lunedì 5 marzo 2012

Fast forward

D’istinto pensi che una parte di te ora se ne sia andata per sempre. I campi estivi di pallavolo in montagna, il ritorno da allenamento nella 500 blu di sua madre. La telefonata alla tua, di madre “posso fermarmi qui a cena?”. Il suo telefono, rosso, vicino alla porta d’ingresso. Il suo nome, che era solo cose belle. Dopo più di 20 anni. Solo cose belle. Assistere ai suoi successi con la soddisfazione che proveresti per i tuoi.  
Poi. Poi ti devi ricredere. Perché a mente fredda ne sei certa. Quella parte di te ora vive più che mai. Deve vivere per lui, glielo devi. Lui che era sempre felice, anche quando lo incontravi al volo per strada e ti diceva “Fra, ho un sacco da fare. Anzi. Sono proprio nella merda.”
E allora…

Spogliatoio, ore 9 am. Le over 65 si preparano alla lezione di risveglio muscolare. Già il nome è tutto un programma.
“Dopo bisogna che io scappi, ragazze (ragazze???). Devo fare la spesa e sistemare in casa, che poi oggi pomeriggio come al solito ho mio nipote. Ho anche un sacco di cose da stirare. Ah ma comunque mia nuora è proprio carina, sissì, non mi posso mica lamentare. Meno male che ci sono io, la mia consuocera lavora tutto il giorno”.
Tua nuora ti odia, ma fa la ruffiana perché dove la trova un’altra babysitter gratis, che ti stira anche tutto il bucato?
“Anche io ho mio nipote, oggi”.
“Sei nonna? Ma daaaiii! Scusa quanti anni hai? Perché non si direbbe, è vero?” si rivolge alle altre, che annuiscono poco convinte.
“68”, afferma con un certo compiacimento, mentre si allaccia le scarpe da ginnastica.
“Uuuuh, complimenti!”. E certo cosa vuoi rispondere? Te ne davo di più?
Tu sei proprio in forma, dice una Mrs.Doubtfire a una morettina permanentata, che in effetti pare la meno peggio. Inizia a spogliarsi, si toglie il reggiseno per mettere quello da palestra eh oh-mio-dio, occhio che te le pesti. Ammettilo, che a casa le usi per lucidare il parquet.
“Eh faccio quello che posso, comunque ogni tanto mi faccio fare anche dei massaggi tonificanti, ma a mio marito mica lo dico, sennò poi brontola”
“Io invece vado sempre a camminare, ma cammino proprio tanto”. Inizia la gara a chi fa più sport.
“Sei andata anche quando c’era la neve?”
“No con la neve no, avevo troppa paura di cadere”
“Invece io sì! Sempre!”. Tiè, 1 – 0 per me.
“Tu scii?”
“No”
“Io faccio fondo! Sono andata anche per Natale” Ok, 1 – 1.
“Ma l’Ines? È un po’ che non viene. Certo che le farebbe proprio bene, mi sembra parecchio ingrassata”.
“In effetti ha un sedere enorme, e una parte più grossa dell’altra!”
“Eh perché lei HA L’ANCA”
“E' vero, è vero. Però ha anche un ginocchio gonfissimo, sembra una mongolfiera. So che sta facendo delle infiltrazioni”.
“Io invece oggi ho mal di schiena. Uff, ho proprio un fastidioso dolore qui IN CINTURA”
“Domattina vado dalla parrucchiera a farmi la tinta”
“Perché, li tingi?”
Ha i dati della carta d’identità incisi in una tavola Maya e secondo te quel casco di banane color corteccia di pino che si ritrova in testa è naturale? Su, andiamo.
“Ciaaaaooooo Ines!!!” Coro di stronzette.

E' arrivata la povera Ines. La situazione si fa interessante.
“Ciao a tutte!”
“Ci stavamo giusto chiedendo che fine avessi fatto! Sei in forma, eh!”
Io mi lancio dentro all’armadietto e faccio finta di cercare qualcosa,  perché non credo di riuscire a star seria.
“Su andiamo che inizia la lezione! Dopo vi fermate per 10 minuti di sauna? Tutta salute!”.
“No io poi vado in sala pesi a fare un po’ di tapis roulant”
“Aaaah, però!” Invidia pura come se piovesse.
Come dice sempre mio nonno, voi donne siete delle serpi maledette.

Cara Ines dai retta a me. Cambia palestra.

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