giovedì 8 marzo 2012

s'incontra gente strana

S’incontra gente strana, in fila alla cassa del supermercato.
Avrà 65 anni, forse. Comunque, meno di 70 e più di 60. Sguardo torvo, capelli radi e grigi, come il maglione che indossa sopra ad una camicia color caramello. Io una camicia color caramello, sì insomma, color Alpenliebe, credo di non averla mai vista. Pantaloni e scarpe neri, in buono stato. Cammina ricurvo, mani grandi e arrossate dal freddo, unghie un po’ lunghe ma pulite. Con la mano destra spinge il carrello praticamente vuoto, con la sinistra tiene ben saldo un sacchetto del supermercato, chiuso col doppio nodo. Arriva il suo turno e inizia a depositare alla cassa la sua spesa. Spesa strana, di una persona strana. Non so se ci avete mai fatto caso, ma anche solo guardando una persona da come è, potete intuire cosa ha messo nel carrello. Un po’ come la storia del cane che assomiglia al padrone (o viceversa?). La signora di mezza età, con i capelli perfettamente pettinati, il trucco leggero, le mani ben curate, un foulard al collo, solitamente non compera cibi già pronti, bensì carne fresca al banco macelleria. Insalata da lavare, mai quella già pronta. Detersivi in quantità, perché la sua casa è più pulita di una sala operatoria. Crocchette per il gatto. Uova, farina, burro, gli ingredienti per fare una torta, ideale per la colazione. Lo studente che ha zero voglia di studiare, figuriamoci di cucinare, che 5 sere a settimana è fuori e per le altre due gli bastano qualche lattina di birra, un paio di hamburger, pane in cassetta, patatine e gelati confezionati. Il single in carriera, azionista della Findus. Quella distratta che fa la spesa a cazzo, senza mai fare la lista perché le liste la confondono e compera tutto tranne l’essenziale. 20 vasetti di yogurt, crackers, insalata già pronta, alcool. E dimentica l’acqua. O la carta igienica. Ogni riferimento a persone realmente esistenti è puramente casuale.
Il tipo strano deposita la sua spesa strana. Almeno 20 cipolle bianche. Confezioni monodose di marmellata all’albicocca. 2 vaschette di salame a fette. 4 uova. 3 bottiglie d’acqua (beh almeno lui non la dimentica). E 5 sacchetti del supermercato. 3 piccoli e due grandi, dice alla cassiera. Inizia a dividere la spesa nei 5 sacchetti, e poi ad ognuno fa il doppio nodo. Quando giunge il momento di pagare, apre il sacchetto che già aveva con sé dal quale spuntano altri sacchetti sempre dello stesso supermercato, e un piccolo borsello. Estrae 20 euro e paga. No, le figurine non le voglio.
Io sono dietro di lui e quando esco mi accorgo che ha parcheggiato quasi di fianco a me. Avvia il motore della sua punto nera e polverosa e se ne va, con tutti i suoi sacchetti nel sedile posteriore. È il classico tipo che vive da solo, in una casa sempre buia e polverosa. Non ha amici, spia la vicina di casa giovane e carina, conoscendone tutti i suoi orari. Nel freezer ha anche qualche dito mozzato. O un fegato umano. Quello del fidanzato della vicina. Che poi ha fatto a pezzi e buttato nel fiume. Ne sono certa.
...........
“Sei sicura che ti mancavano solo queste cose? Sei appena andata questa mattina a far la spesa”.
“Quante storie, volevi stare a casa tu a preparare il ragù?”

“E poi senti, io credo dovremmo comperare proprio i sacchi per l’immondizia, cos’è questa storia che trovi più comode le buste del supermercato? Anche stavolta quasi mi vergognavo, le ho dovute riempire un po’ tutte”.
“No perché poi quando sono pieni diventano troppo pesanti. Quelle vanno benissimo. E smettila di brontolare”.
“In fila alla cassa c’era una tizia dietro di me che mi ha squadrato per tutto il tempo. E poi ha comperato dei piselli in scatola, dello scottex, dei crackers. Mah, spesa strana per una persona strana. Aveva parcheggiato praticamente di fianco a me, e se n’è andata su una macchina bianca e polverosa”.
“S’incontra gente strana, in fila alla cassa del supermercato”.
Già. S’incontra gente strana, in fila alla cassa del supermercato.

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