lunedì 4 giugno 2012

emilia #2

Prestare attenzione al binario due, treno in transito. Mp3 moderatamente alto nelle orecchie e nemmeno fai caso all'annuncio, così mentre sei seduta sulla panchina fra il binario due e il binario tre, ti lasci sorprendere dall'intercity che passa ai 150 km/h e ti scompiglia i capelli e per un attimo ti fa rimanere senza fiato. Perchè mica te lo aspettavi.
Era il 13 maggio e stavo guidando verso Finale Emilia. Pranzo in un delizioso agriturismo per festeggiare una comunione. Un improvviso acquazzone aveva lasciato il posto a un timido sole. E mentre guidavo, pensavo che quelli erano davvero posti un pò magici. Fa riflettere, il destino. Era la prima volta che mi soffermavo a guardare il panorama, senza fretta.

 Sembrava di essere in un quadro. C'erano questi prati verdi che erano proprio verdi, e questa lingua d'asfalto bagnata sulla quale correvo io con la macchina, che brillava. Brillava proprio, la lingua d'asfalto. E c'era questo sole che però era davvero un bellissimo sole, e timidamente faceva capolino fra le nuvole primaverili bianche, che erano proprio bianche, e le ultime nubi temporalesche grigie, che erano proprio grigie. I contadini, fuori dalle loro fattorie. Un bastardino di guardia accanto al cancello. Strano, spesso le fattorie hanno il cancello, ma non la recinzione. E c'erano galli e galline con questi colori sgargianti e questo aspetto genuino che solo gli animali di campagna sanno avere, che s'avventuravano verso il piccolo fossato che divideva il cortile dalla strada. Uno, due, tre caseifici. Prati infiniti, prati incolti, trattori che arano, bambini che corrono con la bicicletta. I bambini di campagna corrono sempre con la bicicletta, e i pantaloncini corti, e la maglietta a righe. Non portano il cappello per proteggersi dal sole, i bambini di campagna. Non sono mica come i bambini di città. Loro sì che lo portano, il cappello. E' buffo, ma bambini di città che portano il cappello si ammalano sempre. Quelli di campagna, che il cappello non lo portano mai e spesso ritornano a casa zuppi di sudore, sono il ritratto della salute.
Mentre guidavo, pensavo che quasi non avrei voluto arrivare mai a destinazione, perchè quelli erano paesaggi da cartolina, e io tante volte avevo percorso quella strada e no, non avevo mai realizzato che fosse tutto così vivo. Mentre guidavo, pensavo che sarei dovuta tornare più spesso a vedere quella parte di campagna emiliana. L'Emilia, che tanto mi assomiglia perchè non ha mezze misure, e d'estate ti fa morire di caldo col sole che ti martella la testa e le cicale che non tacciono mai, e d'inverno ti fa morire di freddo con la neve che quando cade, cade incessantemente e quando sta per arrivare l'autunno ti spaventa con la nebbia che si taglia con un coltello e per quanto tu ci sia abituato, ogni volta ti sorprende.
Sì, pensavo che sarei dovuta tornare più spesso. Anche a parlare col proprietario dell'agriturismo che ti accoglie come una sorella, col suo sorriso che t'abbraccia e ti fa sentire a casa. Che ti fa mangiare la carne, tu che la carne non la mangi proprio mai. Ma non potevi dirgli di no. Lui che ha la sua vita lì dentro.
Tornare a salutare i suoi asini, che hanno quegli occhi grandi e lucidi e neri come due liquirizie. A vedere il suo fienile, lì accanto.
Tornare a casa dopo la festa, e ripercorrere quella strada e rivedere le fattorie e le cascine e uno, due, tre caseifici, il bastardino di guardia e i bambini con la bici e i galli e le galline e i contadini e i trattori. Salutarli con uno spensierato arrivederci.
Ora, molto di quello che ho visto non c'è più. Il fienile dell'agriturismo è crollato. Gli asini? Stanno bene, tanta paura, ma stanno bene. Sì, anche gli altri animali sono al sicuro. Il ristorante? Tanti danni. Agibile, per ora. Ma le continue scosse fanno paura.
Queste scosse. Ancora le senti, sibilline, che ti sorprendono e per un attimo ti lasciano senza fiato. Come il treno in transito al binario due, mentre tu sei seduta sulla panchina con l'mp3 moderatamente alto nelle orecchie.
Mezz'ora di macchina, ma io il cuore di tornare là ancora non ce l'ho. No, non il coraggio. Il cuore. Il cuore che ha visto tutta quella meraviglia, prima. Prima. E tutta quella distruzione in tv, dopo. Dopo.
Un giorno voglio rivederli. Il contadino, il trattore, i caseifici, i galli e le galline, le fattorie col cancello ma senza recinzione, il bastardino di guardia.
Voglio rivederli, mentre percorro quella strada. Col sole che è davvero un sole meraviglioso mentre fa capolino fra quelle nuvole bianche che sono davvero bianche. E i prati verdi, che sono davvero verdi e ti riempiono gli occhi. E i bambini in bicicletta, che sfrecciano per i campi. Senza cappello. Perchè i bambini di campagna giocano sempre sotto al sole senza il cappello. Non sono mica come i bambini di città. I bambini di campagna hanno il fisico. La gente di campagna, ha il fisico. E non ha paura di niente. Di niente.

Vivere. E pensare che domani sarà sempre meglio. Sì.



9 commenti:

  1. Dio ma quanto scrivi bene! Sarà che in Emilia ho vissuto, studiato e amato ma mi hai toccato il cuore con questo racconto!
    Ps: ma tu ci vai all'incontro delle mamme blogger sabato?

    RispondiElimina
  2. Hey ma grazie, mi fa piacere ti sia piaciuto. Allora sei un pochino emiliana anche tu...mi piace 'sta cosa!!! Si io vado, mi ero iscritta alla lista di attesa (!!!) perché avevano già molti iscritti, ma mi hanno contattata ieri per confermare la mia iscrizione quindi ci sarò! E tu?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io no. Ma adesso che so che tu ci vai mi spiace non conoscerti! Uf.

      Elimina
  3. Ti leggo oggi per la prima volta...mi ispiri assai! E perdona la superficialità del commento ma il design del tuo blog è bellissimo!!! Tornerò.

    RispondiElimina
  4. Ma non è vero..! Ero già passata, sul post di charlie brown che colpì dritto al cuore. Poi ti avevo persa e me ne rammaricavo anche. Beh, era destino! Per fortuna le vie dei blog sono infinite. Alla prossima, per davvero questa volta!

    RispondiElimina
  5. Sei più che giustificata: quando scrissi di LUcy e Charlie Brown la grafica era ancora quella vecchia...quindi probabilmente stasera ti sarà sembrato di leggere un altro blog ;-)

    RispondiElimina
  6. PS: Mi sono appena iscritta alla lista di attesa!
    ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grande! Mi raccomando se ti accettano l'iscrizione vieni! Sarebbe FIGHERRIMO vederci ;)))

      Elimina
    2. Praticamente mi sono iscritta SOLO per conoscerti...l'evento in sé non è che sia proprio nelle mie corde... io un po' orso sono...

      Elimina