lunedì 31 dicembre 2012

i miei auguri, per voi

Non faccio mai i bilanci per l'ultimo dell'anno, perchè la giornata in sè mi lascia abbastanza indifferente. Però sta di fatto che io i miei auguri ve li voglio fare.
Il 2012 mi ha dato molto, inaspettatamente, e allo stesso tempo mi ha privato di una persona che era un pezzo della mia vita. Con una telefonata, una notizia che mi ha lasciata a fissare un muro incapace di qualsiasi reazione. Uno schiaffo dato in pieno viso in una mattina di febbraio. Così è la vita, ti toglie e ti dà.
2013.
Che sia un anno di arrivi e partenze. Di arrivi delle persone che amate e hanno scelto di vivere lontano, perchè non c'è niente di più bello dell'attesa. Di un abbraccio finalmente dato, che ha un sapore diverso da quello che sapete di poter dare quando vi pare.
Partenze per andare incontro al vostro sogno di una vita, o semplicemente per visitare quella città che era da tanto che.
Circondatevi di amici, solo quelli giusti però. Lasciate perdere la quantità, che non ha mai avuto importanza. Tenetevi cari quelli che vi apprezzano per quello che siete, pregi e difetti, pacchetto compreso. Perchè il vero amore è solo questo.
Dite sempre la verità, anche quando pensate possa fare male. La vera intelligenza sta nel saperla interpretare nel modo giusto. E capirla.
Non abbiate paura di fare, chiedere, dire. La vita è una sola. Non saprete mai se quella porta è aperta per voi, se almeno non avrete provato a bussare. Vivere nel dubbio non è vivere.
Non accontentatevi, mai. Non lasciatevi scivolare via i giorni, schiacciati dalla routine. Trovate sempre un momento della giornata tutto per voi.
Guardate oltre lo schermpo del vostro pc mentre siete al lavoro. Sognate, fate progetti, pretendete sempre di più da voi stessi.
Non credete mai a chi vi dice che siete dei buoni a nulla, anzi lavorate sodo e rimboccatevi le maniche per far veder loro che si sbagliavano di brutto. Quando quel giorno arriverà, perchè fidatevi che arriverà, il sapore della vittoria resterà parte di voi per sempre. E sarà dolcissimo.
Non rimandate, perchè ve ne pentirete. Sempre.
Stupitevi quando sentite la vostra canzone preferita alla radio. Alzate il volume al massimo e cantatela fino a farvi venire male alla gola. Cosa ve ne frega di quelli fermi al semaforo che vi guardano?
Non abbiate paura del dolore, se lo provate vuole dire che siete vivi. Poi, passa. Every night has its dawn. Ogni notte ha la sua alba.
Cercate chi vi manca nella vostra quotidianità. Lo troverete sempre, e fatelo vivere in voi. Io l'ho trovato in un telefono rosso. In un barattolo di borotalco.
Custodite gelosamente i vostri rituali preferiti e non dimenticatevene, altrimenti perderebbero tutta la loro magia. La telefonata infinita all'amica di sempre, proprio la sera di natale. Con l'albero di natale acceso e il cotechino ancora sullo stomaco. I tre giorni a Venezia, i primi di novembre, dall'amica L. Le cene con la zucca illuminata come centrotavola e i bimbi che giocano assieme, come se lo facessero ogni giorno.
Fregatevene di quello che dovrebbe essere giusto. Fate quello che è giusto per voi. Quello che vi rende felici. Che noi, quaggiù, siamo solo di passaggio. E allora tanto vale godersela, no?
Le farfalle nello stomaco, quelle delle emozioni vere e sincere e forti e inaspettate o tanto attese e finalmente arrivate. Tenetele vive in voi.
Amate, senza vergogna. L'amore è vita, di qualsiasi natura esso sia.
Osate, senza paura. Questo è il mio augurio per il 2013.
Stardust in your eyes, e sunshine in your life, come canta Mika.
Che non vi abbandonino mai, qualsiasi cosa accada.
Sì. Godiamocela.





martedì 25 dicembre 2012

Buon natale :)

 
 
Questa è la bionda, ieri sera, vestita da angelo...quando si hanno dei bimbi il natale ritorna davvero il Magico Natale di una volta.
Auguri, di cuore, a tutti voi!
 
 

domenica 23 dicembre 2012

and the winner is...


Eccoci qui,  è giunto il momento di comunicarvi il nome dei primi tre classificati al giveaway di ognunohailsuomotivo!!! Prima però voglio ringraziarvi di cuore per la vostra calorosa partecipazione, direi proprio che avete sognato alla grande e alcune volte mi avete davvero fatto ridere!
Vorrei fare una menzione speciale a tre di voi che meriterebbero un premio a parte (prossima volta ci saranno anche quelli, dedicati a chi personalmente mi ha colpito di più). Partiamo assolutamente da Antonella. No perché io vi chiedo di sognare qualcosa di materiale e tutto per voi e lei non mi cita, che ne so, una casa. O una borsa. No. Lei vuole Gabriel Garko. Materiale e tutto per lei. Antonella, io sono morta dal ridere. Sei un mito.
E poi Chicca, che vorrebbe una pasticceria e poter mangiare di tutto e di più senza ingrassare. Idea diabolica nonchè sogno di tutte le donne.
Francesca S., che vorrebbe essere la proprietaria di un cinema. Non so, ma quest'immagine di lei che sogna di potersi guardare tutti i film che vuole, ogni sera, l'ho trovata molto poetica.
 
Comunque, veniamo al sodo, che vi vedo tutti lì a friggere come dei pezzi di gnocco fritto il padella...
Chi si sarà aggiudicato la mini cesta natalizia della Bottega Equo e Solidale?
The winner is....Giovanna!!!!! La prima che ha lasciato un commento è la vincitrice assoluta del giveaway! Brava Giovanna, il tuo tempismo è stato premiato ;-)
Il secondo e terzo premio invece vanno ad Angela e Antonietta! A voi due chiedo di specificarmi se preferite torrone o barretta di cioccolato (son problemi, lo so).
Ragazze vincitrici inviatemi una email con il vostro indirizzo per la spedizione del premio!
Qui sotto, eccovi le foto con l'ordine scelto da random.org. Non ho potuto includere sigi75 perchè ha fornito solo l'email e non è presente fra i follower. Mi spiace, ma ricordatevi che le regole sono le regole e soprattutto rendetevi riconoscibili sennò divento matta! :-)





E qui il copia/incolla più leggibile:

List Randomizer

There were 54 items in your list. Here they are in random order:

1.     Giovanna
      2.     Angela

3.     Antonietta

4.     Patrizia S.

5.     Tris mamma

6.     Angela (Dede901)

7.     Morgana

8.     Sere P.

9.     Riccardo

10.  Francesca

11.  Franceschina

12.  Federica C.

13.  Raffaella

14.  L557 (Lisa)

15.  Jane T.

16.  Nicol

17.  Kike

18.  Rosanna

19.  Marzia

20.  Marlene

21.  Gloria

22.  Tittipe

23.  Rozzie

24.  Cristina C.

25.  Martina

26.  Antonella (Attimi di letizia)

27.  Farfallinabella

28.  Fede Stelly

29.  Carla

30.  Adriana

31.  Carmen

32.  Why

33.  Sekhmet

34.  Trillina

35.  Sonia

36.  Anna

37.  Ladycrissola

38.  Norma Jane

39.  Svetlana

40.  Francesca S.

41.  Chicca T.

42.  Dede81

43.  Skye

44.  Iper Federica

45.  Liliana

46.  Paperoefragole

47.  Fede Modenabimbi

48.  Florinda

49.  Mojito

50.  Sunshine

51.  Antonella

52.  Francesca B.

53.  Marama

54.  Dolce Candy

Timestamp: 2012-12-23 11:06:03 UTC
Ancora grazie a tutte per aver partecipato!!! E vi invito a visitare il sito www.altromercato.it dove potrete trovare tutti i prodotti, le botteghe e le iniziative volte alla promozione di uno sviluppo sostenibile in tutto il mondo.

lunedì 17 dicembre 2012

e il mio weekend folle

Il weekend appena passato l'ho trascorso quasi completamente da sola.
Avrei potuto approfittarne per organizzare un'uscita con le amiche, una cena, una serata al cinema. E invece, no.
Ho spudoratamente, sfacciatamente e deliziosamente oziato, nel vero senso della parola. Mentre sabato ero in autostrada direzione casa, ho iniziato ad elencare le mille faccende che avrei dovuto sbrigare, come ogni madre di famiglia responsabile dovrebbe fare. Poi, a mano a mano che mi avvicinavo a destinazione, una vocina ha cominciato a sussurrarmi all'orecchio cose del tipo "ma che sei pazza? La spesa, riordinare le scarpe, sbrigare del lavoro arretrato, andare in centro buttandoti a pesce nella follia prenatalizia...sei da sola. Da. Sola. Rifletti. Quando mai ti ricapiterà?". E io, che certe vocine le ascolto sempre molto volentieri, non ci ho pensato su due volte. Appena entrata in casa mi sono goduta l'insolito silenzio che regnava (felice, indubbiamente), pregustando già quello che avevo in mente. Erano le 15.45.
Ho chiuso tutte le finestre, mi sono diretta in camera, ho indossato il pigiama e mi sono infilata sotto al piumone. Tempo zero e dormivo. Dio che pace, dio che figata pazzesca. Mi sono svegliata con calma, senza l'ossessione dellla sveglia, alle 19.45. Ho dormito per quattro ore consecutive, di sabato pomeriggio. Se ci ripenso, mi commuovo.
Ho messo la tuta e sono uscita: pizza da asporto, gelato e due film a noleggio. "Once", ambientato a Dublino, e "Giulia non esce la sera" con la Golino e Mastandrea (che tanto a Lui i film italiani semi-impegnati non piacciono). Seratona pazzesca, ci mancavano solo gli atti di vandalismo alla Ugo Fantozzi e poi eravamo a posto. Finiti i film, ho letto un pò con DeeJay night in sottofondo a volume moderatamente alto, senza il pensiero della Bionda che poteva svegliarsi perchè qui abbiamo l'open space e nonostante lei abbia il sonno pesante mica si può fare il dj set in scioltezza. Verso le due sono andata a dormire e ieri mattina mi sono svegliata alle dieci per fare colazione. Poi, sono tornata a letto fino all'ora di pranzo. Alzarmi quando sono stanca di dormire (avete presente la sensazione?) è una delle mie gioie della vita che mi mancava da decisamente troppo tempo.
Ecco, questo post per dirvi che essere felici con se stessi credo sia una delle regole fondamentali per stare bene al mondo. O no?

giovedì 13 dicembre 2012

i regali, secondo me

Il natale è ormai alle porte e io questa cosa che dobbiamo farci i regali non l'ho mica capita. Lo ammetto, sono in modalità Lucy Van Pelt: ON. Ovvero, spiegatemi il senso della corsa all'acquisto perfetto in vista del 25 di dicembre.
Passi quando ci sono dei bambini in famiglia, che con la storia di Babbo Natale devi per forza dare il via al solito rituale del scrivi la letterina, mettila sotto all'albero che poi lui arriva a prenderla, cerca disperatamente di capire che cosa vogliano veramente perchè loro mica si spiegano bene spesso, tanto il vecchietto è magico quindi sa cosa voglio (aiuto). Vai a comperare i giocattoli, nascondili in posti improbabili e segretissimi ricordandoti dove li hai messi, che non è mica cosa scontata. Mia madre per esempio è specializzata nell'archiviare i pacchetti in posti assurdi, salvo poi ritrovarli nei momenti sbagliati, tipo ad agosto fra un bikini e un paio di infradito. "E questa cos'è? Ah la tisaniera con le renne per la zia P. Ecco dov'era!!!!". Giusto per dirvene una.
Infine, la sera del 24 non prima di esserti assicurata che la tua prole sia in piena fase REM procedi con la disposizione della mercanzia sotto all'albero.
Ok, tutto questo ci sta. Ma per noi adulti, io mi chiedo, perchè dobbiamo comperare regali? A Natale di solito non si dovrebbe pensare a chi è meno fortunato di noi? Perchè spender soldi per una ricorrenza che non è un compleanno, giusto per fare un esempio, e perder tempo a pensare a cosa regalare per poi scegliere sempre le stesse cose?
Quindi, tutto questo per dirvi che io da diversi anni a questa parte non faccio regali, o meglio, li faccio pensando solo ed esclusivamente a chi ha davvero bisogno.
Questo post vuole darvi qualche indicazione se come me avete intenzione di fare regali solidali.
Che poi se una persona ha un minimo di sale in zucca dovrebbe solo apprezzare un pacchettino contentente tre cioccolatini e una letterina con scritto "Kit medico di pronto soccorso per mamme e bambini. Save the Children ringrazia". O no?
Dai ditemi di sì altrimenti parte un pugno alla Lucy VP hehehe.
 
 
Eccovi una mia piccola e personalissima selezione :-)
 
1) Save the children, vi offre una vastissima scelta di regali davvero per tutte le tasche. Pensate che con 8 euro potete acquistare una miscela di latte terapeutico per i bimbi malnutriti. E diciamocelo, la zia P. secondo me è molto più felice così piuttosto che con l'ennesimo bagnoschiuma: lo sappiano tutti che il suo "che beeeeello! Graaaaazie" in realtà significa "un altro? Che palle".
Poi l'organizzazione vi manda a casa proprio la letterina natalizia e personalizzata. Non dovete nemmeno sbattervi per uscire a comperare il biglietto di auguri.
 
2) Aseop è un'associazione di ematologia e oncologia pediatrica della mia zona, nel sito trovate il programma dei loro piccoli mercatini di natale dove è possibile acquistare aceto balsamico, panettoni e delizie al cioccolato. Ma se volete potete anche fare una donazione :-)
 
 
3) Poi c'è Noipervoi per l'Ospedale Meyer di Firenze, un'associazione di genitori contro le leucemie e i tumori infantili. Se cliccate nella sezione Natale della sua homepage troverete moltissime idee regalo davvero carine.
 
4) da emiliana, non posso certo non pensare alle zone terremotate che sono proprio a pochissimi km da casa mia, quindi vi invito a visitare Natale per l'Emilia, dove troverete ceste natalizie create con prodotti provenienti dalle aziende colpite dal terremoto. Ogni cesta porta il nome dialettale del suo paese di provenienza :-)
 
Se avete altre idee per regali solidali, commentate qui sotto e le aggiungerò alla lista!
Nel frattempo, la bionda circa un mese fa si è fatta un giro nel suo negozio di giocattoli preferito e ha stilato una wishlist da far impallidire perfino Babbo Natale in persona. Aiuto.

giovedì 6 dicembre 2012

andrà tutto bene

Lui è amico e paziente del mitico dott. W, l'agopunturista. Mi ci ha mandato proprio lui, perchè ci sono casi troppo acuti per mia tecnica, io ha bisogno di supporto. Tu ora va da osteopata, dott.P.
Il dott.P è alto e dinoccolato, un misto fra papà Gambalunga e Pinocchio. Indossa sempre i jeans e una camicia a righe sottili decisamente fuori moda. Non ride mai e ha le mani fredde. Radio 24 in filodiffusione fa da sottofondo alla sua voce. Ci sono moltissimi attestati e riconoscimenti appesi al muro, potrebbero essere assolutamente falsi ma non importa, infondono sempre una certa sicurezza. Mi ha subito promesso che con tre sedute la mia ernia e tutto ciò che ne consegue non mi avrebbero più dato fastidio. Non puoi correre, la corsa è un veleno per la schiena, ricordatelo. E nemmeno saltare. Nè sollevare pesi. Mai.
Mi ha fatta sdraiare, sentirai male, ha detto.
Ha iniziato a premere fortissimo nei punti critici.
Il respiro si farà corto ma non importa.
No, qui il respiro non c'è proprio, ho detto io.
Ha accennato un sorriso.
Premeva sempre di più all'altezza del taglio dell'appendicectomia. E in alto, sullo stomaco. Meno male che non avevo fatto colazione, perchè stavo per vomitare. Poi dietro, in corrispondenza dell'ernia. 
I casi erano tre: o mi mettevo a piangere, o gli tiravo un calcio, o recitavo un corollario di imprecazioni di vario genere, in silenzio. Ho scelto quest'ultimo.
Ho finito. Alzati lentamente perchè potrebbe girarti la testa. Devi stare a riposo fino a domani.
Yoga dinamico. Devi fare yoga dinamico.
Io, che faccio yoga. Questa è una barzelletta, ma sarò brava e farò i compiti.
Ci provo, anzi, va bene, lo farò. Ho risposto.
Perfetto, ci rivediamo il 27. Tanti auguri di buon natale. E, andrà tutto bene, vedrai. Ha accennato un altro sorriso.
Sono uscita che mi sembrava di essere stata investita da un treno, avrei voluto andare a letto, completamente coperta col mio mega piumone. Anche la testa. Come al solito.
Invece dovevo lavorare.
Però.
Andrà tutto bene.


mercoledì 5 dicembre 2012

i miei libri #1

Oh, era da tanto che volevo scrivere un post come questo.
Vi presento la prima parte della mia personalissima guida semiseria ai libri da non perdere.
Ho la mania dei libri. Oltre che delle scarpe, ovvio.
Ho sempre letto moltissimo, più letto che studiato, a dire il vero. Avete presente quando i prof per le vacanze estive ti davano da leggere qualche libro che poi andava riassunto e commentato? Beh, credo quello fosse l'unico compito che io abbia mai seriamente svolto al liceo. Mi dicevano però che scrivevo troppo, che non avevo il dono della sintesi. Le rare volte in cui invece scrivevo meno, allora il lavoro era incompleto. Diciamolo, certi professori erano dei grandissimi rompicoglioni. Per non parlare della calligrafia! La calligrafia è parte di noi, come gli occhi azzurri o i capelli rossi. Non puoi cambiarla. Punto. E se scrivo a tuttotondo e non capisci, amen. Ecco, sto ancora una volta divagando. D'altronde, quando uno non ha il dono della sintesi.
Dicevo. I libri.
A casa dei miei ci sono queste due librerie grandissime stracolme di libri e io sono cresciuta con l'insegnamento che "leggere fa bene".
Mi piace da impazzire studiare le quarte di copertina, aprire un libro e leggere una frase a caso. Poi la prima. E l'ultima. E' più forte di me, è il mio rito. Poi, sono certa che sia proprio il libro a scegliere noi, e non il contrario. C'è sempre quel qualcosa che ti fa pensare iniziamo questo viaggio insieme, scelgo te.
La Bionda ama passare il tempo in libreria con me, si posiziona nell'area dedicata ai bambini, prende qualche libro e si mette a sfogliarlo. Poi accade che ci dimentichiamo di andare al supermercato, o di fare una commissione importante, ma d'altronde noi siamo un pò, come dire, naïf. :-)
Io non prendo mai in prestito i libri in biblioteca, perchè devono essere miei per sempre. Inutile dire quindi che non mi arrenderò mai all'acquisto del kindle. Voglio che siano tutti fisicamente nella mia libreria, voglio poter avere la possibilità di sfogliarli o anche semplicemente riguardarli ogni volta che mi va.
Spesso gli amici mi chiedono di consigliare loro un libro. Così ho pensato di farvi ogni tanto una breve carrellata di quelli che più mi sono rimasti nel cuore. Ora, non voglio mettermi a scriverne la recensione perchè ci verrebbe fuori un post noiosissimo e lunghissimo (sempre per via del problema della sintesi), quindi mi limiterò a due-righe-due più foto. Magari vi viene qualche idea carina per il Natale o un compleanno.
Partiamo da Baricco, il "vecchio" Baricco, perchè i suoi ultimi libri sono ahimè forse un pò troppo "commerciali". Baricco è unico non per quello che scrive, ma per come lo scrive, dice un mio amico. Verissimo.
Ecco, queste sono letteralmente tre poesie.
 
 

Poi c'è Philip Roth, che è il mio scrittore preferito e non fa altro che pubblicare libri. Io sinceramente non riesco a stargli dietro. Una delle ultime volte in cui sono andata a New York avevo pensato di andare a Newark dove lui è nato e vive. Mi ero fatta il viaggio mentale della sottoscritta che va a suonare alla sua porta e di lui che mi invita a pranzo con la moglie che prepara tacchino per tutti come nel giorno del ringraziamento (anche se era maggio). Poi ho lasciato perdere, perchè come minimo mi denunciava per stalking. Difficile dover scegliere i suoi libri migliori, ma ci provo.


 

Poi c'è Vita di Pi, un vero monito alla vita. Un libro commovente e dolcissimo, una autentica ricerca di sè. Ho visto che a breve ne uscirà il film e son già qui che tremo: spero non abbiano rovinato la magia del romanzo, che vi consiglio assolutamente.

 

A questo invece sono molto affezionata, me lo regalò mia madre quando avevo credo 11 anni. Ricordo che mi ero sentita fighissima a leggere un libro che nel titolo avesse parole come adolescente, mitico e incasinato. Non vedo l'ora di passarlo alla bionda... E sappiate che se avete figli dell'età giusta per leggerlo, hanno fatto una riedizione.

 
E infine, il mio libro numero uno, il mio preferito, che ho letto la primissima volta in lingua originale quando ero all'università e poi almeno due volte in italiano. E voi, ne avete uno che in assoluto considerate IL libro?

 
 
Questi invece sono gli ultimi acquisti. Si accettano consigli per le prossime letture...
 

 
 
Se ancora non lo avete fatto, vi ricordo di partecipare al primo giveaway di ognunoalsuomotivo! Cliccate sul bannerino qui a lato :)
Non si vincono libri, ma dolci...che fanno sempre bene all'umore hehehe.
 



 

lunedì 26 novembre 2012

lo sapevo

Ci sono due amici, lei e lui, che avranno sì e no tredici anni. Stanno scegliendo le caramelle al bar del cinema. Litigano e ridono sulla scelta: i coccodrilli verdi o le fragole rosse. E ancora ridono e ancora scherzano.
Siamo io e te almeno vent'anni fa a una festa di compleanno, con un bicchiere di pop corn che doveva bastare per due.
E ancora.
E' in qualche scatolone del trasloco da più di due anni, so che c'è e devo trovarlo. Bellissimo, ma soprattutto rosso. Un telefono rosso.
Io e te che giochiamo sul pavimento di camera tua, abbiamo forse dieci anni e indossiamo la tuta della scuola di pallavolo. Arriva tua madre, arrabbiata perchè il tuo quaderno è "una pattumiera, per non dire un'altra parola". Ti assicura una punizione.
Ti alzi di scatto, inizi a correre e io dietro di te. Vuoi chiamare tua nonna perchè salvi la situazione.
E urli allarme rosso allarme rosso, qui ci vuole il telefono rosso.
E corriamo e urliamo insieme allarme rosso allarme rosso qui ci vuole il telefono rosso e ridiamo come matti fino a quando non arriviamo all'ingresso dove sopra ad un piccolo scrittoio ci aspetta lui. Il telefono rosso.  
E ancora. E ancora. E ancora.
Ogni volta è un sussulto al cuore e un nodo in gola che sono conferma e rassicurazione.
Lo sapevo, che avresti trovato un modo per infilarti nella mia quotidianità. In un sacchetto di caramelle gommose in un sabato qualunque al cinema. In un telefono che ora è nella libreria vicino ai miei libri e guai a chi lo tocca.
Sì, lo sapevo.
Che non mi avresti abbandonata mai.

venerdì 23 novembre 2012

il carcere possibile

Ci sono bambini che fino all'età di tre anni vivono in carcere assieme alle loro mamme, che hanno commesso un errore e devono scontare una pena.
Ci sono bambini che una volta diventati più grandicelli non potranno più avere una quotidianità con loro, andandole solo a trovare per trascorrere un pò di tempo nella sala parlatoio.
La blogger Serena è andata a visitare la delegazione di Bari dell'Associazione onlus Il carcere possibile, che ha attivato il progetto Il carcere azzurro grazie al finanziamento di Dash (l'unico ricevuto in due anni...).
L'obiettivo è quello di ristrutturare una stanza all'interno della casa circondariale per permettere l'incontro delle madri carcerate coi figli minori in un ambiente più sereno, allegro e quanto più normale possibile. Perchè i bambini hanno bisogno di spazi che siano accoglienti, che possano in un qualche modo riprodurre una realtà familiare, con pareti colorate e giocattoli coi quali divertirsi assieme alle mamme.
Purtroppo esistono delle realtà molto difficili, non ci sono solo bambini che corrono felici al parco sotto casa accompagnati dalla nonna, che vanno a fare la spesa assieme alla mamma e decidono cosa mangiare per cena, che ricevono un piccolo premio se sono stati bravi, che vanno all'asilo e stanno in compagnia dei loro amici ricevendo un sacco di stimoli positivi dalle maestre, che scrivono la letterina a Babbo natale pregustando il momento in cui correranno felici in salotto, pronti per scartare i pacchi.

giovedì 15 novembre 2012

per volare lontano

In questi giorni stavo pensando a quanto i genitori siano davvero gli artefici del destino dei loro figli. Quando ero una ggggiovane neolaureta impartivo molto spesso lezioni ai ragazzi delle superiori. Poi, un po' perché ho davvero spesso troppa poca pazienza e un po' perché il tempo era sempre troppo poco da quando avevo iniziato a fare a tempo pieno il lavoro per il quale ho studiato e mi piace tantissimo, ho smesso. Io già anni fa mi ero fatta una idea di come fossero certi, troppi, genitori, ma siccome non ero madre pensai che le mie considerazioni era meglio le tenessi per me, che in fondo ero solo una ventiquattrenne peraltro abbastanza insofferente verso i bambini. Quindi sicuramente mi stavo sbagliando. Il mese scorso l'amica dell'amica di una amica mi chiede il grandissimo piacere di seguire il figlio quattordicenne una volta alla settimana, per un'ora e mezzo. Accetto. Ero molto curiosa di vedere se la Francesca di oggi la pensava allo stesso modo della Francesca ventiquattrenne, lo ammetto. Ricordo alcuni miei amici, da piccola, che venivano costantemente protetti, cresciuti in un mondo ovattato, seguiti quasi in maniera maniacale. Bene, dopo tanti anni, ahimè, le cose non sono cambiate. Anzi, ho paura siano pure peggiorate.

venerdì 9 novembre 2012

l'animale curioso

Ho passato tanti anni a viaggiare in treno. Ho studiato e poi lavorato in una città che non era la mia natale, mentre lui viveva in un'altra città ancora. Passavo i fine settimana a trotterellare come una pazza fra una stazione e l'altra, col mio inseparabile trolley blu. Praticamente era sempre aperto, nel corridoio di una delle tre case, sempre pronto per essere disfatto e rifatto. Amavo moltissimo viaggiare in treno. Nonostante i ritardi e i treni sporchi e le corse e il caldo soffocante in estate, il freddo pungente del vecchissimo regionale delle 7am, d'inverno. Era diventato tutto di una familiarita' cosi rassicurante e indispensabile che non potevo farne a meno. Pensavo a questo proprio ora, che sono in treno per un viaggio di sette ore, da sola. Era da tanto che non accadeva, perché di solito preferisco usare la macchina. Sono proprio un animale curioso. Mi piace, mi piace un sacco stare seduta con le gambe accavallate e l'mp3 nelle orecchie a leggere. E a studiare gli altri. Non mi importa conoscere i loro discorsi al cellulare. M'importa immaginare come possano essere le loro vite al di fuori di questo treno che ci accomuna. Vedere dove tengono il biglietto. C'e' quello che lo mette nel taschino della giacca, quello che preferisce la borsa, quello che lo tiene in mano anche per tre ore consecutive, quello che non lo trova mai e quando arriva il controllore inizia ad agitarsi ripetendo "ce l'ho eh, devo solo trovarlo".
Quello che dorme, con la testa che ondeggia cosi tanto che quasi si stacca. Quello che ha la valigia pesantissima e immancabilmente la lascia nel corridoio bloccando il carrello di "bevande calde e fredde, snack dolci e salati".
Quello che guarda fuori dal finestrino, nonostante sia buio pesto fuori. Ottimo pretesto per sbirciare i propri compagni di scompartimento senza essere visti (io invece sono molto più spudorata).
E poi, quello che studia e sottolinea ed evidenzia senza sosta, senza mai staccare gli occhi dalle pagine del libro. Quasi tutti quelli che studiano molto, molto diligentemente, portano gli occhiali. Io infatti ho una vista da far invidia a un tiratore scelto.
Quello che fissa il vuoto, a braccia conserte, gli occhiali appesi al collo, un quotidiano appoggiato al suo fianco che non aprirà mai per tutto il viaggio.
Quelli che lavorano al pc, in giacca e cravatta e blackberry che vibra incessantemente.
Quelli che vedono una tizia che scrive come una pazza sull'ipad e sbirciano senza ritegno, come il simpatico signore coi capelli bianchi e il maglione blu che profuma di naftalina, seduto accanto a me (ciao!). Chissà se avranno qualcuno che li aspetta una volta giunti a destinazione. Corrono verso l'inizio o la fine di un'avventura? Perché quello di fronte a me sta parlando cosi animatamente al cellulare?
Il trucco molto pesante non lo capisco. A dire il vero non capisco perché una donna giovane debba truccarsi ogni giorno per andare al lavoro, o all'universita'. Come quella ragazza laggiù. Sono cosi belle le donne struccate. Cosi vere.
Perche' rimani nel corridoio, con la giacca addosso, che hai il posto prenotato li a un passo da te?
Mille voci e suoni e rumori che si sovrappongono disordinatamente. Li vedo, senza sentirli. Ho i Guns nelle orecchie.



lunedì 5 novembre 2012

venice

Venezia è una città intrigante e camaleontica, che balla sinuosa sull'acqua. Ti guarda coi suoi mille occhi spalancati che sono le finestre dei palazzi, mentre ti avvicini a lei col vaporetto. E ti chiama, per invitarti nel suo labirinto di calli che misteriosamente portano tutte a Piazza San Marco fra una sosta in un bar per uno spritz e una vetrina di maschere da ammirare. Si incontrano sempre turisti che dopo averne acquistata una non hanno resistito alla tentazione di indossarla mentre passeggiano fra un ponte e l'altro.
Sembra parte di un incantesimo, Venezia. Sempre pronta a scomparire da un momento all'altro, così. Puff.
 












Almeno una volta all'anno noi siamo là per qualche giorno. Perchè ci abitano amici molto speciali. Io e lei abbiamo condiviso gli anni più belli, quelli dell'università. Un'estate indimenticabile passata a studiare in Irlanda, una vacanza ad Amsterdam. Un'amicizia nata dallo scambio fra le nostre mamme di una pianta di aloe per curare una brutta ferita. Da allora non ci siamo più lasciate. "I tuoi occhi grandi e neri mi avevano fatto capire subito che saresti stata una grande amica", mi ha detto lei, un giorno.
Insieme siamo diventate grandi, insieme abbiamo messo su famiglia.
 
guardare eccezionalmente la tv mentre si cena. Ed è davvero una festa

 
La bionda e la piccola S. hanno gli stessi colori dei loro papà da piccoli.

Sisters? No, friends :-)





 
 
 
La poesia che alcuni scorci del Lido ti regala
 

 
 
 
 
Il museo di Storia Naturale, che ha incantato cinque bambini al di sotto dei sei anni, concedendo anche a noi adulti una visita quasi normale...
 


 
 
 
 
E poi, una passeggiata verso piazza San Marco, appena in tempo per vedere il tramonto. Sì, sembrava di essere in un altro mondo, sospesi nel tempo.
 
 
 
 
 
 



 
 
 
Siamo tornati a casa felici, ancora avvolti da ricordi fatti di caldarroste, zucca al forno, aperitivo con spritz e olive, chiacchiere in pigiama, sorrisi nel vedere i bimbi complici, tanti baci e abbracci che aspettavano da mesi di esser dati. Siamo tornati più ricchi, dentro. Con l'idea di rivederci quanto prima, che è già una promessa mantenuta.