martedì 30 aprile 2013

una sera di settembre

Voglio riempirmi gli occhi di tutta questa meraviglia.
Eravamo io, mia sorella e mio nonno a Bryant Park, una sera dello scorso settembre.
Era un pò tardi ma non c'importava. Abbiamo deciso di sederci sulle seggioline verdi in ferro, dando le spalle alla fontana.
E lui, mio nonno, con i jeans, un maglioncino arancione, le braccia conserte, guardando il cielo ha detto proprio voglio riempirmi gli occhi di tutta questa meraviglia.
Lo abbiamo imitato, e così eravamo in tre, con le braccia conserte e il naso all'insù.
In quel momento, in quel preciso momento di quella sera di settembre, ho immaginato Manhattan come un gigante buono dalle mille braccia lunghe e luminose che sono i suoi grattacieli, pronte ad abbracciarti e confortarti nei giorni più bui. Noi, eravamo nel suo cuore.
E allora Manhattan non era più yellow cabs che sfrecciano da una parte all'altra della città incuranti della segnaletica stradale, non era la quinta strada con migliaia di turisti in pellegrinaggio nei negozi più belli, non era la vista mozzafiato che si ha dal Rockefeller Center, il ponte di Brooklyn quando percorrerlo ti fa sentire quasi invincibile nè Times Square così vicina eppure così lontana da noi. Non era più i soliti luoghi comuni.
No.
Manhattan era rumori ovattati in lontananza, un cielo nero cullato da luci di mille finestre, lo scrosciare discreto dell'acqua nella fontana, il verde del prato curato, le persone che cercavano quiete in una sera infrasettimanale, chiacchierando sul prato o sedute ai tavolini. Manhattan era un fermo immagine.
Manhattan era quel gigante buono che mi diceva ci sono, basta sapermi guardare con occhi diversi, basta sapermi ascoltare nei miei silenzi.
Manhattan era una sera a Bryant Park, con due sorelle e un nonno seduti in silenzio, chè parlare sarebbe stato superfluo, in quei minuti.
Mi sono sentita abbracciata. E molto felice.
Ho capito davvero che qualsiasi altra città del mondo noi tre avremmo mai visitato, qualsiasi sorpresa ci avrebbe riservato il destino una parte di noi, del nostro cuore, dei nostri pensieri, del nostro essere, sarebbe per sempre rimasto lì, cristallizzato in quella sera di settembre, fra le braccia di quel gigante buono.
Voglio riempirmi gli occhi di tutta questa meraviglia.
 


 

18 commenti:

  1. Vabbè, io ogni volta che ti leggo mi emoziono e piango. Dobbiamo organizzare una fuga a New York insieme, prima o poi! Ti abbraccio.

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    1. Eccoti, ero sicura ti saresti commossa con queste righe!
      Si, dovremmo decisamente andarci insieme, nella "nostra" NY :-)

      Un abbraccio a te, Vale.

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    2. Posso venire anche io?

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    3. Beh ma certo, Elena :-)))

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  2. E' davvero una gran meraviglia di cui ci si deve riempire gli occhi! Sì!
    La cosa bella dei viaggi è che spesso suscitano emozioni comuni e uniche tra i viaggiatori. A volte si tratta di compagni di viaggio che nella vita reale si ha poche occasioni di frequentare, ma con le quali rimarrà sempre un legame, oppure persone care che durante il viaggio senti più vicine che mai. Se hai occasioni, leggi FINESTRE DI MANHATTAN di Munoz Molina.

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    1. Hai proprio ragione, ed e' per questo che viaggiare e' cosi bello!
      Grazie per il consiglio, mi sono già segnata il titolo del libro :-)

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  3. ..quanta gioia, che meraviglia questo post!
    ;)

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  4. Bellissimo, un'emozione che vorrei tanto vivere con mio figlio. Prima o poi (diciamo prima :)) riusciremo ad andare, stiamo risparmiando proprio per NY.

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    1. Grande Marzia! Quando andrete, se ti va scrivimi cosi ti do' due dritte :-))

      Un bacio.

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    2. DO, senza accento.... ;-)

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  5. 'Qualche' mq che ti rimane indelebile nella Vita.
    Che strana cosa, che strana Meraviglia!

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  6. E' vero, e' davvero una strana meraviglia :-)

    Ciao, Silvietta!

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  7. Io voglio in prestito tuo nonno!

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    1. Mi sa che devi metterti in coda, amica mia. Ma posso mettere una buona parola su di te.... ;-)

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  8. Non ci sono mai stata a NY e sai perche'? X la paura di non tornar piu' a casa...

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    1. La tua è una paura più che legittima...ma devi andare, prima o poi! Perché poi ritornarci sarà sempre più bello.

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    2. La tua è una paura più che legittima...ma devi andare, prima o poi! Perché poi ritornarci sarà sempre più bello.

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