venerdì 16 marzo 2012

narra la leggenda


Da qualche parte, nel mondo, esiste un piccolo paese. Il paese di M.

Narra la leggenda che il piccolo paese di M. sia il paese della donna delle rose, che vive in una casa nascosta in un bosco di pini e abeti. Accanto al suo portico c'è un meraviglioso, immenso roseto. Dicono sia un posto magico perché lì le rose fioriscono in qualsiasi periodo dell’anno. Dicono non temano caldo, gelo, neve, freddo, insetti, perché la donna delle rose si prende incessantemente cura di loro. Dicono conosca a memoria la storia del Piccolo Principe e della sua rosa, e che ami raccontarla al vento.
Narra la leggenda che sia impossibile vederla, forse perché indossa sempre un vestito a fiori per mimetizzarsi meglio. Forse perché i suoi capelli sono dello stesso colore del sole, dell’aria, della pioggia. Si narra sia stata umana in un’altra vita e che si diverta ad apparire in sogno, per non dimenticare quello che era. Per non farsi dimenticare.

Stanotte ho sognato la donna delle rose. Davvero? E com’è, com’è? Non lo so, so solo che era lei.

Si narra che quando scende la notte lei cerchi la sua rosa. La sua rosa preferita. La sua rosa preferita della giornata. Rosso porpora. Dicono ne prenda i suoi petali per farne rossetto e smalto. Dicono che poi inizia a ballare sospesa nell’aria, i piedi nudi che sfiorano appena le sue rose. Gialle. Bianche. Rosa. Rosse. Un concerto di colori solo per lei. Dicono sogni di ballare col suo amato. Dicono risuonino nell’aria le note di Moonriver. Dicono il suo cielo sia sempre stellato. Stelle, luna e rose, privilegiate spettatrici di un momento fatato. Dicono che la notte di ogni 16 del mese nel paese di M., se si è fortunati, si possa sentire la melodia nell’aria che arriva da ogni dove. Ovunque e da nessuna parte.
Dicono la casa sia davvero abitata alcuni mesi all’anno, ma non ci è dato sapere da chi e soprattutto come si faccia a raggiungerla. Ma esiste, e questo basta agli abitanti di M.
Dicono lei sia così felice quando è lì da sola, e che passeggi sotto al portico, scalza. Dicono le facciano compagnia le risate dei bambini che sono cresciuti in quella casa, in tutti quegli anni. Tre generazioni. Bambini di cui lei è stata madre, nonna, bisnonna. Ridono sempre. Insieme.
Dicono sia ancora più felice quando arrivano loro, che ancora sono in questa vita. Perché la notte è più bello ballare, se sai che c’è qualcuno che piano piano, per non disturbarti, apre la finestra e con gli occhi del cuore ti vede lì, fra le tue rose. Bella come forse non sei stata mai.

“la vita gira in tondo e torna sempre da capo, perché nulla si perde e nulla muore se solo lo stai a sentire, se non lo fai morire tu”.

3 commenti:

  1. Naviga che ti naviga sono atterrata qui!
    Mi piace il tuo blog! Adesso lo leggo un po' così imparo a conoscerti meglio!

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  2. Anonimo9:01 PM

    Moonriver e'la sua preferita...l'ho vista con in mano una rosa Papamilland

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