martedì 3 settembre 2013

capelli di pioggia

Dovevamo andare a una cena, e pioveva.
La chiamo e passo io a prenderti, alle otto sono sotto casa tua.
Lei mi risponde va bene ti aspetterò giù.
Arrivo e la vedo, coi leggings neri, una camicia di seta bianca a piccoli pois neri. La pancia abitata da Francesco, che sarebbe nato un mese dopo. I capelli biondi freschi di shampoo e il rossetto rosso.
Sale in macchina. 
I tergicristalli spazzano via il mondo confuso che la pioggia sul parabrezza regala.
Il rosso del semaforo che un attimo è una macchia e l'attimo dopo un cerchio chiaro e definito.
E poi una macchia. E poi di nuovo un cerchio.
La strada davanti a te che un attimo è un fiume con le sue onde e l'attimo dopo una lingua grigia e luminosa.
E poi un fiume con le sue onde. E poi di nuovo una lingua grigia e luminosa.
I lampioni che un attimo sono soli con piccoli raggi, e l'attimo dopo degli ovali ben definiti.
E poi soli con piccoli raggi. E poi di nuovo ovali ben definiti.
I tergicristalli che salgono e scendono. Risalgono, e scendono di nuovo.
Un mondo confuso che va e viene.
Io e lei parliamo e ridiamo, il tragitto è breve però piove e per questo avevo pensato no la macchina non gliela faccio mica prendere con quella pancia lì, di sera.
Arriviamo al ristorante e tutti i posti auto davanti all'entrata sono occupati così le dico se vuoi ti lascio qui e vado a cercare parcheggio e lei mi risponde ma no figurati rimango qui con te.
Finalmente troviamo, spengo la macchina e realizzo che non ho nemmeno un ombrello perché io non sopporto gli ombrelli e non li uso mai.
Sono molto dispiaciuta e nel bagagliaio ne trovo uno piccolo di Pippi Calzelunghe, le propongo di usare quello se vuole e lei mi risponde ma scherzi non c'è problema io l'ombrello non lo uso.
E questa è una piccola cosa forse stupida non so. Ma a me non era mai capitato di trovare qualcuno che mi capisse, con questa storia della pioggia.
C'è sempre questa urgenza di aprire gli ombrelli e ci sono sempre io che dico ok allora sto sotto con te, ti faccio compagnia e già che ci siamo allora riparami bene così non mi bagno sennò sarebbe pure ridicolo bagnarsi stando sotto a un ombrello, no?
Io sono sempre di fretta ma la pioggia, la pioggia che cade gentile regala pace.
Abbiamo camminato io e lei, l'una accanto all'altra. Con passo deciso ma non affrettato. Abbiamo continuato a chiacchierare e ridere a testa alta, come se la pioggia non ci fosse. Lei aveva un viso luminoso e pieno di grazia. Gli occhi che pulsavano. Un viso e degli occhi di vita che cresce, che solo la gravidanza può regalare a una donna. 
E tutt'intorno passanti che si affrettavano verso l'ingresso del locale. Si affrettavano anche se protetti dal loro ombrello perché si vede che questa cosa dell'acqua che cade dal cielo proprio non la digeriscono.
C'erano loro di fretta sotto agli ombrelli e poi c'eravamo noi. E c'era Francesco nella pancia, che si bagnava.
E in quel momento ho pensato che mica dovevo dimenticarmi di questo spicchio di vita, perché le cose belle vanno tenute in tasca.
Le cose belle che ti capitano per la prima volta, piccole o grandi che esse siano, meritano poi un posto d'onore. Magari attorcigliate al polso, in bella vista.
Io al polso sinistro ho quella camminata di risate sotto alla pioggia. Io, lei e Francesco.
Siamo entrate nel ristorante e abbiamo raggiunto le altre al tavolo. Eravamo le ultime.
Ci siamo sedute l'una accanto all'altra.
Abbiamo preso il menù e scelto la pizza.
Piccole bollicine di acqua sui vestiti.
I capelli di pioggia.


12 commenti:

  1. meritano un posto d'onore, hai proprio ragione

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    1. Sarebbe un peccato dimenticarli :-)

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  2. quanto mi piace quando scrivi così!

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  3. Anche io non uso l'ombrello e mi piace bagnarmi correndo accanto a un amico. Per poi rifugiarsi da qualche parte e bere qualcosa insieme.

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    1. Sì...tipo una bella cioccolata calda con la panna. Uh non mi ci far pensare... :-)

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  4. <3 (ovviamente messa così penso a francesco!)

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    1. Eh già! Vediamo se il tuo sarà un Francesco o una Francesca ;-)

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  5. Bellissimo....ps: anche io non uso gli ombrelli invece mio figlio non vede l'ora che piova per aprirne uno;-))

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  6. Anche la mia! Con quello di Pippi si sente sempre molto importante!!!

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