lunedì 21 ottobre 2013

l'anello

Lui è moro, ama muoversi e ballare in modo sconclusionato e la guarda con occhi languidi ogni volta che la vede arrivare in classe.
Lei è bionda, si muove pacata facendo bene attenzione a dove mette i piedi, quasi come se avesse una pila di libri in bilico sulla testa. Le piace farsi desiderare e lo guarda altezzosa, con lo sguardo tipico di chi sa di averlo in pugno.
Un giorno, a scuola, lui le disse "domani ti porterò un anello con un brillante".
Lei una volta a casa raccontò alla sua mamma con disarmante disinvoltura questa promessa e la sua mamma, che alla sua età non aveva mai ricevuto nulla dal genere maschile eccezion fatta per qualche disegno, si sentì un poco emozionata perché ricevere un regalo del genere non è cosa comune. È uno di quegli eventi da segnare in agenda e ricordare per sempre per poterlo raccontare un giorno ai nipoti.
Il giorno seguente lui le consegnò un anello con non uno, bensì due brillanti. Uno di colore verde, l'altro rosa.
Lei guardò con attenzione il piccolo gioiello e disse "no, grazie. Non mi piace". Lui se ne andò, piccolo piccolo, con l'anello in tasca. Lo regalò deluso alla prima compagna di classe che gli si era presentata davanti, una di quelle che accettano tutto senza riserve.
Quando la di lei mamma venne a sapere dell'accaduto le si spezzò il cuore, pensando a lui e al suo anello con due brillantini, uno verde e l'altro rosa. Pensò che di sicuro non aveva trascorso una bella giornata e avrebbe voluto un poco abbracciarlo e dirgli "hey, non è niente".
Ma lui non era il tipo che facilmente si lasciava prendere dallo sconforto. Sapeva che c'era una seconda possibilità, chiamata festa di compleanno. Proprio il compleanno di lei, la biondina che gli aveva preso il cuore.
Fonti certe raccontano che lui abbia preso da parte sua madre dicendole "mamma, devi accompagnarmi a comperarle un anello con un brillante. Il brillante però deve proprio brillare, brillare tanto".
Fonti certe raccontano che sua madre si sia permessa di consigliarlo ma che no, lui aveva le idee molto chiare in merito alla scelta. Un anello con un brillante bianco. Questa volta non poteva sbagliare.
Il giorno della festa la mamma della sua bionda innamorata lo vide correre su per le scale con un pacchettino in mano. 
Vide lui cercare la sua bella e porgerle il dono, lei aprirlo e accennare un sorriso. Infilarsi l'anello all'anulare destro e dargli un bacio sulla guancia.
Lui divenne rosso, ma proprio rosso come un peperone, e rise e ballò e si divertì come un matto per tutta la festa, come se avesse vinto al superenalotto perché in fondo se ricevi un bacio dalla biondina che ti piace è proprio come vincerlo, il superenalotto.
La biondina si comportò come se nulla fosse, come se indossare un delizioso anello in plastica lilla con un brillantino bianco al centro fosse la cosa più naturale del mondo. 
La mamma della biondina ad un certo punto prese da parte lui, il moretto, s'inginocchio, gli mise una mano sulla spalla e gli disse "grazie, sai, per il bellissimo anello che hai regalato a mia figlia. Sei stato molto gentile".
La mamma della biondina d'un tratto si è sentita un poco stupida a fare una cosa del genere.
O forse, semplicemente, è una mamma che era bimba negli anni '80, quando anche solo ricevere un sorriso dal bambino che ti piaceva faceva battere forte il cuore.
Figuriamoci un anello con un brillante. Di quelli meravigliosi, in plastica, comperati all'edicola sotto casa.

8 commenti:

  1. uao.
    che meraviglia questo post.

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  2. Grazie ragazze.
    Smack
    :-)

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  3. Quanta bella poesia.
    Raffaella

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  4. voglio un anello plastico e sbriluccicoso anche io, come pegno del tuo ammmore per me! ;)

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