lunedì 16 luglio 2012

vuoi giocare con me?


Ciao, mi chiamo C. e sono di Milano. Vuoi giocare con me?
La bionda l’ha guardata con attenzione, in silenzio. Non ha risposto, ma ha preso il suo secchiello e si è messa accanto a lei. Era un sì. La mia piccola donna molto diffidente, che seleziona accuratamente le sue amicizie, si è inaspettatamente lanciata in una piccola avventura con quest’altra piccola bionda sua coetanea.
E questa cosa mi ha fatto molto sorridere, perché ho pensato ancora una volta a quando ero piccina io. Non ho mai avuto amicizie estive degne di nota, al mare. Non ho mai avuto una compagnia. Semplicemente non me ne fregava niente. Giocavo molto con mio padre, stavo con immensa gioia con mia zia e il suo ragazzo. Mangiavamo biscotti Ringo seduti sui gradini di una delle tante viuzze del paese, andavamo a fare la spesa. Leggevo libri e giornalini. Rifiutavo categoricamente gli inviti a giocare dei compagni d’ombrellone. Li guardavo spesso malissimo, quei poverini. Chissà cosa pensavano di me, le altre madri. Non immaginavano neanche lontanamente quanto fossi felice col mio libro, coi mille mondi che mi costruivo ad ogni pagina letta. Per me gli amici erano quelli di scuola, e basta. Le lunghe estati in campagna le passavo a correre col mio cane per i prati, e ricordo come fosse ieri quanto me la spassassi. Un giorno facevo finta di essere Heidi, quello dopo Belle, col cane Sebastienne. Facevo capriole, verticali, ruote. Mi rotolavo giù per la collina. Figuriamoci se chiamavo la figlia della vicina di casa per giocare. Mi avrebbe rovinato l’incantesimo. La mia favola. Sporadicamente veniva la mia amichetta del cuore della materna, e i pomeriggi con lei li consideravo comunque un simpatico diversivo. Non la regola.
La voglia delle amicizie estive è arrivata un po’ più tardi, quando a nove anni per la prima volta me ne andai finalmente “da sola” in montagna, a frequentare un campo estivo di pallavolo. Lì, la svolta. Per mia scelta. Tanti amici e tanti giochi. Risate, barzellette, gelati nella gelateria del centro del paese. La voglia di non tornare più, la visita dei miei genitori dopo sette giorni, della quale avrei fatto molto volentieri a meno.
Ora è come vivere una seconda infanzia, assaporare per la prima volta certe esperienze a me sconosciute. Il bagno insieme in mare, le foto abbracciate, le confidenze, la pistola ad acqua, le corse fra le piccole onde.


Ci sono tanti modi per essere bambini felici. Anche quelli apparentemente arrabbiati, seduti sotto all’ombrellone a pensare ai fatti loro, lo sono. Molto probabilmente stanno vedendo una nave pirata all’orizzonte, sognando di essere parte dell’equipaggio e di partire per mille avventure.
Sorridere nel vedere alcuni uguali a noi, altri sorprendentemente diversissimi. Non crucciarci se non li capiamo. Stanno semplicemente vivendo.





11 commenti:

  1. Bellissimo, hai perfettamente ragione! Ci sono tanti modi per essere bambini felici. Anche la mia è una piccola "castana" molto diffidente, e non mi va di spingerla a fare amicizia. Ci penserà lei, quando ne avrà voglia. E sono convinta che sia anche tanto importante imparare a giocare da soli, a leggere un libro, a divertirsi con l'immaginazione.

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  2. Anonimo4:46 PM

    anch'io sono stata una bimba abituata a giocare moltissimo da sola....mia mamma mi diceva sempre che mi sentiva parlare parlare parlare...perchè mi creavo un mondo tutto mio in cui inventare storie bellissime :-) eppure sono diventata una persona MOLTO socievole quindi..è proprio vero, bisogna rispettare tempi e modi di ogni bimbo! MG

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  3. Io ero come tua figlia, mio figlio e' decisamente peggio di quanto tu descriva te stessa :) Non lo forzo mai ad uscire da dietro lo sdraio appena si materializza un animatore o un coetaneo, non mi lamento se si concentra sull'enigmistica e non sulla sabbia, accetto la sua insofferenza nei ristoranti affollati ... ma un sorriso o una frase carina ogni tanto verso la sua povera madre non guasterebbe! Scherzo ma in fondo il problema sta proprio nel suo non lasciarsi andare neppure con la fantasia, se avesse un amico immaginario sarei contenta lo stesso ...

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    1. E' molto probabile che tuo figlio abbia un suo mondo popolato da tanti amici immaginari. Semplicemente, non te lo dirà mai...ai genitori non si dicono questi piccoli segreti. Fidati. ;-)

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  4. Io c'ho provato, ad uscire per il paesino delle vacanze con gli altri bambini. L'ho fatto un paio di sere. Ma era troppo. Ed era noioso. Io ero come te. Libri, libri, mare, mamma e papà, anche se mamma e papà non giocavano con me molto spesso. Ho cominciato a nascondermi, per evitare quegli amichetti conosciuti solo due giorni prima. Quando mi venivano a chiamare, facevo dire a mamma che non c'ero, o che dormivo. Quando uscivo stavo sempre attenta a non farmi vedere. Una volta ho corso talmente veloce sulle pietre bagnate che mi sono quasi andata a rompere il ginocchio, c'era sangue ovunque.
    Preferivo i gatti, ne avevo tantissimi, venivano tutti da me. Quanto ci giocavo.
    E non sono diventata poi così socievole, alla fine. Certo, ci si adatta, ma certe volte molte dinamiche fra le persone non mi sono facili da capire. Certe volte quando sto con le persone ritorna la stessa noia di quando ero piccola, e allora mi guardo intorno. Sperando ogni volta di trovare un gatto, o un libro buttato a terra.

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  5. " certe volte quando sto con le persone ritorna la stessa noia di quando ero piccola": succede anche a me, quando sono con certe persone. E pure io quando ero piccola scappavo dagli amichetti conosciuti il giorno prima, per paura che mi invitassero a giocare. Pensa che con i miei genitori andavo abbastanza spesso a fare acquisti in un negozio di alimentari in collina, soprattutto d'estate. I proprietari avevano una bambina mia coetanea. Ricordo come fosse ieri che ogni volta lei veniva da me chiedendomi di andare a giocare assieme. Io mettevo il muso, nascondendomi dietro a mia madre. Preferivo stare con lei, sentirla chiedere un kg di pane - tre etti di fontina, piuttosto che pensarmi alle prese con quella bambina e i suoi giocattoli. E non dimenticherò mai i tragitti in macchina verso quel negozio, quando pensavo "speriamo non ci sia quella bambina rompiscatole". Ora sono sicuramente più socievole, ho diversi amici, ma pochissimi Amici.

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  6. Io ero come te, mi perdevo nei libri e nelle mie avventure. La mia piccola invece si butta e conosce tutta la spiaggia in 5 minuti. La invidio un po', ma spero che anche lei riesca a godersi un po' del mondo silenzioso in cui mi divertivo io :)

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  7. Ecco, invece io ero l'amichetta conosciuta il giorno prima che veniva tutti i giorni a invitare i bambini che si volevano fare i fatti loro. Ho sempre avuto un debole per le conquiste difficili, chissà perchè cercavo sempre di coinvolgere i bimbi solitari, e non mi arrendevo mai di fronte ad un no: il giorno dopo tornavo alla carica. Una stalker dei bimbi introversi.
    ��

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  8. Non vedo l'ora di portare mio figlio al mare e vederlo come si comporterà con l'amica acqua. Spesso mi annoio anche con me stessa figurarsi con gli altri!! Se la conversazione non mi prende mi perdo nella noia dopo tre nano secondi e non so neanche fingere. Spero che anche mio figlio veda i pirati all'orizzonte quando la noia di certe amicizie lo farà scappare lontano.
    Raffaella

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  9. Queste foto sono meravigliose così come le tue parole.

    http://almenounmilionediscale.blogspot.it/

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    1. Grazie davvero, Alessandra :)

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