mercoledì 9 gennaio 2013

grazie


Grazie per esserti fatto amare incondizionatamente,

grazie per averci amato, incondizionatamente. Senza secondi fini, solo la innocente voglia di essere parte della famiglia. Qualità piuttosto rara nella razza felina, notoriamente egoista e opportunista.

Grazie per aver sopportato con coraggio e fierezza tutti i tuoi problemi di salute, insegnandoci che la vita è una e allora tanto vale godersela. Senza arrendersi mai.

Grazie per i tuoi occhi azzurro cielo che ci hanno, mi hanno, guardato con amore fino alla fine.

Grazie per quel giorno d’estate in cui sei arrivato nella nostra famiglia, piccolo scricciolo bianco e grigio che correva ovunque come un diavoletto.

Grazie per aver accettato da subito le regole della nostra casa, insegnandoci che un gatto può essere molto più intelligente e rispettoso di certi esseri umani.

Grazie per avermi fatto sentire per la prima volta cosa vuole dire avere l’istinto materno, che per gli altri animali della mia vita era semplicemente fraterno.

Grazie per tutte le mattine d’inverno in cui venivi a scaldarmi i piedi a letto, per poi salire sul mio petto e fare delle fusa così forti da impedirmi di ricominciare a dormire.

Grazie per i tuoi momenti di follia in cui sfrecciavi per tutta la casa, con le orecchie basse e gli occhi neri in segno di sfida, saltando il cancello della sala come una lepre impazzita. Ci facevi ridere molto, perché pensavamo che davvero il genio non è vero genio se in sé non ha anche il seme della follia.

Grazie per aver accettato l’arrivo della tua sorella a quattro zampe E, per averle fatto capire coi tuoi modi gentili e pazienti e regali che il capo eri tu. Grazie per averla amata come raramente accade fra cane e gatto. Le mancherai molto.

Grazie per i pomeriggi passati a fissarmi, seduto sulla scrivania, mentre cercavo di studiare. Non sarebbero stati gli stessi senza di te.

Grazie per aver fatto compagnia alla piccola grande B. durante i suoi pomeriggi passati a ripetere prima di un esame. So che sei fiero di lei, l’hai conosciuta che aveva solo tre anni e hai visto? Ce l’hai fatta. L’hai vista diventare una dottoressa di tutto rispetto. Hai voluto annusare anche tu il profumo della sua corona d’alloro.

Grazie per aver capito che quattro anni fa, quando me ne sono andata, non ti ho abbandonato. Semplicemente non senza dolore ho scelto la strada che più ti avrebbe reso felice, come solo una vera mamma può fare. Ti ho lasciato nella tua casa viva a tutte le ore, fra le tue cose, con la tua sorella E, le tue abitudini.

Grazie per quel pomeriggio che hai passato a dormire nascosto in un cassetto della cucina, mentre io guidavo in lacrime per la città, con una tua foto in mano, convinta che te ne fossi andato. Grazie, perché il dolore di sapere che avresti potuto tradirci sarebbe stato proprio insopportabile.

Grazie per averci lasciato questo vuoto così pieno di ricordi, che potrebbero continuare all’infinito.

Grazie perché guardandoti, negli ultimi anni, mentre camminavi lentamente ma con fierezza, come un anziano re leone nella savana che reclama cibo e attenzione,  ci eravamo quasi convinti che l’eternità fosse possibile.

Grazie per aver aspettato che mi prendessi cura di te per un’ultima volta. Per esserti fatto spazzolare, baciare e attorcigliare le orecchie come sempre facevo. Per quelle parole sdolcinate e stupide che ormai ascoltavi quasi con rassegnazione. Grazie per quell’ultimo abbraccio, per quel tuo ultimo sguardo prima di rimetterti a dormire per sempre che ora so voleva essere un saluto e un “non farti compatire con tutte quelle lacrime che verserai senza ritegno. Perchè io ti conosco e lo so, che hai questa grande difficoltà a piangere per gli esseri umani mentre per gli animali proprio non hai autocontrollo. E vagherai per casa alternando cinque minuti di disperazione a cinque di rassegnazione. E vorrai solo esser lasciata in pace, perchè la consolazione non va trovata negli altri ma in se stessi”. Grazie. Grazie per avermi aspettata. Questo ti rende un essere ancora più superiore di quanto potessimo immaginare.

Grazie per essertene andato esattamente come volevi, nel sonno e nella tua amata cesta, senza troppe scene patetiche che non hanno mai fatto parte di te. Grazie per aver scelto proprio tu il momento, in barba a tutti i tuoi problemi di salute dei primi anni che hai allegramente mandato affanculo uno dopo l’altro, con un bel colpo di coda.

Grazie per essere diventato un angelo mentre nessuno ti vedeva, nel silenzio della tua cucina con le voci di chi ami in lontananza a farti compagnia, come solo un vero saggio poteva fare.

Il caso vuole che tu avessi ben 21 anni e mezzo, esattamente 103 anni umani.

Il caso vuole che un giorno prima di te si sia messa in viaggio una grande donna, grande scienziata, che anch’essa si è spenta serenamente nella sua casa e di anni ne aveva proprio 103.

Grazie, per questa magia che ci hai regalato. Tu, che in casa eri il nostro Professore (così amavamo chiamarti), e la donna scienziata siete diventati polvere di stelle praticamente insieme. Avete salutato il nuovo anno da lassù, fra i saggi e le grandi menti del passato. Ci piace pensare che lei, donna premio nobel, avesse bisogno di un fedele consigliere e abbia scelto proprio te, fra i tanti. Siamo molto orgogliosi di te, ancora una volta.

Grazie, per essere sempre anche qui, ora, fra chi ami e ti ha amato tantissimo.
Hai visto? Sei tornato. Te l'avevamo promesso. Sei tornato polvere di stelle eterna, per non lasciarci mai più.


8 commenti:

  1. Cara Francesca: un po' piango, un po' ti abbraccio. E forte. Sono sicura che lui sia lì, insieme a lei. E poi lassù si parlano tutte le lingue del mondo, e loro due si capiranno di sicuro. Ciao!

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  2. Un abbraccio a Francesca.
    Non ti lascerà mai, di questo stanne certa.
    Grazia

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  3. volevo scrivere qualcosa, ma sono senza parole...un abbraccio.

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  4. Volevo scrivere qualcosa, ma sono senza parole...un abbraccio.

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  5. franca ferri9:42 PM

    Ho letto ieri sera il suo racconto e ora questo "grazie". Che belle cose riesce a scrivere. Grazie

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  6. Grazie per il vostro affetto :-)

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  7. Ti voglio bene fra e ti stringo forte

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