domenica 23 giugno 2013

ragazzo di zocca

Era il 2003 ed io ero venuta ad ascoltarti a San Siro. Avevo saltato e urlato e cantato e shakerato la testa per due ore e mezzo. Una maglietta bianca con scritto il tuo nome, un paio di pantaloncini azzurri e le silver ai  piedi. 
Avevo continuato a cantare anche all'uscita dallo stadio, in metropolitana, a casa sotto alla doccia. E Lui, che non ti ha mai amato ma mi aveva accompagnata perché si sa che l'amore oltre che cieco a volte è pure sordo, mi aveva detto stupito ah però. Che spettacolo, dal vivo. Che bravo.
Sono ritornata nel 2011, sempre nello stesso stadio, pronta a rivivere le stesse emozioni. Avevo trovato un uomo sul palco che era lì quasi perché doveva, non perché lo voleva veramente; che aveva retto a malapena poco più di un'ora di spettacolo e non vedeva l'ora di ritornarsene a casa. Forse infastidito dalla presenza di ottantamila persone tutte lì per lui.
Ero ritornata a casa pensando che eri un uomo stanco, che forse era ora di smetterla di fare il ragazzo. Che il  tempo passa per tutti e che certe emozioni non possono ritornare. Che avevi bisogno di startene per  i fatti tuoi, di curarti perché bene non stavi. Di ritornare magari in qualche piccolo teatro, se tutto fosse andato per il meglio. Piccoli concerti per pochi spettatori. Una cosa tranquilla.
Da quei miei pensieri sono passati due anni.
Tu un giorno hai deciso di ritornare.
Io non lo sapevo, se davvero volevo venire di nuovo a vederti sul palco di uno stadio. Lo stadio pretende. Lo stadio stanca e sfianca. Lo stadio vuole tu sia il re che prende per mano il suo pubblico e lo porta via dicendogli a te, stasera, penso io. Allacciati le cinture. 
Sono tornata, perché una seconda possibilità non si nega mai a nessuno.
E non ho visto un uomo stanco, ma un ragazzo con le scarpe da ginnastica rosse e il cappellino, gli occhi azzurri e lo sguardo furbo.
E davvero la vita arriva impetuosa, ed è un miracolo che ogni giorno si rinnova.
Ho capito che al di là dei gusti musicali, al di là di chi ti ama e di chi ti odia, quando hai una passione che è davvero parte di te e ti scorre nelle vene e la trovi assieme al dentifricio spalmato sullo spazzolino la sera prima di andare a letto, o nel caffè della mattina o nella pizza del venerdì sera o negli abbracci di chi ti vuole bene, beh, questa passione ti porta oltre, ed è rinascita.
Ho trovato un ragazzo che mi ha fatto ancora una volta saltare e urlare e cantare e shakerare la testa per due ore e mezzo.
Ho trovato un ragazzo che si è mangiato il palco con tutti i musicisti e le luci di scena, con una voce roca ma pulita, sana. Forte. Era felice, quel ragazzo. Felice di una felicità che gli potevi leggere nei gesti e nello sguardo.
Ho trovato un ragazzo che ha fatto letteralmente tremare lo stadio e no, questa volta non era il terremoto. Era amore.
Ho trovato un ragazzo che ha deciso di mettere in scaletta molti dei suoi primissimi pezzi come per dire hey, sono sempre io. Scusatemi per quel brutto scherzo. Sono tornato.
Ho trovato un ragazzo che ci ha mandato due baci, poi ha aperto le braccia come se volesse prenderci tutti in un unico abbraccio e alla fine ha urlato siete bellissimi, siete i più belli. Vi porto qui, nel cuore.
E si è dato tre colpi proprio sul petto, come per dire davvero veh, mica scherzo. Siete tutti qui.
E allora vai, ragazzo, continua a farci ballare e urlare e cantare e shakerare la testa come se non ci fosse un domani.
Vai, ragazzo. Ragazzo di Zocca.
Perché è proprio come canti tu, la vita è un brivido che vola via ed è tutto un equilibrio sopra la follia.
Vai, ragazzo. Ragazzo di Zocca.
Che la tua follia resti sempre cristallizzata in quell'attimo in cui ti appoggi al microfono fissato all'asta, la guancia sinistra sul dorso della mano destra. Gli occhi piccoli e azzurri che pensano, mentre la musica ti porta lontano.
Lì, lasciala per sempre lì, la tua follia. Ragazzo di Zocca.



8 commenti:

  1. Per Vasco e solo x lui ho superato la mia paura della folla, anche a me hanno colpito quegli occhi cosi azzurri che sembra quasi vederli x la prima volta. Vasco e' Vasco, stop.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora Vasco, quella sera, è stato la tua medicina :-)
      Hai ragione, Vasco è Vasco. E quando è super in forma, come ieri sera, è una bomba a orologeria.

      Elimina
  2. grande!
    si, gli si può perdonare l'aver voluto strafare, l'essersi illuso che il tempo per lui non sarebbe mai trascorso....un piccolo delirio di onnipotenza...
    :)
    ma dal vivo (l'ho visto dieci anni fa a roma) è davvero uno Spettacolo.
    e vi invidio, voi che lo avete visto ora, quando davvero avrà avuto più energia che a 20 anni, quando probabilmente nella sua testa si stupiva
    "eh già
    sembrava la fine del mondo
    ma sono ancora qua
    ci vuole abilità
    eh, già
    il freddo quando arriva poi va via
    il tempo di inventarsi un'altra diavoleria"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giulia!
      È stato emozionante rivederlo così "ragazzo". Bellissimo concerto di un uomo di nuovo vivo.
      Spero avrai occasione di risentirlo presto :-)
      E si, il freddo quando arriva poi va via.

      Elimina
  3. Complimenti per questo bellissimo post!!
    Vasco un grande, ascoltarlo è un piacere con le sue parole, io non l'ho visto dal vivo, ma pazienza!!
    Ciaoooo!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille Magda :-)
      Dai che non è mai troppo tardi per andare a un concerto di Vasco!!!

      Buona settimana!

      Elimina
  4. Io c'ero alla prima data di Torino - una cosa meravigliosa - è ritornato sta bene e si sentiva, oserei dire che era addiruttura migliorato rispetto ai precedenti concerti - più umano la malattia lo ha reso più consapevole. la scaletta è stata meravigliosa - la scelta di inserire "ogni volta" in un concerto dal vivo dopo più di 10 anni di assenza - mi ha toccato il cuore (è stata la mia marcia nuziale in chiesa!!!) conservo ancora il biglietto del mio primo concerto di Vasco a Bassano Del Grappa nel finire degli anni '80 e conservo anche il biglietto del concerto annullato del 2011. Grazie Vasco di avermi fatto compagnia per 30 anni e grazie anche a te per il bel post che condivido appieno. Roberta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Roberta,
      Anche io credo sia quasi migliorato: sicuramente più umano e più consapevole. In un'intervista recente infatti ha detto che ora vede una sfumatura nuova e diversa in tutto :-)
      A Bologna e' stato davvero magico.
      Che bello "ogni volta" come marcia nuziale! Mitica!

      Elimina