martedì 18 settembre 2012

angoli di paradiso a NYC #1

Il ritorno porta addosso mal di testa e mal d'anima, cantano i Negrita. E come dargli torto? Ieri mattina è stato un piccolo incubo alzarsi e riprendere la solita routine. Con la bionda che mi ha bombardata di parole e richieste tipo questamattinadobbiamoconsegnarequattrofototesseraunpaccodifazzolettiunodisalvietteunraccoglitoreadanelleemivieniaprenderetumammavero? Ehmamma? Mammaaaa??? Cioè, io non ce la potevo mica fare. Ho persino sbagliato aula all'asilo. No mamma, ora sono nella sezione aeroplani. Qui, sono qui. Eh va beh, non ho mica in mente tutta la disposizione delle aule della materna. E poi è mia figlia che è troppo perfettina e organizzata, non sono io ad essere svampita. Sembravo una di quelle adolescenti innamorate, con la testa ancor di più fra le nuvole di quanto non lo sia di solito. Io in fondo, fra le altre cose, rivolevo solo la mia colazione in quel delizioso Starbucks su Park Avenue, che faceva tanto casa. Ma va beh.
Comunque, lo so che siete tutti lì a pensare ok non ce ne frega niente della tua depressione da rientro, raccontaci qualcosa, facci vedere delle foto.

Bene. Potrei iniziare dalla fine, ovvero da quando siamo arrivati al JFK belli come il sole e super tranquilli perchè io ero convinta che il volo fosse alle 9.30. pm e invece era alle 19.30. E' che lo sciopero all'ultimo secondo della Lufthansa (bastardi) aveva mandato nel pallone la mia organizzazione tedesca che rispolvero solo in occasione dei viaggi. Non ho fatto in tempo a stampare il mio promemoria di viaggio aggiornato e quindi sono andata, ehm, un pò a memoria. Sì, è vero che ho fatto il check in online e ho pure letto 19.30, ma nella mia testa erano le 9.30pm. Cosa volete che vi dica. Così arriviamo, stampo le carte d'imbarco. Leggo il tabellone partenze e vedo un 19.30 per Londra e mi dico pure toh che strano, due voli intercontinentali per Heathrow a due ore di distanza. Erano le 18.45. Poi butto l'occhio sulla carta d'imbarco. "Il gate chiude alle 19.10". Siamo in fila per imbarcare i bagagli. Una fila mostruosa. E penso: oddio, vuoi vedere che...che...MERDA. Passo davanti a tutti, mi lancio direttamente in braccio al tipo del check in che mi conferma che sì, quello è il nostro volo e siamo ancora in tempo e però hurry up, echecccazzo. Così faccio cenno a mia sorella e a mio nonno di sbrigarsi. Lei che si carica in spalla due valigie tipo mulo e le abbandona sul nastro trasportatore, lui che praticamente si spoglia nudo per agevolare i controlli di sicurezza e sale sull'aereo con ancora in mano cintura, cellulare, portafoglio, zaino, scarpe. E poi io e mia sorella ci guardiamo in faccia e ci viene da ridere, ma ridere-ridere come delle cretine, e l'aereo decolla e noi continuiamo a ridere, mentre mio nonno borbotta bah io dico che non è mica possibile. E poi viene da ridere anche a lui, che dice mi ero già visto a vivere all'aeroporto come Tom Hanks in The Terminal.
Oppure potrei raccontarvi di quando mia sorella pensava di aver perso la carta di credito, per poi ritrovarla in fondo alla valigia dopo aver chiamato la banca per bloccarla e aver setacciato gli ultimi negozi dove aveva fatto acquisti. O di quando io ho perso i miei meravigliosi occhiali da sole con la montatura di velluto blu, mentre ero posseduta dal demone dell'acquisto da Abercrombie. 
Invece, vi racconterò di quanto abbiamo camminato come dei matti dalla mattina alla sera, perchè nella mia famiglia quando si va in gita funziona così: si parte alla mattina alle 9 e si torna in albergo dopo 10 ore per una doccia, e si ritorna fuori. Con mio nonno ci siamo pure concesse il lusso di una breve pausa pranzo, mentre quando si partiva con i nostri genitori non si faceva manco quella: un pacchetto di crackers al volo e via. Volevamo sempre visitare le chiese...perchè almeno potevamo sederci, mentre mia madre ci pressava affinchè ci sbrigassimo. Lei la chiamava perdita di tempo, noi sopravvivenza.
Il tempo ci ha graziati, abbiamo sempre avuto un sole meraviglioso con 26 gradi di media, eccetto il primo giorno di pioggia e vento al mattino e alla sera, descritto da alcuni tg italiani come tornado a NYC. Ma dove? Lasciamo perdere.
Abbiamo visitato la High Line nel Meatpacking District, un meraviglioso parco sopraelevato costruito dove prima sorgeva una ferrovia. Si cammina letteralmente fra case e grattacieli, passando spazi verdi con tanto di panchine posizionate in punti strategici per farti ammirare il panorama. E poi piccole bancarelle che vendono dolci e gelati, e musicisti che riempiono l'aria di musica. 











E' incredibile come i newyorkesi siano in grado di ritagliarsi angoli di paradiso come questo, dove ti senti in un altro mondo mentre da lassù guardi la città che vive, e si muove. Ed è incredibile il senso di rispetto verso gli spazi pubblici, che è quasi sempre molto evidente. Questa cosa mi stupisce ogni volta, e mi fa pure arrabbiare se penso ai nostri, di parchi pubblici. Mi cadono davvero le braccia, perchè qui l'italiano non sporca e imbratta solo se paga l'ingresso. Certo il posto perfetto non esiste ma da questo punto di vista abbiamo moltissimo da imparare.
Camminare sulla High Line è un pò come essere sul set di un film, e quando arrivi alla fine vorresti tornare indietro e ripetere tutto da capo. Io l'ho adorata.
Vicino c'è la west coast, quella che si affaccia sull'Hudson, per intenderci. E da qui puoi goderti una vista spettacolare su Lower Manhattan, dove stanno costruendo due nuove torri. Inutile dire quanto mi sia piaciuta questa passeggiata che scende fin giù, dove non puoi andare in bici (e quindi non ci vai e basta) ma solo a piedi, dove puoi far giocare tuo figlio in questo piccolo ma delizioso e pulitissimo playground. 
Il molo, col sole e le nuvole bianche e il mare che brillava. E i grattacieli che sembravano di ghiaccio.







Sbaglia chi pensa che NY sia solo yellow cabs che sfrecciano come pazzi per le strade, e luci accecanti di Times Square. Perchè, in angoli come questi, respiri pace.

6 commenti:

  1. ...avevo già un desiderio pazzesco di tornare a new york...e non ti dico ora! grazie perché attraverso i tuoi occhi mi hai fatto vedere una cosa che non ho ancora visitato...

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    1. Allora non perderti la seconda parte...chissà magari ti offro qualche altro spunto interessante. :-)

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  2. Io sono invidiosissima di queste tue fughe oltreoceano!! Ti rendi conto che io mi sono sentita figa xche' sono andata sul lago d'iseo????

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  3. Hehehehe, beh io per esempio al lago d'Iseo non ci sono mai stata... ;-)

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  4. bello, bello. ci sono stata in viaggio di nozze...pensa un po', sono passati 15anni! mi piace un sacco il tuo modo di scrivere. al prox post, ciao

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  5. NYC ... se la vedi ti innamori.
    spero di tornarci al più presto

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