lunedì 7 maggio 2012

non solo la solita new york. part 1

Fifth Avenue. Rockefeller Center. Times Square. Empire State Building. World Trade Center Memorial. Statue of Liberty. Non è facile parlare di New York senza essere banali. Senza mostrare quello che tutti noi abbiamo già visto. Di persona. Foto. Film. Cartoline. Però io voglio provarci. Ci siamo rilassati in parchi che non erano Central Park, abbiamo cenato in ristoranti che non erano accanto a Madison Avenue, visto negozi lontani dal caos della quinta strada, preso traghetti che fermavano anche a Long Island, dove noi eravamo gli unici con la macchina fotografica e gli occhi lucidi dall'entusiasmo. Poi ecco, è ovvio: la colazione è stata rigorosamente da Starbucks. E le mie due ore da Abercrombie non me le ha tolte nessuno.
Iniziamo questo piccolo viaggio nella Big Apple (o Apple Big, come dice mio nonno...). Che porto nel cuore. Che già mi manca. Non ho ancora finito di disfare la valigia, e già mi manca. Ritorna alla realtà, mi ha detto Charlie Brown, il mio migliore amico. Ma vabbè, bisogna portare pazienza. E' ingegnere.

La Broadway nella zona del Greenwich Village.









dalla regia mi dicono che il palazzo qui sotto, quello in mezzo, è stato progettato da Aldo Rossi.
Se non sapete chi è, tranquilli. Fino a qualche tempo fa ero una di voi.


Dean & DeLuca market


...impossibile resistere.


Passeggiando verso nord, si arriva a Bleecker Street, una via alberata molto pittoresca con le sue brownstone. E sì, in zona c'è proprio la casa di Carrie, dove ovviamente mi sono fatta fare una foto ai piedi della piccola scalinata. Se qualcuno fosse interessato, l'appartamento al piano rialzato è in vendita...
In Bleecker Street ci sono turisti, pochissimi, e artisti, molti.
New York mi piace, perchè puoi vestirti come accidenti ti pare. Puoi essere libero, sentirti libero. Come accade in molte grandi metropoli. Senza la paura di essere guardato male. Noi italiani abbiamo il grandissimo difetto di giudicare strana una persona che non segue la massa, la moda. Questa volta, là, ho amato particolarmente guardare la gente del posto.










Gli unici italiani li ho incontrati all'inizio della via, in fila alla gelateria Grom. Vederne una proprio lì mi ha fatto molto piacere, se non conoscete la storia dei suoi due giovanissimi fondatori, provate a googlare il nome e scoprirete il piccolo miracolo italiano di due neolaureati che hanno investito i loro risparmi per aprire una piccola gelateria nel nord Italia e ora hanno punti vendita in tutto il mondo. Anche Mario Calabresi ha parlato di loro in uno dei suoi libri, "La fortuna non esiste". E comunque, cari miei connazionali, siete a New York. Magari un gelato qui è meglio, no? Fra l'altro, era squisitissimo.


Washington Square Park, il cuore pulsante del village dove amano esibirsi gli artisti, soprattutto la domenica. Là è accaduta una cosa che mi ha lasciata senza parole. E' arrivato un ragazzo. Spingeva il suo pianoforte. Si è messo in un angolo e ha iniziato a suonarlo, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Cioè, tu arrivi con un pianoforte, ti sistemi dove vuoi, e suoni.


Poco più avanti, complice un semaforo rosso, un ragazzo con i roller si è attaccato a una macchina, lasciandosi trascinare a tutta velocità. Un vero pazzo. Nessuno lo guardava stupito. That's America, baby.



Il rispetto per il verde pubblico c'è, eccome. Non è un'esclusiva dei paesi nordici. Esistono dei piccoli gioielli, incastrati fra un grattacielo e l'altro, che sembrano dei parchi privati.
Uno di questi è Bryant Park.




La giostra dei bambini, una di quelle di una volta.



Un piccolo spazio pubblico e assolutamente gratuito, dedicato ai più piccoli. Con sedie, tavolini e una piccola libreria. Non c'era alcun addetto che controllasse, nessuna recinzione, nessun cancello. Accanto, i bagni pubblici (pulitissimi) e anch'essi gratuiti. Coi fiori freschi sul lavandino. Io in Italia non ho mai visto una cosa del genere ma se mi sbaglio vi prego di dirmelo che voglio vederlo coi miei occhi.




Sembrava il tipico prato inglese. Verdissimo e perfetto.


Lezioni di Yoga gratuite.


.....continua.

Questo post è dedicato alla mia amica MG, che come me ama New York e oggi compie gli anni :-)

9 commenti:

  1. Complimenti x il tuo reportage, io in questo momento sono al parco del niguarda (ospedale) x una visita di controllo dei miei genitori: non e' proprio la stessa cosa, eh?

    RispondiElimina
  2. oddio no...però le foto sono fatte per sognare... ;-)
    in bocca al lupo!

    RispondiElimina
  3. Ho riguardato bene con calma le tue foto, basta ho deciso: parto subito!
    :-)
    non avessi i bimbi attaccati a me come due patelle lo farei, eccome se lo farei!
    Con solo biglietto d'andata, of course!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...aspettami allora, partiamo insieme ;-)

      Elimina
  4. Anonimo11:57 PM

    Si vede che il signore alla giostra Carrousel e' il tipico newyorkese...dalle scarpe,dal cappello e dal tipico giubbino rosso...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. lui è il tipico nonno che aspetta che il nipote finisca i giri in giostra... :-)

      Elimina
    2. Anonimo12:12 PM

      Cannot but confirm! I am an adopted Newyorker and I've seen that guy in Bryant Park at least twice recently... same shoes, same cap... D.

      Elimina
  5. In questi post trovo proprio la NYC che voglio vedere! Grazie, foto bellissime.

    RispondiElimina
  6. Grazie :-))) Arriverà anche una terza parte!

    RispondiElimina