giovedì 1 dicembre 2011

cinquanta minuti

C’è la nonna sorda, con le lenti degli occhiali a fondo di bottiglia, i capelli biondo paglierino e un giro di lacca a prova di tromba d’aria. Disfa e rifà in modo ossessivo-compulsivo la coda alla nipote che si ribella e scappa ovunque, col tutù e le scarpette rosa. Riesce a urlare anche sussurrandole un vieni-qui-che-disturbi e le propone un Kinder Bueno a 10 minuti dall’inizio della lezione. Così ti dà un po’ di energia. No così vomita al primo salto.
La 45 enne che si crede una Spice Girl col trucco fosforescente, la tuta Ventura style e le gambe a X che risponde a una telefonata con un no io sono divorziata, deve parlare col mio ex marito. Il numero? Aspetti. Elisa, qual è il numero di tuo padre?
Il ballerino sosia di Enzo Miccio. In un angolo della sala solleva 40kg con le braccia che sembrano due grissini Torinesi, e ha l'ammirazione di tutti.
La coppia di nonni. Lui che legge il quotidiano e lei che sferruzza una sciarpa verde. Si sentono nel salotto di casa, ignari del caos che li circonda. Mi passi una Ricola? E' lì, nella borsa.
La mamma con le Asics da cestista e i jeans da rapper seduta in un angolo, che legge avidamente un libro. 50 minuti tutti per lei in un giorno infrasettimanale sono un vero lusso. No che non li passa a parlare di quando la bambina ha vomitato per l’ultima volta.
I ragazzi di Hip Hop, che fanno la lezione con la porta aperta. E le bimbe del corso di classica: li guardano rapite, in attesa del loro turno. Tacco-punta. Via quella musica assordante. Non ancora. Altri 10 minuti di pantaloni larghi, scarpe da ginnastica, cappellino alla Jovanotti. Ritmo incredibile. Sciogliete i capelli, che quello chignon dopo un po’ fa pure male, togliete le mezze punte e buttatevi nella mischia. Si vede benissimo che lo vorreste da morire: lo si legge nei vostri occhi che ballare senza costrizioni, libere di fare le mosse che vi pare, lo trovereste fighissimo e tremendamente liberatorio. E allora dai, che si vive una volta sola. Muovete la testa a tempo di musica. Ricreazione di un gruppo di disciplinatissime allieve. Occhio che arriva la docente. Pronte via, alla sbarra che si inizia.
Le adolescenti nello spogliatoio, che parlano del più e del meno. La vedete, quella biondina nell’angolo? Che buffa. Le guarda estasiata dall’alto del suo metro d’altezza e segue i discorsi girando la testa ora a destra, ora a sinistra, come se fosse a una partita di tennis. Pagherebbe oro per essere come loro, per essere loro, i quindici anni, l’interrogazione di storia, le prove per il saggio di Natale, i capelli lunghi e mossi, il cinema tutte insieme, l’indipendenza di uscire con guanti e sciarpa perché fa freddo e sono in bici. E vorrebbe non avere la mamma accanto a lei, e sì ora li metto i collant, no non ho freddo, sì lo so che siamo in ritardo, no non ho sete. Sono alte e slanciate, col fisico scolpito da ore e ore di danza. Sono bellissime. Un sorriso all’amica mentre si infila sicura le scarpette, con una disinvoltura che vorrebbe anche lei. Ma sta imparando eh, sicuramente  glielo insegnano all’asilo. Un ciuffo ribelle scostato dal viso con un rapido gesto della mano.  È da loro che ha imparato a farlo. Hai visto, mamma?  È un gesto da grandi. È ora. Loro vanno, va anche lei. Stesso orario, due sale diverse. Mi tengono aperta la porta. Grazie. Gesto gentile fra colleghe. Ha il body rosa, le calze antiscivolo. Per le mezze punte è troppo presto. La bottiglietta d’acqua in mano. I boccoli biondi. Tanta voglia di ballare. Per diventare come loro. Presto.

Nessun commento:

Posta un commento