venerdì 22 giugno 2012

dell'inferno ne faremo il paradiso

La campagna di San Possidonio, con tutto ciò che prima era e ora non è più. E forse non sarà mai più. Le case semidistrutte, con i loro proprietari nel giardino accanto, sistemati un pò come possono con tende e camper. Non le abbandonano, non le abbandoneranno mai. Le accarezzano con lo sguardo, uno sguardo che dice qualsiasi cosa succeda, di nuovo, io sono qui con te. Andrà tutto bene, comunque. Tremiano, e tremiamo insieme. Fa caldo, fa un caldo infernale nella pianura padana. E' mattina presto e già la macchina segna 30 gradi. La vita di queste persone ruota attorno a cumuli di macerie. Una donna mi aiuta fornendomi alcune indicazioni perchè come al solito mi sono persa. Sta raccogliendo alcuni mattoni, sotto al sole. Non so, forse spera di ricostruirsela da sola, la sua casa. Che ha il nastro bianco e rosso tutt'attorno, sorretto da alcune sedie di fortuna. Una piccola tenda a pochi metri. Alcuni generi alimentari su un tavolino da campeggio.
Ho la macchina fotografica, come al solito. Ma certe foto, quelle foto, non le voglio fare. Dopo morte e distruzione viste in tv e nei giornali e che dal vivo è ancora più straziante, è di un nuovo inizio che abbiamo bisogno.
Via Secchia ha un suo piccolo tesoro che mai ti aspetteresti di trovare percorrendo quel breve vialetto sterrato, al civico 45.
E' da qui che si ricomincia. Dal Dolce Tarlo. Una fiaba che ha come protagonisti api, gnomi, miele, giochi in legno.
Franco ti accoglie come solo noi emiliani sappiamo fare. Una stretta di mano. Diamoci del tu, per carità. Con lui c'è anche l'amico artigiano dolciario Mauro, ospite con la madre perchè le loro case sono inagibili. Mauro collabora al progetto delle Cave di Budrighello e produce marmellate, liquori alla frutta, nocino, dolci, e tante altre delizie tipiche del posto.
Ci sediamo attorno a un tavolo all'ombra degli alberi. E iniziano il loro racconto.
Certo che le sentiamo ancora, le scosse. Ogni giorno e più volte al giorno. Questa notte forse no, vero Mauro? Credo sia stato tutto miracolosamente tranquillo. L'epicentro è qui sotto, e anche se stai camminando per strada le avverti. Subito la eco, poi un gorgoglìo che parte dal profondo e arriva fin sotto ai piedi. E fa paura.
I suoi occhi, gli occhi di Franco, mi ricordano quelli di Pompilio. Sono occhi che per un attimo si perdono nel vuoto, cercando un conforto che certi ricordi non potranno mai dare. Nature rules, la natura comanda, penso io.
Franco è un pozzo di vita, ed eccoli i suoi occhi che si riaccendono quando parla del suo lavoro.
Mi conducono verso una piccola casetta coi fiori che sbucano fuori dall'unica finestra. All'interno una sola stanza con tanti scaffali che ospitano il miele delle sue api. Appesi al soffitto, rifugi per gli uccellini. Quadri e decorazioni. Tutto è in legno, e tutto qui è fatto da Franco. Come i giocattoli che lui porta in giro per le piazze d'Italia per far  divertire i suoi piccoli amici. Prossima tappa il Trentino, perchè guai fermarsi.
Un corner ospita anche i prodotti di Mauro. Cosa vuoi mi faceva pena, è un povero terremotato. E ridono. Si ride anche, del terremoto.

il miele di Franco


I prodotti di Mauro, de Le Cave di Budrighello, a S.Possidonio

Il suo giardino. Il suo giardino incantato dove ospitava le scolaresche per spiegare loro la storia delle api, e del miele.
Il bagno degli gnomi. Un vero, piccolo bagno funzionante, ricavato da un'enorme botte. C'era la fila fuori, sai, per andare in bagno.




E poi lo vedi il laghetto coi pesci rossi? Qui i bimbi amano immergerci i piedini per rinfrescarsi.


Ti racconto una storia. Una notte, mia moglie mi fa notare che si sentono degli strani rumori provenienti da qui. Sembrava ci fosse qualcuno intento a lavorare il legno. Ascoltai attentamente e sì, il rumore c'era. E andò avanti per tutta la notte. Al mattino ci precipitammo in giardino e...guarda qui in alto.
Due casette degli gnomi, collegate da un piccolo ponte.




Spingi qui, proprio qui, sulla corteccia.


C'è un campanello invisibile. Si sente uno squillo. Gli gnomi ridono. E' davvero una favola.
Sto raccogliendo le impressioni dei bimbi per farne un libro. Loro li vedono sai, gli gnomi? Li vedono che camminano da una casetta all'altra. Gli gnomi. I bambini, col nasu all'insù. I bambini, sono fantastici. E gli occhi di Franco ridono, di nuovo. Nature rules, la natura comanda. Ma noi possiamo essere ugualmente felici.


Le fate e il loro tunnel magico. Una volta dentro, non vogliono più uscire. Le vedono, i bambini. Le fate.




Li immagino in un futuro non molto lontano di nuovo rapiti da questo mondo incantato, a pochi passi dalle rovine. I bambini del dopo che qui saranno sereni e spensierati, come prima.
Ho in mente un progetto, un progetto bellissimo per questo prossimo Natale, che coinvolgerà i paesi di S.Possidonio, Cavezzo e Concordia. Guarda, in questa foto puoi vedere l'ufficio di Babbo Natale, una vera casetta in legno che ho costruito io, dove i bambini possono consegnare le loro letterine.
Le ho tenute tutte, quelle degli anni passati. E poi ecco la slitta elettrica, anche questa è opera mia. L'idea è quella di raccogliere almeno mille fra libricini e piccoli giocattoli nuovi da caricare sulla slitta e consegnare ai bimbi nelle piazze. Cose semplici, e niente armi per carità. Trattori, costruzioni, libri di fiabe. Cosa dici, mi aiuti a diffondere questa iniziativa?





Qui si guarda avanti, sempre. E nell'aria c'è anche l'idea di creare una falegnameria per bambini, che per ora esiste solo in Val d'Aosta.
Questo è proprio un posto speciale, dove prima si costruiva Pinocchio aiutati da Franco, mangiando brioches calde ripiene di miele. Si scrivevano storie di gnomi. Si andava a curiosare nel laboratorio, dove è stato terminato uno scrittorio magico, con la penna che sta in piedi da sola.

Eccolo Franco, riflesso nello specchio

E' ora di andare, saluto prima la mamma di Mauro, che sta iniziando a preparare il pranzo.
Qui siamo ospiti e bisogna darsi da fare, mica stare con le mani in mano. Preparo la pasta col pomodoro, in questa piccola cucina di fortuna. Piccola, ma c'è tutto.

E poi Mauro e Franco.
Puoi passare a salutare la Laura, se vuoi. La trovi al campo, ha il turno alla ludoteca.
Ciao Francesca, anzi, Francy. Ti chiamano Francy gli amici, vero?

Arrivo al campo sportivo, ora tendopoli di S.Possidonio. Fa caldo. Fa un caldo infernale. Eccola, la Laura, nella ludoteca. Già, ludoteca. Un enorme gazebo sotto al sole. Alcune panche per disegnare, dei box adibiti a cestoni portagiochi. Eccola, la Laura, che mi ha fatto conoscere Franco. Con la maglietta di Save the Children, la coda di cavallo, gli occhiali, il viso sofferente per il caldo. Sofferente, ma entusiasta. Mani e braccia e gambe sporchi di pennarello verde.
Eccola, che chiama i bimbi per andare a giocare fuori. Perchè fuori da quel grande quadrato coperto da un tendone bianco, si sta meglio. Sotto al sole, si sta meglio.
I bimbi delle tendopoli, sudati ma sorridenti. Non hanno più una casa ma in fondo sono con la mamma e il papà e la Laura che li fa giocare e allora per ora va bene anche così. Dormono in queste enormi tende blu dove le porte sono aperte per far circolare aria. Quale aria, mi chiedo.
Fa caldo. Fa un caldo infernale. M'incammino verso la macchina e penso a Franco che già guarda al futuro e alla prossima primavera, quando vorrà ricominciare tutte le attività. Franco che avrebbe dovuto ospitare i bimbi di Chernobyl per far passare loro una giornata diversa.
Franco e gli inverni passati nel laboratorio a restaurare mobili e costruire giochi. Franco che nel suo nido trova riparo e conforto.
Penso alla Laura e al suo angolo di spensieratezza e risate in mezzo a quell'inferno. A come il dolore porti sempre e comunque cose belle. E persone uniche.
Fa caldo. Fa un caldo infernale. Inspiri aria calda. Ne espiri di bollente. Arrivo alla macchina, parcheggiata al sole. Il termometro segna 45 gradi. Avvio il motore, abbasso tutti i finestrini. In automatico parte l'aria condizionata, che mi dà sollievo. Di colpo, me ne vergogno. La spengo.



Ho parlato de
*Il Dolce Tarlo, via Secchia 45, San Possidonio (Mo). Franco, cell.333/4793381. Email ildolcetarlo@alice.it
*Cave di Budrighello, San Possidonio. Mauro, cell.333/7973142. Email maurodolciumi.mantovani@gmail.com

Comunicazione di servizio.
Questo racconto fa parte del piccolo progetto storiEmiliane, inaugurato l'8 giugno con la storia di Pompilio.
Ci saranno presto novità, molte novità. E qualche comunicazione. Non vorrete mica starvene lì con le mani in mano... :)
Se mai qualcuno se lo stesse chiedendo, faccio tutto questo esclusivamente per passione e non senza sacrifici, ritagliandomi il tempo da dedicare a questo principalmente la sera dopo cena. Tardi, molto tardi.












5 commenti:

  1. Anonimo1:46 AM

    Ma tu sei il capo degli gnomi? Si vero?Di quelli buonissimi e saggi...

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    1. Ebbene si. Mi raccomando, acqua in bocca...

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  2. Riesci sempre a farmi commuovere. Aspetto info su come poter dare una mano In modo diretto a queste persone ed alle loro famiglie.
    Un abbraccio

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    1. Si certo!!! Grazie mille ^_^

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  3. Anonimo9:45 PM

    mi sono commossa anche perché abito a concordia sulla secchia e questo terremoto lo vissuto sulla mia pelle sono incuriosita dalle marmellate senza conservanti andro a visitarli

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