giovedì 9 maggio 2013

pezzi di perfezione

L'altra sera ero sul divano con la tv sintonizzata sulle repliche di Masterchef (io non guardo praticamente mai la tv, ma ho un debole per questo programma. Lo ammetto). Lo tenevo in sottofondo e fra un DILUDENDO e un QUESTO E' SCHIFO AH  rispondevo a un Whatsapp di Charlie Brown in crisi esistenziale perché ha ritrovato il diario di quando avevamo 15 anni e improvvisamente si è sentito vecchio, e leggevo dall'iPad due post molto belli  della Vale e di Elena.
Parlavano di una nuova serie tv lanciata da Corriere Tv chiamata "Una mamma imperfetta" e di come anche loro si sentissero sempre in ritardo, sempre con la sensazione di non aver fatto tutto, o di averlo fatto male.
Leggevo e sorridevo, perchè mi sento esattamente come loro. 
Ora, diciamolo, il regista della serie non ha certo avuto l'idea del secolo. 
Il nome "mamma" accostato all'aggettivo "imperfetta" si sente da anni ormai, da prima che io rimanessi incinta della Bionda. Che noi mamme ci sentiamo sempre inadeguate come il Fantozzi di turno è ormai risaputo, così come è risaputo che vediamo le altre più organizzate, migliori e perfette da un punto di vista pratico e non solo. Il "sono una mamma imperfetta" ormai lo troviamo anche sull'etichetta dello Stira e Ammira (si chiama così? Boh).
Però voglio dire la mia, a modo mio.

Lucia frequenta la stessa classe della materna della Bionda, e sono insieme da quando di anni ne avevano due ed erano nella cosiddetta "Sezione Primavera". 
Lucia ha sei fratelli.
Conosco la sua mamma da tre anni ormai.
La incrocio quasi ogni mattina, all'ingresso dell'asilo.
E' sempre sorridente e rilassata, con i capelli a posto e un filo di trucco. Come se fosse appena uscita da una SPA. E' un piacere parlare con lei, perché è una donna solare e positiva.
Lucia ha sempre i capelli raccolti in due codini o due trecce, rigorosamente dello stesso colore della maglietta. 
Lucia ha sempre tutto stirato, perfino il tovagliolo e portatovagliolo.
La sua mamma lavora, part time. Quindi no, non è mamma e basta.
La sua mamma quando ci sono feste all'asilo porta sempre una torta fatta da lei, anch'essa perfetta, appoggiata su un tovagliolo in cotone ricamato e stirato e protetta da un porta torta.
La sua mamma pare avere ogni santo giorno tutto sotto controllo, e di figli ne ha sette. Lucia è la più piccola. Il più grande ne ha 18. Fra asilo, elementari, medie e superiori frequentano quasi tutti scuole diverse.

Io arrivo ogni mattina di corsa, prevalentemente vestita come se fossi appena uscita dalla palestra. Mi pettino con le mani, in macchina. La Bionda spesso è senza portatovagliolo, figuriamoci se è stirato. Il tovagliolo però me lo ricordo e di questo vado molto fiera, sappiatelo. Il sacco nanna a volte no, quindi c'è pure il caso che io debba ritornare indietro alla velocità della luce per riprenderlo. Do un colpo di spazzola alla Bionda mentre lei si mette le scarpe. Capita io le spazzoli le guance, per la fretta. Le calze antiscivolo per la psicomotricità dovrebbero essere da qualche parte: nell'armadietto, dai nonni, forse in realtà devono ancora essere lavate. Se fa molto freddo e parcheggio nel garage è un dramma, perché perdo tre minuti e tre minuti alle 8.54 quando sai che alle 9.05 chiudono i cancelli della scuola sono vita. Quando ci sono feste all'asilo, porto una torta fatta da mia nonna. Quando mi ricordo di chiederle di farla. Altrimenti prendo una crostata pronta al forno. Mi sento sempre come il Bianconiglio di Alice, che corre dicendo è tardi è tardi è tardi.
Sì insomma, rispetto alla mamma di Lucia dovrei proprio sentirmi una sfigata.
Però.
C'è un però.
Pochi mesi fa all'uscita dell'asilo trovo la mamma di Lucia, che si asciuga le lacrime.
Mi dice "Lucia questa mattina non aveva voglia di venire all'asilo, l'ho lasciata ora alla tata. Piangeva. E io non riesco ad andare via sapendo che lei non è felice di stare qui. Come faccio?"
Le rispondo "Stai tranquilla, anche la Bionda a volte fa così, per capriccio. Lo sai che alla fine si divertono un sacco, che passerà. Sono sicura che starà già giocando con i suoi amici"
"Quindi tu, quando faceva i capricci, andavi via?"
"Certo. Sai che io quando ho iniziato l'asilo per sei mesi ho pianto ogni santo giorno aggrappata a mia madre? Eppure, sono ancora qui. Far capricci è spesso il passatempo preferito dei bambini. Su andiamo, ti accompagno alla macchina"
"Sì"
All'uscita, la ritrovo.
Mi dice "grazie, sai. Avevi ragione. Ha smesso subito di piangere, poi non ha mai chiesto di me".
Ho sorriso.
Perché ho pensato che io, che sono sempre in ritardo e mi sento tremendamente imperfetta e mai all'altezza, avevo aiutato lei, che avevo visto fino a quel giorno come un esempio da imitare, la perfezione assoluta. E la mattina mentre le parlavo deve aver pensato fra una lacrima e l'altra che avrebbe voluto avere più forza, come me, in certe situazioni. Deve aver pensato che io ero proprio perfetta, perché me ne andavo spavalda nonostante le lacrime di mia figlia. Io che ho un figlio solo e non sette e quindi dovrei pure essere meno pronta ad affrontare certe cose.
E così non importa mica se siamo genitori o no.
Siamo comunque tutti esseri imperfetti, così perfetti nelle nostre imperfezioni.
Siamo tutti esseri imperfetti, con tanti pezzi di perfezione nel cuore, pronta a donarla a chi ne ha bisogno.
Io quella mattina l'ho regalata alla mamma di Lucia.
Ed è stato molto bello.






17 commenti:

  1. C'è un libro molto bello, che ho appena letto, non parla solo di mamme, ma di come si vede sempre la perfezione nell'altro, quando in realtà non è così.

    E' "4 etti d'amore, grazie" della Gamberale.
    A me è piaciuto molto e racconta quello che tu hai descritto in questo post!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne ho sentito molto parlare e a questo punto lo prenderò, fra l'altro ho letto altri due libri della Gamberale e lei mi piace. Grazie del consiglio!

      Ciao, Elena :-)

      Elimina
  2. Che bello questo post!
    (ok, adesso la devo vedere anch'io questa benedetta serie tv!!!)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io! Sono molto, molto curiosa!!!

      Elimina
  3. che bello questo post! devo ringraziare valentina per aver parlato di te!

    RispondiElimina
  4. Quanta verità in questo post! Dopo aver partorito sono stata anch'io una mamma succube di questa mania della perfezione, come se avere un figlio perfetto significasse essere una madre perfetta, invece la PiccolaPeste non dormiva e mangiava quando e quanto gli pareva a lei e non è mai stata il piccolo vitello grasso da esibire all'ambulatorio della pediatra come perfetto esempio di "curva di crescita". Poi un giorno semplicemente ho detto basta. Questa è mia figlia e questa sono io, siamo due persone con il loro carattere e i loro bisogni seppur imperfette e ho cominciato veramente a godermela! Ora che aspetto un altro bimbo alle mamme perfette non ci penso più, anche se al minimo accenno di pancia erano già pronte a dare consigli :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Questa è mia figlia e questa sono io". Punto.
      Hai proprio ragione. Seppur con fatica si arriva a questa giustissima conclusione. Che bello.
      In bocca al lupo per il nano in arrivo :-)

      Elimina
  5. Oh. Bellissimo. Parole sante. Ognuno ha i suoi punti forti. Applausi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spesso non è nemmeno facile ammettere i propri difetti. Ma una volta fatto è proprio liberatorio :-)

      Elimina
  6. Ancora oggi io mi sento tremendamente in colpa quando dimentico le antiscivolo per la psicomotricità.

    O quando lascio passare due settimane se non tre prima di cambiare le lenziona dell'asilo (che, ci tengo a sottolinearlo, lo ospitano per due ore ogni pomeriggio, quindi 10 ore a settimana, quindi meno di una notte intera).

    Imparare a convivere con la madre alqauanto approssimativa che vive in me è un obiettivo non ancora completamente raggiungo, ma non così lontano.

    E, sia messo agli atti: TI ADORO, FRANCY.

    Grazia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Uh non dire così Grace, sennò mi vengono gli occhi a cuoricino come quando Candy Candy vede Terence hehehehe!!!
      Grazie! :-)

      Elimina
  7. "siamo tutti essere imperfetti con tanti pezzi di perfezione nel cuore..." questa mi piace davvero !!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' consolatorio, ma anche stimolante :-)

      Elimina
  8. ohhhhh mi hai fatto commuovere
    GRAZIE!!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te, perché mi leggi :-)

      Elimina
  9. Hai proprio ragione, mamma imperfetta con pezzi di perfezione ;-)

    RispondiElimina