martedì 27 dicembre 2011

cheesecake una volta all'anno


"Ma grazie mi hai regalato due libri, io adoro leggere. Titoli? Autori? Sono curiosissima".

"Dai apri, apri. Vanno molto di moda, non ti conosco benissimo però non possono non piacerti".

"Ah. I libri di cucina della Clerici e della Parodi. Grazie. Beeeelli. Si vede che non mi conosci bene".

Cucinare vuol dire dedizione, pazienza, cura e attenzione per i particolari. Saper calibrare le giuste quantità anche senza l’aiuto della bilancia, cuocere ma non troppo. Mescolare energicamente ma senza esagerare. Non distrarsi proprio in quel momento lì perché altrimenti si rischia di rovinare tutto e dover ricominciare da capo.

Significa studiare le ricette adatte a seconda della stagione, avere un pomeriggio o addirittura una giornata intera a disposizione e decidere di passarla fra uova, spezzatino, pasta sfoglia, polenta, cioccolato, farina. Sapersi rilassare, concedersi il lusso di distrarsi un momento ascoltando la radio sapendo comunque di avere tutto sotto controllo. Persino andare nell’altra stanza a fare altro. Accettare il fatto che le tue ore di lavoro verranno spazzate via in poco meno di un paio d'ore fra un bicchiere di vino e una risata. Che a fine serata se va bene rimarrà solo qualche avanzo da riporre in frigo per il giorno dopo. Significa pensare che magari potresti stare in divano a leggerti un libro o al computer a cazzeggiare/scrivere o fuori a fare una passeggiata. Invece sei in cucina col grembiule, le ciabatte e la Clerici che ti sorride con un mestolo in mano. Perché diciamocelo, solo la Parodi e una nonna speciale riescono a cucinare coi tacchi e l’abito fighetto senza ungersi persino le mutande. Se c’è qualcun altro all’ascolto in grado di farlo, è pregato di farsi avanti. Riceverà in premio i due libri di cucina sopra citati dai quali mi separerei con immenso dolore, sappiatelo.

A proposito. Apro una pagina a caso e leggo.

Fusilli con fave e piselli alla carbonara: sgranare i piselli e le fave. Ti ha mai detto nessuno che se li prendi in scatola fai prima?. Togliere la pellicola alle fave, per renderle più tenere e verdi. Come scusa? Prendi una fava alla volta e togli la pellicola? Infermieri! E’ qui, è qui! L’ho trovata! Sì, la camicia di forza l’ho io. Tagliare ad anelli i cipollotti. Versare un po’ d’olio in una padella e farli rosolare. Un po’? Come un po’? A parte che io non so far rosolare. Cosa vuol dire? Cuocere? Abbrustolire? Bruciare? Lessare? E poi. Se l’olio è troppo diventano in brodo. In tal caso io prenderei la padella e verserei l’olio in eccesso nel lavandino. Il più delle volte mi cadrebbe anche parte del contenuto che prontamente recupererei fra i piatti sporchi e rimetterei in pentola. Eh quante balle. Se invece è poco e lo aggiungi dopo, con la padella incandescente rischi di perdere un occhio e di servirlo in tavola assieme a fusilli, fave e piselli. E che cazzo. Far cuocere per 10 minuti. Nel frattempo (argh! Ansia. Nel frattempo = brucerò tutto) rompere un uovo in una ciotola e mescolarlo con il formaggio grattugiato. Ok, questo posso farlo. Lessare i fusilli, scolarli e metterli nella padella con fave e piselli. Quali fave e piselli? Merda. Sono diventati pezzi di carbone. Ricominciare da capo. Se non si hanno altri piselli e fave mandare la ricetta in vacca, aprire un barattolo di passata di pomodoro e buon appetito a tutti. Se miracolosamente non brucia tutto: incorporare il composto di uova e formaggio. Mescolare delicatamente. Delicatamente? Ha! Mi ci vedo.

Da qualche parte, nel mondo, c’è una persona che quando ha messo su casa ha espressamente voluto la cucina grande come la cabina armadio. Nel senso che la cucina è 2mt per 2mt. e la sua cabina armadio non è quindi esattamente quella di Carrie Bradshaw. La cabina armadio è così stipata che molto presto le scarpe finiranno fra le pentole e un frullatore Braun modello base usato 5 volte in tutto. La sua cucina pur essendo piccolissima ha ancora molto spazio inutilizzato e chiedersi seriamente come possano le altre donne avere bisogno di così tante mensole e di quei numerosissimi attrezzi assolutamente sconosciuti pare una domanda più che lecita alla quale però ancora non ha trovato una risposta convincente.

Da qualche parte, nel mondo, c’è una persona che ama avere la sua casa piena di amici e casino e ogni volta prende tutto pronto all’iper perché pensa che l’importante sia stare tutti insieme e allora chissenefrega se si passerà la serata fra le pizzette e qualche sandwich.

Da qualche parte, nel mondo, c’è una persona che viene presa dall’ansia solo al pensiero di dover seguire una ricetta. Questa persona una volta all’anno, solo una volta all’anno da ben due anni (quindi non si può assolutamente ancora considerare abitudine ma dai non siamo così pignoli) prepara una deliziosa cheesecake seguendo la ricetta originale americana perché le ricorda quell’estate a S.Francisco e la bakery all’angolo di una stradina in salita, con quei pittoreschi tavolini di legno e i fiori freschi ogni giorno persino in bagno, che faceva la torta più buona le sue papille gustative abbiano mai assaggiato. Questa preparazione le costa tanta fatica e tanta ansia e tanta concentrazione però ne vale assolutamente la pena. No che non può farla più spesso. Perché quando le cose diventano abitudine, smettono di essere magiche e speciali.

N.d.A. dopo questo post, il 90% delle donne mi odierà.

4 commenti:

  1. Prossimo anno chiedi in regalo una confezione famiglia di sofficini!! Mi sa che e' meglio!!! Quelli alle verdure sono buonizzimiii!!

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  2. Sai che è da una vita che non li mangio? Mi hai fatto venir voglia di comperarli...!!!

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  3. RICETTA DELLA CHEESECAKE SUBITO!!!!!

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  4. Vai su www.mysia.info e cerca la ricetta originale dell'American cheesecake! Volevo incollarti il link ma non me lo apre...

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