mercoledì 25 settembre 2013

colore

Ci sono loro che stanno dipingendo una parete. 
Scalzi, con in mano pennelli, spugne e stracci. Scotch-carta.
Le finestre chiuse e l'aria condizionata accesa.
E' da due giorni che ci lavorano dalla mattina alla sera e so che Lui ci tiene molto. Ieri mi aveva fatto vedere alcune foto.
Sono in piedi dietro di loro, li osservo e si vede, che trovano conforto in quello che fanno. Si vede, che per loro è un rito. Una preghiera. Pazienza, silenzi, piccole frasi, piccoli gesti. Pause.
Ad un certo punto lui si gira e mi dice se vuoi puoi provare anche tu.
Io? Io no, grazie.
Guarda che non importa se non sei capace. Puoi fare quello che vuoi, quello che ti viene. Provi? Dài, mettici qualcosa di tuo.
No. E' che proprio fare queste cose così...così precise non mi piace. Non mi emoziona.
Ci è rimasto male. Dipinge di mestiere. E' come dire a uno scrittore non mi piace leggere. Chissà cosa ha pensato.
Ma Lui, che ha ascoltato il nostro scambio di battute e mi conosce bene, non si scompone.
Però.
Però mi preparo al volo dei finocchi lessati e una frittata e mi metto a mangiare vicino a loro.
E mangio e penso alla mia incapacità di prendermi cura delle cose, spesso.
Dipingere e disegnare richiedono dedizione e pazienza.
Come accudire delle piante.
O cucinare.
E sono tutte cose che io ho sempre odiato fare. Che non so fare.
Brucio il cibo che metto sul fuoco, perché me ne dimentico.
Le piante, mi muoiono.
Io sono un animale nel bene e nel male, come dice sempre mia madre. 
Leggo libri che mi piacciono da morire alla velocità della luce.
Divoro la torta al cioccolato di mia nonna.
Scrivo velocemente. Vomito parole, m'è scappato detto una volta. Ma ora che ci penso credo sia l'immagine giusta. Scrivo velocemente, perché sento che altrimenti i pensieri scapperebbero. Li vedo che corrono nella mia testa e io devo essere più veloce di loro per poterli prendere e fissare nel tempo. Un giorno, era il primo giorno dell'anno, ho scritto una storia in due ore. Ed era perfetta. E' perfetta, davvero. Non sarebbe stata così se mi fossi presa il mio tempo per pensarci su e scrivere e riscrivere e pensare.
E poi, poi ascolto la radio solo col volume alto, perché devo sentire la musica arrivarmi ovunque, anche nella punta dei capelli e nel fegato.
Una volta sono stata a una lezione di prova di yoga. Dopo cinque minuti avrei preso a testate il muro.
Ballo. E ballare così, senza senso, è sempre stata una delle cose che più amo fare.
E poi ci sono le persone. Le persone le fiuto, e quasi mai sbaglio. 
Se mi piacciono, vorrei fossero mie per sempre. Di loro, di loro amo prendermi cura. Le persone. Le persone che amo sono le mie piante sul davanzale.
E non lo so.
Vedere tutta quella calma, in loro, davanti a quella parete, mi ha fatto pensare a quanto siamo diversi ma belli allo stesso modo.
A come tutto sia in fondo poesia.
Quello fatto con calma, e passione.
Quello fatto con irruenza, e passione.
Perché io sono quella che mangia lettere stampate e fa scorrere veloci le dita sulla tastiera.
Quella che non rilegge perché non ce n'è bisogno il pensiero è quello.
Quella che prepara la valigia in dieci minuti senza seguire delle liste perché le liste mettono ansia, c'è poco da fare.
Quella che t'abbraccia forte fino a farti mancare il fiato perché gli abbracci ti riconciliano col mondo e o ci si abbraccia bene o non ci si abbraccia per niente.
Finito il pranzo, mi sono alzata e mi sono preparata per uscire di nuovo.
Li ho guardati, nel loro mondo di silenzi e pause e riflessioni.
Sono andata via. Un saluto veloce.
Sono scesa giù per le scale di corsa.
Ho messo gli occhiali da sole.
Sono entrata in macchina, la radio accesa.
Colore. Avrei lanciato contro alla parete del rosso e del blu e del grigio e del viola e del bianco e poi avrei mescolato tutto, solo con le mani. Mi sarei sporcata dalla testa ai piedi. Un quarto d'ora, non di più.
Questo, avrei fatto.






1 commento:

  1. In assoluto il post più bello: ti sei descritta alla perfezione e soprattutto mi hai sorpresa. Ti pensavo più perfettina, più precisina. E invece vuoi vedere che mi somigli?! ;-)

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