venerdì 26 ottobre 2012

i sogni hanno le ali

Piero aveva un sogno e mica l'ha lasciato nel cassetto. Ci ha creduto, e l'ha fatto volare.
Ho scritto per Shoot4Change il racconto di un mio viaggio verso Novi Ligure. Lo trovate qui e vi invito a leggerlo.
...e voi, cosa ne fate dei vostri sogni? E' ora di aprire la finestra e lasciarli andare, perchè "tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite" (M.Twain).



venerdì 19 ottobre 2012

la malinconia buona

Dieci giorni fa sono stata a Ferrara, per il festival di Internazionale. Fra i vari incontri ce ne era uno che mi toccava particolarmente da vicino: la presentazione di un libro edito da Mondadori intitolato "Alzando da terra il sole, parole per l'Emilia". Sapevo avrei avuto la possibilità di scambiare due parole con un paio di scrittori che hanno lasciato il loro contributo (sono in tutto 49) così non mi sono fatta scappare quest'occasione. Avevo il libro nella mia libreria anzi scusate nella mia *parte* di libreria, specifico, sennò poi Lui s'arrabbia, nella sezione "sbrigati a leggermi" ma per un motivo o per l'altro avevo rimandato. Così ho fatto una vera e propria full immersion le due sere precedenti l'evento. Ho un po' la sindrome della brava studentessa che a dire la verità mi accompagna solo dagli anni dell'università (mannaggia, averla avuta anche i cinque anni precedenti mica mi avrebbe fatto schifo) e assolutamente mi sentivo di dover essere un minimo preparata sull'argomento.
Ferrara. Non vado tanto spesso quanto vorrei. Mi piace, Ferrara. Regala sempre degl'istanti di malinconia, quella buona, che ti fanno camminare col naso all'insù per le vie, preferibilmente da sola e con le mani in tasca.
Ho scattato qualche foto, con l'iPad.

martedì 16 ottobre 2012

il bionda party

Sabato scorso ho organizzato la prima, vera festa di compleanno della bionda. Ora, io sono pr nell'animo ma il fatto che gli invitati fossero 22 soggetti quattrenni alti un metro e dieci mi metteva non poca ansia. Cioè, uno cosa accidenti gli fa fare per tenerli impegnati tre ore, evitando che si diano ad atti di puro vandalismo? Mica potevo mettere su un dj set, consegnar loro una bacinella di mojito e arrivederci e grazie. Anche se a dire il vero ci ho pensato quando, al supermercato, la bionda ha messo dentro al carrello due lattine di birra dicendo che sarebbero state perfette per la sua festa.
Comunque. Ho preso il coraggio a quattro mani e mi sono detta ok, ce la possiamo fare. Tanto prima o poi bisognerà iniziare, con questo rituale della festa con gli amichetti.
Partiamo subito col dire che ho abbandonato l'idea di affidarmi a un centro giochi/ laboratorio didattico perché e' pur vero che ti invogliano con la classica frase "pensiamo a tutto noi", ma il risultato sarebbe stato un compleanno anonimo senza un minimo di personalizzazione e alla fine dei conti tre pizzette e due patatine a bambino più una fetta di crostata alla marmellata mi sarebbero costati di più quindi siccome a me piace sempre complicarmi la vita mi sono detta: faccio io.

martedì 9 ottobre 2012

quattro

Tanti auguri a te che sei femmina e io l'ho sempre saputo, perché quando ancora eri un piccolissimo fagiolo nella mia pancia ti ho sognata neonata a Parigi con un braccialetto rosa al polso, e ho capito.
Auguri a quella strana notte di ottobre fatta di finestre aperte e maglie a maniche corte che ti ha vista nascere, così in fretta che quasi non me ne sono accorta.
Al tuo visino tondo come una mela appoggiato al mio petto mentre io mangiavo una brioche, ancora dentro alla sala parto. 
Tanti auguri a te, piccola nove ottobre, stesso giorno del tuo nonno, che è poi anche il mio papà e da quel giorno ha letteralmente e visibilmente perso la testa per te.
a te, che amavi addormentarti con le canzoni di Lorenzo Jovanotti, nella penombra della tua cameretta.
che mi consideri la più bella e brava e sapiente al mondo quando in realtà proprio non lo sono e mi arrangio, improvviso e annaspo e se ricordo i fazzoletti stai pur certa che ho scordato le chiavi della macchina, ed esco dal supermercato con tutto eccetto le cose che davvero servivano. 
che mi chiedi se sono nata con la frangia e ti arrabbi se mi vesto un pò carina, perchè sei gelosa.
che ami osservare il mondo coi tuoi occhi grandi e tondi e i boccoli biondi alla shirley temple, seduta in un angolo.
che sei responsabile e autonoma e ordinata senza che nessuno te lo abbia mai insegnato, e questo mi spiazza.
che mi hai insegnato la pazienza.
che balli e canti solo quando sei sicura che nessuno ti veda.
che hai una memoria imbarazzante e spesso metti tutti con le spalle al muro ricordando promesse fatte mesi e mesi prima che noi speravamo essere già state archiviate
che mi hai resa più bella dentro e mi chiedo come abbia potuto essere così intensa e piena (perché sì, lo era davvero) la mia vita prima di te, per ben 28 anni.
che ami baciarmi e farti baciare e allora baciami, baciami ancora mentre dormi in questa notte del nove di ottobre che ti ha vista nascere quattro anni fa.
tanti auguri, tanti auguri a te.












sabato 6 ottobre 2012

luca vede roma

Non avevo ancora parlato dei bambini del terremoto. Li avevo visti, questo sì, nei campi. Con la coda dell'occhio, perché mi sembrava che perfino uno sguardo diretto potesse turbarli. Avevo letto di loro, nei giornali. Avevo letto di mamme e papà e di paure e fughe, con un nodo allo stomaco.
Quando Antonio di Shoot4Change mi ha chiesto di scrivere di loro, ho pensato fosse giunto davvero il momento di andare e trovare le parole giuste, per nessuna ragione mi sarei tirata indietro. 
Ecco qui il mio racconto e le mie foto, dopo una mattinata passata nel complesso scolastico di San Possidonio.

N.b. tutti i genitori dei bimbi presenti e riconoscibili in questo servizio hanno firmato le liberatorie per la pubblicazione delle fotografie.


lunedì 1 ottobre 2012

una piccola storia

Questa è una piccola storia, di quelle che nessuno probabilmente avrebbe raccontato mai.
Lei vive in un paese sospeso nel tempo con la sua bimba che di nome fa Luna e ha quattro anni.
Lei vive in un paese sospeso nel tempo in una piccola casetta che dentro nasconde tesori in legno, lavorati da chi aveva fatto del legno la sua passione più grande, il suo lavoro, parte della sua vita.
Lei vive in un paese sospeso nel tempo, a pochi passi da un grande campo. Terra del terremoto dell'Emilia.
Lei sapeva che quella notte sarebbe stata diversa da tutte le altre. All'1 circa, aveva sentito un rumore forte e strano, molto strano. No, non erano tuoni in lontananza, e nemmeno un aereo in fase di atterraggio. era un rumore che veniva dalla terra e dall'aria e da ogni dove. Solo rumore.
Così aveva deciso di non salire al piano di sopra, nella camera da letto. E aveva aspettato, al piano terra di questa piccola casetta che sembra uscita da un libro di fiabe.