mercoledì 9 maggio 2012

non solo la solita new york. part 2

Il quartiere di Williamsburg è vicino a Brooklyn. Una volta considerata area periferica e popolare, oggi è la nuova zona artistica e bohemièn di New York. La guida tradizionale non ne parla, ed è stata una piacevolissima scoperta. Non abbiamo incontrato turisti. Che meraviglia. Uno spicchio di città tutta per noi. La zona è quasi interamente popolata da giovani artisti, che un pò lavoravano al Mac seduti ai tavolini di un localino dove abbiamo pranzato, un pò si godevano il sole guardando le vetrine dei numerosi negozi di oggetti vintage, o entrando nei loft ricavati da vecchi magazzini che ospitano oggetti di design e vecchi libri.







L'avete notato, vero? Per loro esiste solo la Apple. Un giorno ho visto una ragazza col Blackberry e giuro che stavo per abbracciarla e dirle hey sorella non sei sola, mostrandole con orgoglio il mio. Mi hanno confessato di essere disperatamente in attesa di un ibrido fra IPhone e Blackberry, ovvero lo smartphone perfetto. Avete visto che bello, questo locale? E niente, loro si prendono anche solo un caffè e poi se ne stanno seduti delle ore a lavorare/cazzeggiare al computer.



Io c'ho le mie fonti, e sapevo dell'esistenza del negozio Junk, un enorme seminterrato pieno di oggetti di seconda mano dove si può trovare davvero di tutto: vecchi mobili, bambole, scatole piene di fotografie, dischi. Un pò come essere nella soffitta della nonna. Siccome non riuscivamo a trovarlo, ho chiesto a un poliziotto di passaggio che mi ha guardata malissimo non so se per la mia maglietta di Snoopy, i miei occhiali con la montatura di velluto blu, il fatto che così conciata tenessi per mano una bambina, o per il nome del negozio. Miracolosamente non mi ha chiesto nè i documenti nè di seguirlo, limitandosi a rispondermi con aria schifata un sempre dritto, poi giri la seconda a destra e lo trovi all'angolo. Ed eccolo qui. Ne valeva la pena. Avrei potuto perderci le ore a curiosare fra i vari scaffali.









Le Grand Strip (www.legrandstrip.com) è un fantastico negozio che ricorda un pò una casa, un pò una quinta teatrale. La proprietaria è una donna che porta magnificamente i suoi sessant'anni. E' la sosia di Brigitte Bardot e parla con grazia, sottovoce, un inglese dall'accento francese. Capelli biondi, lisci e lunghi, occhiali anni '70 con le lenti leggermente tendenti al lilla. Miniabito in cachemire nero, calze coprenti, scarpe con la zeppa. Qui si trova di tutto: cappellini anni trenta, specchietti da borsetta, abiti, scarpe, stampe, bigiotteria.




Ma quanto è bello il quadro qui sotto a sinistra???




...non sono certo uscita a mani vuote.


e per tornare a Manhattan, un'inaspettata alternativa scoperta davvero per caso. Un molo popolato da mamme con bambini che si godono il sole e il vento, ragazzi che fanno jogging e pescatori che si rilassano guardando lo skyline (e sticazzi?). Un ferry che ogni 20 minuti ti porta verso l'altra sponda in poco più di un quarto d'ora.








Goodbye Williamsburg



Manhattan here we are, again.


Le luci di Manhattan di sera, da Brooklyn, sono uno spettacolo da togliere il fiato. Abbiamo atteso il buio in un ristorantino americano, ma così americano che di più non sarebbe stato possibile. Mancava solo Fonzie e noi ci sentivamo parte di un film, con la steak servita fumante assieme alle patate fritte, la coca-cola, la cheesecake. Pochi tavoli, occupati unicamente da persone del posto, che si conoscevano tutte fra di loro. Che entravano anche solo per una birra e due chiacchiere col barista, in piedi dietro al bancone. James Morrison cantava in sottofondo One Life.
A pochi passi, questo era tutto per noi. Il vento in faccia, e lei.





e siamo tornati in albergo con "le scarpe piene di passi, la faccia piena di schiaffi, il cuore pieno di battiti e gli occhi pieni di te" (cit. Lorenzo)
......continua, con la terza parte :-)

8 commenti:

  1. Ciao Francesca, condivido la frase "life is what happens to you while..."
    E con questo post bellissimo mi hai portata a NYC, dove vorrei andare presto.
    Mi hai colpito perché hai cercato le cose che avrei cercato anch'io.

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  2. Quella frase è meravigliosa, io me la sono scritta ovunque :-)
    Ho cercato di far vedere davvero una NY un pò insolita che io ho apprezzato tantissimo. Parti, ne vale la pena...ti rimarrà nel cuore per sempre. LEI è speciale.

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  3. Se lo dico al marito manager di quel cafè con i pc ovunque, parte subito...

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    1. Allora diglielo subito, anzi, fagli vedere la foto! Così avete un'ottima scusa per andare ;-)

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  4. Ho detto "parte" non partiamo...
    ;-)

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  5. è la mia caffetteria super preferita!
    bellissimo reportage, complimenti!

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    1. Ma dai!!! E' davvero deliziosa ^_^

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