domenica 22 gennaio 2012

come lucy e charlie brown

14 anni o poco più. Quanti dispetti le faceva. Lei mica lo sopportava, subito. Ricorda quasi tutti quel primo giorno di scuola, in palestra a giocare a pallavolo. Lui no. Lui non c’era nella sua testa. Personaggio irrilevante in quel primo fotogramma intitolato “liceo”. Cartella invicta rosa, da femmina. Cartella invicta blu, da maschio. Lui sì che era bravo. Lei no. Lei studiava solo quello che le piaceva, quello che la rendeva felice, l’appassionava, la faceva sognare a occhi aperti. Filosofia. Inglese. Italiano. Tutto il resto era contorno.
Dai non puoi non uscire se ti chiama in mate. Fatti i cazzi tuoi. Il tre sarà il mio. Ops scusa non volevo calciarti la sedia mentre stavi prendendo appunti. Vaffanculo. Mi dai un chewing gum? Un altro, quello di prima faceva schifo. Che chewing gum hai? Comprateli, se i miei non ti vanno bene. Deficiente. Prestami il tuo libro. Perché ci devi disegnare sopra? Che già non capisco niente. Eccola, si è incazzata. Oh attenzione, quando s’incazza sono cazzi. Smettila di fissarmi. Lo so che lo fai apposta, perché sai che mi dà fastidio. Che permalosa. Guarda che quello, il figo del liceo, non ti calcola neanche di striscio. Non c’è bisogno che me lo ricordi, grazie. Migliori amici. Quanti anni per capire, per ammettere che sì, un amico migliore di lui, un’amica migliore di lei, non possono esistere. Quante litigate, incomprensioni, riappacificazioni. Lei che parte in quarta come un purosangue coi paraocchi. Mica la usa, la testa. Segue l’istinto e va avanti finchè non sbatte contro le sue false convinzioni. Vaffanculo. Ti voglio bene. Lui che poi la fa ragionare. E lei che si chiede tutta quella razionalità da dove la tira fuori. Pagherebbe per averne un quinto. Sguardi che capiscono. Chiacchierate a ruota libera, senza la paura di essere giudicati. Silenzi che parlano. Con quante persone abbiamo questo privilegio?

I diciott’anni. Tutti a ballare il sabato sera. Attenzione, attenzione, arriva la cubista in minigonna. Smettila, cretino. I venti. I venticinque. Dio ma come guidi? Mi fai venire da vomitare. Sei peggio di un pensionato. Gli immancabili ritrovi con “i soliti”. Che senza lui e lei che bisticciano come due anziani in fila alla posta in fondo non sarebbero mica gli stessi. La festa di laurea. Che rossetto ti sei messa? Sembra ti abbiano dato un pugno in bocca. No ma sei gentile, anche oggi che sono dottoressa. I compleanni in campagna. Perché non ti sei presentato? Guarda che ti avevo mandato un messaggio ma non hai risposto, così mi sono detta pazienza, non potrà venire. Ma come, se non rispondo chiama no? Ma dai non si può fare così. Oh guarda che scherzavo, ci sei cascato come al solito. Sei una scema. Vaffanculo. I rispettivi fidanzati, quelli seri. Se non la sposi sei un coglione, lei è perfetta. Hai capito? Ascoltami una volta tanto. Spiegami come fa a sopportarti, poverino. Lui è un santo, te lo dico io.


  Sono incinta. Non so cosa dire, sono commosso. Il suo abbraccio che solo quello di un fratello potrebbe essere uguale. Ancora se lo ricorda, a casa della loro amica che si stava per sposare. Fai sentire la pancia, ah però già si sente sì sì. Ma cosa dici sono al terzo mese, rincoglionito. Sei gonfia. Perché ho mangiato troppo. Uh hai un capello bianco, ormai sei alla frutta, mio caro. Ecco, ieri ti passavo la gomma, oggi ti passo mia figlia. La vuoi prendere in braccio? Wow fammi una foto. L’uomo col bambino in braccio fa sempre tenerezza, così adesco gnoccolone. Tu leggi al mio matrimonio, hai capito? Perché non mi hai risposto? Avevo troppo da lavorare. Sei un idiota. Vaffanculo. Ti voglio bene. Grande prestazione. Nessuno ha mai letto così bene. Però facevi ridere, sappilo. Tu sarai sempre la mia F. preferita, la mia migliore amica. Io non avevo riserve. Solo la titolare. E se non ci sarai tu in quell’occasione allora non ci sarà nessun altro, da parte mia.

Il migliore amico lo scegli. Un po’ d’istinto, un po’ con quel briciolo di razionalità che ti ritrovi. Deve meritare la tua fiducia. E non devi deluderlo. Il migliore amico va coltivato. Rispettato. Sempre. Il migliore amico c’è. Per sempre. È insostituibile. Un punto fermo. Possono esserci amici tipo lui. Che però non sono lui. Come la Nutella. Come lei non ce n’è. Punto. Non è da tutte avere un migliore amico. Non è da tutti avere una migliore amica. Con lui non esistono rivalità, dispetti, ripicche. La delusione che puoi dare al migliore amico sai gli spezzerebbe il cuore. E allora te la devi tenere stretta, quest’amicizia. Come il più prezioso dei segreti. Farla crescere senza soffocarla. Stando attento a non esagerare con le attenzioni. Proteggerla. Come tutte le cose a cui tieni. Per poterla guardare da lontano con orgoglio e pensare che bella. Davvero l’ho creata io? No. Io da sola faccio quasi sempre casini. L’ho creata anche  io.

Che giorno è oggi? È il giorno ventidue. Di che mese? Del mese nonimporta. Ok giorno ventidue, del mese nonimporta. Ognuno di noi ha il suo giorno. Quello in cui abbiamo detto eccomi qui. Chissà, forse oggi è proprio il giorno di uno dei due amici. Quelli che litigavano sempre durante le lezioni, quasi 20 anni fa, e sono ancora qui? Sì, proprio loro. Che sia il giorno della permalosa? Impossibile, il numero ventidue è troppo equilibrato per lei. DueDue. No, il suo è un altro giorno. Allora…ma sì….hey tu, con lo zaino invicta blu. Oggi è il tuo giorno ventidue. Questo è per te.

Abbiamo fatto a pugni fino a volerci bene [cit.]



….io, due così, li conosco davvero.

9 commenti:

  1. Anonimo9:44 AM

    Stupendo. Ho le lacrime.
    Se torno indietro con la memoria, non posso dire di aver avuto un migliore amico per sempre, ma selezionati migliori amici. E tra loro, ritrovo te, personcina stupenda e 'sassy'.
    Ti voglio bene.
    Anita

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  2. Sono capitata su questo blog x caso, ma questo post è andato dritto là dove doveva. E ti ringrazio. Tornerò a leggerti!

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    1. Sono felice di averti trasmesso qualcosa :-)
      Alla prossima, allora!

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  3. E' il mio primo commento sul tuo blog, che ho conosciuto oggi.
    Mi hai fatto venire le lacrime, evviva gli amici e chi ce li ha! E i post come questi.

    Elle

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  4. Ciao Elle, benvenuta e grazie! Hai ragione, evviva gli amici. Evviva gli amcici COSI'.

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  5. Sei stpenda!!!
    Ti seguirò sempre, da ora in poi!
    Chiara

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    1. Oh ma grazie mille, Chiara!
      E benvenuta!

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  6. ma che bello questo post! io il mio migliore amico me lo son perso per strada da anni. purtroppo. quando inciampiamo uno nell'altra vorrei abbracciarlo forte ma ho vergogna. e poi tirargli un pugno per essere sparito, così all'improvviso. capirebbe!

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    1. Oh sì che capirebbe!
      Cosa aspetti a tirarglielo, questo pugno? ;-)

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