lunedì 28 novembre 2011

il dott.W e l'agopuntura

Il dott. W è un uomo d’altri tempi. Vestito di tutto punto e col camice inamidato anche alle 7 di sera, ha questo incedere pacato e silenzioso che lo fa sembrare un personaggio fiabesco: sembra sempre nel suo mondo ma al tempo stesso tutto è perfettamente sotto il suo controllo. Gestisce 4 pazienti alla volta e per ognuna delle 4 stanze ha un piccolo timer in tasca, per controllare scadenza di tempo terapia con aghi, perché minuti giusti bene, minuto in meno o minuto in più male.  Le quattro stanze hanno ciascuna, sul lato sinistro della scrivania, una foto incorniciata sua e della sua famiglia: i componenti sono sempre disposti nello stesso modo e hanno la stessa espressione sorridente. Sembrerebbero quattro foto uguali se non fosse che sono state scattate nelle quattro stagioni: dott.W e famiglia sulla neve con le giacche a vento, dott.W e famiglia sotto al sole di ferragosto, dott.W e famiglia sotto a un pesco in fiore, dott.W e famiglia fra gli alberi spogli. Parla sempre sottovoce e il suo cellulare e il cordless hanno la vibrazione. C’è un silenzio tale che sembra di essere in un Centro del Sonno.
 Quando ti fa accomodare non si siede mai prima di te, ti saluta e congeda con una stretta di mano e un mezzo inchino che ho imparato a fare anche io per pura educazione anche se mi sento una perfetta idiota e in fondo mi vergogno come una ladra.
Dice tira fuori lingua. Fai sentire polsi. Racconta come sta tuo dolore. Poi mi fa sdraiare, mi tocca la schiena e io grido un Ahia che neanche Fantozzi. Grande dolore, grande problema, io faccio tornare tua schiena a 3 anni fa. Ernia rimane, dolore no. Sarà meglio, con tutti i soldi che ti sto sganciando mi facevo 7 giorni a NYC. Mi mette 30 aghi e due lampade rosse addosso che mi scaldano. Mi sento un po’ un vitello nella stalla ma fa lo stesso. Ogni tanto sento che apre la porta, probabilmente per vedere se sono ancora viva. Per tre volte gira gli aghi: vuoi vedere manovra di aghi? (ma per l'amor di dio! Anche no). Rilassati. No cellulare, no lettura, ascolta tua schiena. Occhi chiusi. Parla con tuo dolore, lui deve sapere che non è ospite gradito. Ricorda che "troppo" è sempre "male". Se hai problema, fai sempre grande respiro per buttarlo fuori: sole splende sempre in nostra anima.
Prossima volta svelerà  i segreti di Fatima. Me lo sento.

1 commento:

  1. Anonimo7:36 PM

    Diaaagnosi è seeeemplice. Dott. W. sa.
    D.

    RispondiElimina