venerdì 2 dicembre 2011

tutto bene



Eccomi. Sì lo so che sono in ritardo ma c’era traffico, e poi sono stato alla visita per il rinnovo della patente. Certo che me l’hanno concesso  cosa credi, gli ottant’anni sono i nuovi sessanta. È vero fa freddo. Però c’è il sole. Che belle queste giornate, manca solo la neve. Sì tutto bene. Senti hai cambiato tu la pila dell’orologio appeso in cucina? No? Strano. Era completamente scarica ma stamattina mentre facevo colazione ho notato che aveva ripreso a funzionare.


Qual  è il profumo che usi? Quando apro l’armadio, quello in cui ci sono anche i tuoi vestiti, si sente sempre. Sì un po’ forte ma buono davvero. Magari te lo prendo per Natale. Ne hai ancora? Non importa, mica scade.


Sì che ce l’ho, la canottiera. Dai sono quasi sessant’anni che mi fai sempre la stessa domanda. Fidati, è quella in pura lana che hai comprato in merceria quel giorno che pioveva, ricordi? Ti avevo aspettata in macchina perché non c’era parcheggio, eh sì quel fruttivendolo accanto ha sempre un sacco di clienti. Ma vuoi mettere la nostra verdura dell’orto?


Hai ragione, ormai è Natale. Accidenti bisogna iniziare ad addobbare la casa. Certo che ti aiuto, come sempre. Ogni anno lo stesso traffico di scatole luci angeli candele stelle pungitopo. Però in fondo mi diverto, lo sai. Sì le luci in balcone non le dimentico, anche se alle ragazze non piacciono: dicono che poi sembriamo al circo. Che sciocche. Sei proprio in forma. Hai messo anche lo smalto rosso. Ti è sempre donato, lo sai? E poi mica tutte lo sanno portare con eleganza. Se vuoi te lo prendo io l’appuntamento dalla parrucchiera, ci passo davanti oggi. Ovvio entro Natale, così sei in ordine.


Hanno chiamato di nuovo quelli di Sky, sempre con quella storia dell’abbonamento. Certo che gli ho detto di no, cosa ce ne facciamo? Sì è vero, mi addormento sempre in poltrona col giornale sulle ginocchia. Beh perché a te non capita mai? Sì che ti capita, ti vedo sai che ti si chiudono gli occhi mentre fai il cruciverba.


Sì, sì tutto bene. Te l’ho già detto, no?


Sai chi ho incontrato? Quella del terzo piano. Dice che ha freddo: oh tutti gli anni la stessa storia. Se ha freddo che si metta un maglione in più. È davvero una rompiscatole, e poi secondo me è lei che tutti i giovedì sera frigge. Nel vano scala ci viene sempre una puzza incredibile. Ah già, al giovedì vengono i suoi nipoti dopo allenamento.


Ma sì adesso vado, non mettermi fretta come al solito. Lo so, è quasi ora di pranzo. Va bene, va bene. Mi avvio. Ok l pane lo vado a prendere adesso, faccio in tempo stai tranquilla. A dopo allora. So che ti trovo a casa.


L’uomo s’incammina verso l’uscita stretto nel suo giubbotto imbottito blu, un cappello di lana grigio in testa. In tasca, le chiavi della macchina. Un pacchetto di fazzoletti.  Una moneta per il carrello del supermercato,  che può sempre servire. Saluta il custode, come ogni giorno. Guarda l’orologio. Le 13. Appena in tempo. È ora. Alle sue spalle, si chiude il cancello del cimitero dove lei lo aspetta, ogni giorno. Da tanti giorni, ormai.
È vero fa freddo. Però c’è il sole. Che belle queste giornate, manca solo la neve. Il pane. Devo ricordarmi di comperare il pane

1 commento:

  1. Anonimo7:35 PM

    Una scatola di fazzoletti, per favore. Lo sai che piango sempre. Ma quanto devo aspettare per il mio coccodrillo? D.

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