giovedì 21 marzo 2013

la magia dell'eccezione

Ieri sera le ho steso tre vestitini sul letto. Ha scelto quello viola, con qualche frangia sbarazzina qua è là. I collant rosa e gli stivali grigi. Era così felice che sembrava oggi dovesse andare a una festa. Stamattina, poi, non ne parliamo. Non vedeva l'ora di togliersi il pigiama e prepararsi.
Di comune accordo, abbiamo deciso che per l'asilo ci si debba sempre mettere qualcosa di comodo: i pantaloni della tuta, una maglietta di certo carina ma poco impegnativa. Le sneakers.
Le bambine che si presentano in classe come se dovessero andare a un matrimonio mi hanno sempre fatto un pò tristezza, sono già piccole donne che hanno saltato a piè pari il periodo dell'infanzia. A cinque anni. Smalto colorato, anelli e collane in plastica, borsetta. Bello e divertente certo, ma magari per qualche gioco in casa, non per andare fuori.
A casa nostra ci sono giorni in cui arriva la magia dell'eccezione. Come mi piace, regalarla a mia figlia.
La magia dell'eccezione arriva quando meno te l'aspetti: quando sei al supermercato e dici sì a un pacchetto di patatine con la sorpresa di Hello Kitty, quando in casa le dipingi le unghie coi colori dell'arcobaleno e lei ci va pure a letto e vorrebbe non arrivasse mai la mattina con cotone e levasmalto. Quando uscite per una commissione e ok va bene, puoi prendere la tua bamboola con tanto di carrozzina. Quando cenate sul divano delicatissimo e color crema, guardando Cenerentola. E i minuti quotidiani di televisione diventano sessanta anzichè venti.
Oggi è proprio il giorno dell'eccezione: per andare all'asilo ha indossato un vestito bello così, senza motivo.
Se glielo concedessi ogni giorno, la gioia che aveva stamattina nel guardarsi allo specchio e quel suo sguardo compiaciuto col quale si lisciava la gonna mentre era seduta in macchina se ne andrebbero dopo forse una settimana consecutiva di pizzi e fronzoli.
E' scesa dalla macchina con la giacca imbottita ma senza cappello e mi ha detto mamma mi piace quando non fa né caldo né freddo, ma fresco. Così non metto il cappello e posso far volare i miei capelli.
Era proprio felice, col suo vestito viola con qualche frangia sbarazzina qua e là, i collant rosa e gli stivali grigi. I capelli biondi che volavano nel suo giorno della magia dell'eccezione.

6 commenti:

  1. e la magia di essere donne, perché ci sono cose che solo noi donne, grandi e piccine, sappiano cogliere;-))

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  2. Questa magia è la cosa che più mi manca con mio figlio, quella che inseguo affinchè anche lui possa provarla prima o poi. Le eccezioni sono emozioni pure, che bello farle nascere così all'improvviso e godersele insieme.

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  3. I tuoi post mi emozionano sempre :)
    E a parte questo mi hai fatto pensare che anche io da piccola adoravo la magia dell'eccezione, e rivedo la mia stessa gioia di bambina negli occhi di mia figlia quando anche io le dono questi attimi di magia! è proprio bello essere mamme :)

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  4. Hai ragione, c'è qualcosa di magico nelle nostre piccole trasgressioni e il rapporto madre-figlia, vissuto così, è meraviglioso!

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  5. Avete ragione, ci sono piccole-grandi magie esclusive del rapporto madre/figlia che solo noi riusciamo a cogliere per poi goderne fino in fondo.
    Spesso basta pochissimo per essere felici, ed è importante insegnarlo ai nostri figli.
    @Marzia: dai, mi sembra ci sia stato (finalmente) un ottimo inizio :-) Coraggio!

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  6. La Bionda è fantastica, me la immagino a lisciarsi la gonna in macchina!
    Sono convinta anche io della magia dell'eccezione, pre moltiplicare i giorni speciali :)
    Ciao caschetto matto!
    Cate

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