava il parco, verso il centro. Aveva passato troppi anni a pensare solo a se stesso, incapace di prendersi cura delle cose. Figuriamoci delle persone. E così, lei se ne era andata. Lui l’aveva aspettata, quell’inverno. Era perfino tornata la neve lì a Roma dopo tanti anni ma lei no, non era tornata. Quell’orchidea, l’unica traccia di lei in quella casa ora così vuota, era morta. Lui si era dimenticato di innaffiarla. Gli sembrava di sentire la sua voce, la voce di Margherita, che lo rimproverava. Sei un egoista. Aveva ragione. Si asciugò le lacrime con la manica della giacca. Arrivò davanti al negozio, appoggiò la bicicletta al muro ed entrò. Era l’unica cosa che poteva fare, per provare a mandare giù quel dolore fra la gola e il cuore.
“Salve. Vorrei una pianta di margherite”.

2 commenti:

  1. A parte che la margherita e' il mio fiore preferito... Sai che si chiama cosi mia figlia? Ps ottimo racconto, As usual

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    1. Grazie, sono contenta ti sia piaciuto :-)
      Sì, ricordavo che tua figlia di chiama Margherita: trovo sia un nome dolcissimo, proprio come il fiore :-)

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