mercoledì 30 novembre 2011

Loro


Un ragazzo chino su un libro intento a (far finta di) studiare, si dondola sulla sedia. Lo sguardo fisso sul libro, probabilmente sta pensando ai fatti suoi. Che palle, ma quand’è che si cena? Ho fame. Magari dopo esco e chissenefrega se domani interroga. Pantaloni della tuta. Felpa blu. Calzettoni di lana.



Una mamma col bimbo in braccio, che piange. La mamma, non il bimbo. Magari stasera papà torna. Ah no, che stupida. È scappato a S.Domingo con quella cassiera dell’iper dai capelli rossi tinti e le unghie perfette. Altro che calcetto il giovedì sera. Stronzo che non è altro. No che non diventi come lui. Sei il mio ometto, tu. Dai che ci prepariamo la cena. E magari mettiamo su un po’ di musica, ti va?



Una donna, avrà una cinquantina d’anni. Pare preoccupata. Vorrei proprio sapere perché ci mette così tanto ad arrivare, come al solito si sarà fermato a chiacchierare con gli amici fuori dalla palestra. Adesso ha questa mania, tutte le sere la sala pesi. Avrà fatto i compiti? E poi quando rientra trova tutto pronto tanto ci sono sempre io, eh? Ancora non l’ha capito, che questa casa non è un albergo.



Un uomo al telefono. Gesticola come solo gli italiani sanno fare. Pareti bianche. Porte bianche. Mobili di design. Non una cosa fuori posto. È ancora in giacca e cravatta e sicuramente cenerà fuori. Nel freezer qualche pasto già pronto, solo per le emergenze. Conosce la sua casa solo la sera, forse.



Una televisione accesa. Luci colori musica. Fedele compagna per qualcuno che ha deciso di spegnere il cervello e ora probabilmente si starà mettendo le pantofole. Che brutta cosa il silenzio, se non sei in pace con te stesso.



A volte ci vuole proprio una cucina anni ’70. Dentro un’anziana signora con gli occhiali dalla montatura importante, bianchi capelli permanentati, gonna al ginocchio, maglioncino girocollo rosa confetto, grembiulino come ormai solo le nonne (e la Clerici) portano con orgoglio. Soffritto ragù acqua da salare pane in forno verdure gratinate pronte. È quasi ora.



Un meraviglioso gatto dal pelo vaporoso e due occhi gialli come fari nella notte scruta attento chissà cosa. Avventure nuovi amici lische di pesce da sgranocchiare alberi da scalare. Magari se apre la porta per vuotare l’immondizia scappo fuori. Ma dai è da 10 anni che lo pensi e poi stai sempre qui. Codardo.



Tavola apparecchiata con una tovaglia a quadretti rossi. Quattro sedie intorno ma un solo piatto, un bicchiere, una forchetta, un coltello. Un tovagliolo. Quotidianità o eccezione?



Un papà e la sua bimba giocano in una cameretta dai toni pastello. Ridono scherzano ballano. Sono bellissimi. È il loro momento e vorrebbero durasse per sempre. Bambola principessa cavallo compleanno strega cattiva orso principe borsetta anello. A malapena si legge il labiale. Inconsapevoli protagonisti di un delizioso film muto.


Qualcuno s'incammina frettolosamente verso casa. In questa parte di mondo che sbadiglia sorniona e si lascia cullare dalla luna lassù, dalla prima nebbia, dalle saracinesche dei negozi chiuse come occhi troppo stanchi per tirar tardi, è impossibile non notarle. Le vite nelle case degli altri.






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