martedì 19 febbraio 2013

essere madri in svezia

Sono tornata. Vi avevo detto dove sarei andata? No vero?
Siamo partiti alla volta di Svezia e poi Danimarca. Un bellissimo viaggio che mi sono proprio goduta: non ero mai stata nei paesi nordici in inverno.
Posterò presto alcune foto, ma oggi volevo raccontarvi l'esperienza di una ragazza italiana che è mamma e vive e lavora in Svezia da dieci anni ormai.
Conosciamo Francesca a Stoccolma e ci parla della sua vita là.
Io lo sapevo, che i paesi nordici sono davvero molto avanti e questa non è certo una novità, ma sentire le sue parole mi ha riempita di meraviglia e, lo ammetto, anche di rabbia, pensando alla situazione in Italia.
Francesca ha studiato architettura e un anno decide di partire per Stoccolma, in Erasmus. Là conosce un ragazzo svedese, che ora è il suo attuale marito. Passa diversi anni a fare la spola fra i due paesi quando poi decide di trasferirsi definitivamante là. Il motivo lo immaginate forse anche voi: suo marito non trovava qui da noi un'offerta lavorativa migliore rispetto a quella che aveva là.
Francesca viene assunta in prova presso un importante (e grandissimo!!!) studio di architettura proprio nella capitale. Proprio durante quei mesi, scopre di essere incinta.
Mi dice "il giorno in cui ho dovuto comunicare la notizia ai miei capi avevo molta paura perchè sai no, come funziona in Italia? Io ero solo in stage, e perlopiù incinta. Ero certa mi avrebbero lasciata a casa. E invece, sai cosa mi hanno detto? Mi hanno detto che la maternità non doveva essere un problema, che io ero parte della loro squadra. Alla fine del periodo di prova, mi hanno assunta. Quando è nato mio figlio, mi hanno subito offerto il part time dicendomi che in quanto madre era un mio diritto (!!!) e quando ho rifiutato, dicendo loro che per ora avrei provato a lavorare full time, si sono quasi offesi, precisando comunque che in qualsiasi momento avrei potuto cambiare idea.
E ti dirò di più: mi hanno addirittura chiesto in quale settore dello studio avrei preferito lavorare. Perchè se io sono felice di ciò che faccio sono più produttiva, e lo studio ci guadagna.
Non sono stata fortunata io, sai? Qui è così e basta, è proprio un altro mondo rispetto all'Italia.
Pensa che gli straordinari veri e propri non esistono. Se per esempio da contratto devi fare 40 ore alla settimana e ne fai 50, vuole dire che hai accumulato 10 ore di "ferie" che puoi gestirti come vuoi. Ti basta avvisare il tuo capo con un minimo di anticipo che, per dire, mancherai un giorno. Niente permessi, fogli da firmare, sì insomma la solita burocrazia italiana stupida e inutile.
Vedi, io posso prendermi delle pause quando mi pare ma nessuno mi dice niente, proprio perchè non c'è niente di male. L'importante è che io porti a termine il mio lavoro, che raggiunga l'obiettivo che mi è stato assegnato. E sono dipendente, non dimentichiamocelo.
Molte donne qui occupano posizioni lavorative importanti, perchè lo stato ti aiuta, se vuoi farti una famiglia".
Lei guardava i miei occhi stupiti e un pò sorrideva, perchè nonostante sia pienamente parte del sistema svedese da anni è italiana, e sa come vanno le cose qui.
 
Ecco, ripensando alle sue parole provo proprio rabbia. Là si fanno i figli presto. Eh, grazie al cazzo, come direbbe la regina Elisabetta. Te lo credo che a trent'anni ne hanno già almeno due. Qui da noi essere madri prima dei 30 anni è un vero lusso. Quando rimasi incinta io, di anni ne avevo 28 e la ginecologa mi disse "per essere una madre italiana, sei una bambina!". E non dimentichiamo che per la medicina dopo i 34 (o 35, non ricordo esattamente) vieni considerata madre anziana. Perchè gravidanza, parto, allattamento, puerperio, crescita di un figlio sono FATICA. Tanta. Fisica e psicologica, anche se sei una buffona dentro come me e prendi tutto con la massima leggerezza possibile. E per affrontare queste fatiche devi essere giovane. Punto. Se io dovessi portare avanti una gravidanza adesso, sentirei una grandissima differenza rispetto a 5 anni fa. Eppure, anche se hai un lavoro che ti piace e hai trovato l'uomo giusto, devi comunque prima pensare alla carriera: stare a casa in maternità viene considerato un handicap. Quante volte ho sentito mie amiche dire "sai...se dovessi rimanere incinta adesso sarebbe un problema, perchè sto facendo un lavoro che mi piace e se mi assento per un anno poi chissà se mi lasciano qui o mi cambiano mansione". Questo nella felice ipotesi in cui una donna sia assunta a tempo indeterminato. Per tutti gli altri casi di infelicissimi contratti co.co.pro e balle varie non parliamone nemmeno.
Sì, questo è il solito problema di conciliazione tra famiglia e lavoro.
Sì, questo è il solito problema di madri che lavorano fino alle 19 di sera perchè NON HANNO SCELTA.
Sì, questo è il solito problema di donne che arrivano a casa giusto in tempo per mettere a letto il loro figlio, che possono godersi completamente solo nei fine settimana. Perchè NON HANNO SCELTA
Sì, questo è il solito problema di bimbi che crescono con nonni e babysitter perchè le madri NON HANNO SCELTA.
E' giusto, questo? E' giusto che part time e orari ridotti vengano concessi quasi come se fossero delle grazie piovute dal cielo?
Io sono madre, lavoratrice. Non sono dipendente ma nonostante possa gestirmi il mio lavoro in modo quasi del tutto indipendente devo fare i salti mortali per incastrare il tutto, per regalarmi un paio di pomeriggi tutti per me e la bionda. E sono ben consapevole di essere fortunata.
La madre di una compagna di classe di mia figlia un giorno mi ha detto "sai io lavoro tantissimo, A. rimane con mia madre tutto il giorno. Io la vedo la sera a volte anche alle 20. E mi pesa, sai. Molto. Ma non posso fare altrimenti".
 
E' vero, la Svezia è un altro mondo. Ha un'altra storia. E' un'isola felice. Lo dicono tutti, e lo conferma chi ci abita. Francesca è madre e ha fatto carriera. L'avrebbe fatta anche col part time. Incredibile ma vero.
E allora, quanto ancora dovremo aspettare affinchè la Svezia arrivi anche da noi?
Quando la smetteremo di sentire datori di lavoro che ai colloqui ti chiedono se hai figli e se hai intenzione di farli?
Perchè qui, nell'anno duemilatredici, la maternità E' ancora un problema?

15 commenti:

  1. Eh. Non ho una risposta. Ho solo un "eh". Che è un sospiro. Perché è vero che l'Italia ha mille problemi in più della Svezia ma, caspita, è anche una questione di mentalità, ed è assurdo che qua siamo così indietro.
    Ogni volta che sento un racconto come il tuo mi viene voglia di emigrare. Davvero. Ciao Franci!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai che ti ho proprio pensata quando ho scritto questo post? :)
      Hai ragione, purtroppo. Qui c'è anche la mentalità completamente sbagliata.
      Cambieranno le cose, in meglio? Io da mamma me lo chiedo tutti i giorni, e credo che ogni genitore responsabile dovrebbe porsi il problema.

      Elimina
  2. Mi associo al "eh". Sto vivendo il mio momento di scelta in una logica di "conciliare" figlio, carriera, sogni e "fine mese". E' difficile, i dubbi sono tanti e tante le ansie.
    Ma mi piacerebbe parlarti d'altro, di qualcosa di positivo che ho scoperto qualche tempo fa: una realta' a Milano che prova a "aiutare" quelle mamme (ma anche papa') che vogliono provare a "conciliare" la loro vita e i loro ruoli, in una logica di "worklife balance" tanto caro ai paesi nordici ma molto sconosciuto qui da noi. Io li ho conosciuti per caso, vorrei condivide la loro idea perche' a volte certe "alternative" sono sconosciute e davvero noi donne iniziamo a pensare che conciliare sia impossibile.
    Ti lascio qui il mio link se ti va di saperne di piu', perche' forse insieme si puo'...
    http://www.patatofriendly.blogspot.it/2013/02/piccolo-nella-conciliazione-che.html
    Fra
    ps:e ovviamente attendo impaziente il resoconto del viaggio... appena avrai tempo x scriverlo!;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma che bello, Fra! Grazie per avermelo segnalato. Ho letto il post tutto d'un fiato e dato un occhio al sito. Bellissima iniziativa, sapevo che a Milano si stava muovendo qualcosa e ora ho avuto un'altra conferma.
      Certo questo è un piccolo passo, una goccia nel mare, ma è già TANTO.
      Speriamo diventi regola e non più eccezione molto presto, magari in altre città.

      Elimina
  3. Primipera attempata dopo i 35....siamo lontani anni luce dalla Svezia e dai paesi europei.
    Raffaella

    RispondiElimina
  4. Il nostro e' sempre stato un paese vecchio...

    RispondiElimina
  5. Conosco la realta' svedese, ho vissuto a lungo nella svizzera tesesca e italiana e seppur anche la ch e' lontana dai modelli svedesi, e' piu avanti dell'italia. Pero' da expat ti dico che l'italia sta cambiando, i giovani stanno cambiando questo meraviglioso Paese: non e' tutto da buttar via, l'italia gode di cose che la svezia. Diciamocelo, puo' solo sognarsi... ;-) sara' che vivo da troppo tempo lontano dalla patria e ne sento una nostalgia infinita

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tipo? Quali sono gli aspetti italiani che la Svezia può solo sognarsi? Perchè parlando con expat là io non ne ho trovati...dammi un pò di fiducia tu allora...

      Elimina
  6. Il sole, il CALORE delle persone, la generosità degli italiani, tanto per cominciare! La storia, le opere d'arte, la cucina! La bellezza, il buon gusto, il caffè al bar!
    Continuo? :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah, io pensavo a qualcosa di più "pratico"...nel senso che la cucina e la generosità mica salvano un paese dalla crisi. O almeno di certo non bastano. Sob.

      Elimina
  7. No, non lo salvano ma io ci credo in questa italia, voglio crederci, e' troppo un Paese meraviglioso. Iniziamo a essere orgogliosi d'essere italiani e a cambiare.... Classe politica!! Basta sprechi, fine dei privilegi (tipo auto blu) e incentivi ad aziende e investimenti a gogo nelle infrastrutture, scuola in primis. Lo vogliamo formare come si deve o no il cittadino italiano del futuro?

    RispondiElimina
  8. Il roblema della maternita' all'estero e' che in Italia si sono da tempo smessi di tutelare i diritti dei lavoratori, e ora si difendono i privilegi. Con la conseguenza che un datore di lavoro fa prima a divorziare dal proprio partner che a licenziare qualcuno, anche se questo non produce e non e' all'altezza del compito. Se potessi mandare a casa il lavoratore che non produce sarei ben felice di dare a una madre la possibilita' di essere il doppio piu' produttiva in meta' tempo, ma se il sistema meritocratico non esiste mi spieghi come faccio???

    RispondiElimina
  9. Anonimo8:54 PM

    ho trovato il tuo blog da un altro blog.
    io abito in Svezia da 7 anni e sai... purtroppo non è questo paradiso che si dice. Certo, tante cose funzionano ma la scuola e la sanità proprio mi hanno deluso molto.
    e io adesso, sono dicoccupata, il liceo dove lavoravo non mi ha rivoluto dopo la maternità....

    RispondiElimina
  10. Anonimo9:01 PM


    bella grafica ha il tuo blog :-)

    RispondiElimina
  11. Ciao Anonimo e grazie per il tuo commento! Io sono certa non esista il paese perfetto e che ognuno abbia i suoi difetti. Io sono stata in Svezia tre volte e sono sempre rimasta positivamente colpita da molti suoi aspetti. In più ho avuto modo di parlare con italiani che si sno trasferiti la' e sono molto contenti. Pero' non ci sono affatto verità assolute e se tu volessi portare la tua esperienza in fatto di sanità e scuole ne sarei felice. Il post e' quello giusto! Ma se vuoi ne trovi anche altri miei, su Stoccolma :-)

    RispondiElimina